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MURRAY, DEL POTRO, PUIG, NADAL & CO: UN PODIO IMMENSO

Emozioni e commozioni di un grande torneo snobbato da alcuni e reso grande dai grandi che hanno cercato la medaglia con un cuore che non sempre nel tennis batte così ...

di Enzo Anderloni | 17 agosto 2016

Emozioni e commozioni di un grande torneo snobbato da alcuni e reso grande dai grandi che hanno cercato la medaglia con un cuore che non sempre nel tennis batte così forte. Ecco chi l’oro l’ha vinto o l’avrebbe meritato

di Andrea Nizzero – Foto Getty Images

Sono passati 28 anni da quando il tennis è stato riammesso a pieno titolo ai Giochi Olimpici. Dopo quasi tre decadi, Rio 2016 è riuscito a toglierci gli ultimi dubbi su quanto valore abbia il torneo olimpico e quanto ne diano i giocatori alle medaglie: è immenso, e il 99% di chi dice il contrario lo potete mettere tra le infinite varianti de “La volpe e l'uva” di Esopo.

Inoltre, il tennis porta beneficio alle Olimpiadi nel loro complesso, e le Olimpiadi portano beneficio al tennis. Lo si è visto chiaramente la scorsa settimana (solo l'abbraccio finale tra Murray e Del Potro vale come un anno di marketing), come lo si era peraltro già visto a Londra 2012.

Una conferma che, considerato anche il fiume di lacrime versato da tennisti (avevate mai visto così tanti singhiozzi in un singolo torneo di tennis?), dovrebbe chiudere una volta per tutte la discussione sull'opportunità o meno di rientrare tra gli sport olimpici. O c'è qualcuno che pensa davvero che Djokovic (il nome più facile tra decine di altri) piangerebbe come un disperato anche per un'eliminazione da un ATP World Tour Finals, per fare un esempio?

Non svegliate Murray

E' difficile valutare la vita delle star sportive. Non è detto che un periodo felice coincida con dei successi sul campo, e viceversa. E' anche difficile però immaginare che Andy Murray, tra i 29 anni che ha passato su questo pianeta, ne abbia uno che vada vicino al suo 2016. Dopo essere diventato papà, aver vinto Roma e raggiunto due finali Slam, quest'estate si è riunito con il suo faro Ivan Lendl, ha vinto Wimbledon e la medaglia d'oro olimpica. Roba da darsi i pizzicotti. Il tutto condito da una consapevolezza e un'intelligenza che gli altri Fab Four non hanno (né gli invidiano, probabilmente). Pochi sportivi con la nomea del perdente sono riusciti a capovolgere la loro storia in modo così totale e francamente impressionante. Oggi Murray è un perdente con due medaglie d'oro olimpiche in singolare (nessuno, uomo o donna, come lui), due Wimbledon, uno US Open e una bellissima famiglia. E questa sua estate di gloria britannica, iniziata qualche giorno dopo la Brexit che ha spaccato il Regno Unito a metà, è storica non solo in senso sportivo.

Juan Martin del …diritto

Juan Martin del Potro. Cosa aggiungere? Cosa si può dire di questo campione, tanto nel tennis quanto nella vita, che nel corso degli anni trova sempre nuovi modi per farci commuovere? Che parole si possono trovare ancora, dopo che le sue imprese ne hanno ispirate a miliardi, nella sua Argentina e in tutto il mondo? Meglio non dire nulla, meglio lasciare alle nostre stesse emozioni il compito di raccontarci Juan Martin, il suo trascorso, la sua sfiga, le sue operazioni chirurgiche; il suo recupero, i suoi sforzi, le sue vittorie e le sue sconfitte egualmente indimenticabili; le sue lacrime, i suoi ruggiti, il suo pugno chiuso, il suo orgoglio. Il miracolo che è il suo diritto, uno dei pochi colpi della storia del tennis in grado di innalzare i livelli di serotonina in chi lo ammira. Forse, effettivamente, una parola per Delpo c'è: grazie.

Zero punti… d’argento

Il torneo olimpico di Del Potro è stato un regalo che ha fatto a se stesso, al tennis e allo sport in generale. Insieme alla medaglia d'argento, però, non riceverà punti validi per il ranking: JMDP è al momento numero 141 e avrà bisogno di una wild card per partecipare agli US Open.

Monica da Porto Rico a… Olimpia

Monica Puig ha scritto una pagina di storia olimpica non solo bellissima, ma anche effettivamente significativa. Per una nazione come Porto Rico, che ha uno status politico molto simile a quello di una colonia moderna, conquistare la prima medaglia d'oro della sua storia – in uno sport mainstream e tradizionalmente molto americano come il tennis – è qualcosa di più di un successo sportivo. E Monica, posseduta dal sacro spirito di Olimpia, ha permesso a molti suoi connazionali di scoprire cosa vuol dire sentirsi portoricani orgogliosi. Prima di arrivare a Rio, la classe 1993 che porta il nome della Seles aveva vinto un solo torneo (Strasburgo 2014) e non era mai stata nei quarti di finale di uno Slam. La giocatrice vista a Rio, però, è capace di qualsiasi cosa. Dobbiamo solo scoprire se la rivedremo.

Nadal e la doccia di… legno

Quando le cose non gli stanno bene, Rafa Nadal non si è mai trattenuto più di tanto. Durante la sua carriera le sue lamentele, peraltro quasi sempre fondate, gli hanno portato la fama di uno “senza peli sulla lingua” o alternativamente di “lagna”, a seconda (soprattutto) del credo tennistico di appartenenza. In Brasile, non gli è andata giù la pausa di oltre 10 minuti concessa dall'arbitro Carlos Bernardes a Kei Nishikori durante la finale per il bronzo, tra secondo e terzo set. Pare che il giapponese, che aveva appena sciupato un vantaggio di 62 5-2, abbia fatto addirittura una doccia per schiarirsi le idee. Dite quel che vi pare, ma Nadal non ha tutti i torti.

Williams sempre in piedi

Per le sorelle Williams, non è stata un'Olimpiade memorabile come le precedenti. Uscite subito o quasi in singolo e in doppio, né Venus né Serena sono riuscite ad arrivare all'oro come avevano fatto in tutte le edizioni dei Giochi cui hanno partecipato. La sorellona 36enne, però, si è portata a casa un argento nel doppio misto (l'unica specialità che ha regalato medaglie tennistiche agli Stati Uniti, vincenti con Sock/Mattek): è la quinta medaglia, che con gli altri quattro ori già in bacheca la rende la tennista (uomo o donna) più medagliata di sempre (negli anni '20, Kathleen McKane Godfree aveva vinto cinque medaglie ma solo una d'oro).

Doppio oro russo, nonostante Martina

Ekaterina Makarova e Elena Vesnina hanno giocato il doppio femminile alle Olimpiadi come giocano tutti gli altri tornei: insieme. Lo stesso non vale per Martina Hingis e Timea Bacsinszky, coppia che ha funzionato benissimo (la medaglia d'argento non si vince per sbaglio) ma non abbastanza da superare l'affiatata coppia russa. Una bella soddisfazione, soprattutto per la Hingis che si era ritrovata i suoi Giochi Olimpici quasi sabotati dalla sfiga altrui: in doppio avrebbe dovuto giocare con la sua epigona Belinda Bencic, in misto con Roger Federer o Stan Wawrinka. Tutti infortunati.