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LO US OPEN FOSFORESCENTE DI JARED DONALDSON

Agli Us Open si è qualificato e poi ha battuto Troicki e Goffin, perdendo un solo set: ora è un Top 100

di Enzo Anderloni | 18 agosto 2016

Agli Us Open si è qualificato e poi ha battuto Troicki e Goffin, perdendo un solo set: ora è un Top 100. Ha iniziato a giocare in un villaggio vacanze, e poi è andato ad allenarsi in Argentina. Dove ha migliorato la fase difensiva…

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

“Questo ragazzo sarà il futuro del tennis statunitense”. Negli ultimi 20 anni queste parole sono state pronunciate molte volte, spesso da grandi ex del passato, per incoronare i giovanissimi tennisti yankee al loro ingresso nel circuito Atp. Taylor Fritz è stato definito “il nuovo Sampras”, mentre Ryan Harrison e Donald Young fanno ancora fatica a togliersi di dosso la nomea di “predestinati che hanno fallito”. Gli Stati Uniti, al giorno d’oggi, vantano una carovana di ragazzi molto interessanti: Frances Tiafoe, Reilly Opelka, Michael Mmoh, Stefan Kozlov, Tommy Paul, Noah Rubin. Tutti più volte esaltati e balzati agli onori della cronaca al primo successo di rilievo. Eppure nessuno ha mai utilizzato il termine “predestinato” accanto al nome di Jared Donaldson, che però ha messo insieme un avvio di Us Open scintillante, anzi fosforescente come il completino giallo-fluo che indossa. A New York non solo si è qualificato, ma ha pure battuto al 1° turno il serbo Viktor Troicki (ex n.12 al mondo) e al 2° il belga David Goffin, testa di serie n.12 del torneo. Scintilla che gli è valsa l'ingresso, per la prima volta in carriera, nei Top 100.

Da Providence a Buenos Aires
Nato a Providence il 9 ottobre 1996, Jared Donaldson ha iniziato a giocare a tennis quasi per caso. “Avevo quattro anni, era estate - racconta lo statunitense - e nel villaggio vacanze in cui mi trovavo con la famiglia ho passato infinite giornate tra racchette e palline. Non volevo smettere mai. Probabilmente in quel momento avevo già capito quale sarebbe stato il mio futuro”. Jared comincia a fare sul serio nel freddo Rhode Island, allenandosi ovviamente su campi in cemento indoor. Il suo tennis è aggressivo, sempre alla ricerca del colpo vincente, ma quando si allontana dalle amate superfici rapide cala vistosamente nella fase difensiva. Una scelta insolita, per uno “yankee”, porta allora Donaldson in Argentina, dove si allena per oltre due anni a Buenos Aires con i coach Pablo Bianchi e Alejandro Kon.

Il ritorno negli States
Nel 2013 il ritorno negli States e, soprattutto, l’incontro con il nuovo allenatore Taylor Dent, già numero 21 del mondo nel 2005. Donaldson decide, nonostante le avances dei principale College, di saltare a piè pari l’NCAA per dedicarsi al professionismo. “Sono convinto che sia stata la decisione giusta per me, anche se mi rendo conto che altri potrebbero non pensarla così”. Tre titoli futures nel 2014, primo alloro challenger a Maui nel 2015 e una grande continuità di risultati su ogni tipo di campo. “La terra è ovviamente la superficie con cui ho più confidenza, ci ho giocato per due anni e mezzo, ma non voglio pensare di sentirmi migliore sul rosso, devo entrare nella condizione mentale di poter essere competitivo su tutte le superfici. Un gioco vincente dev’esserlo su terra, cemento ed erba, senza esclusione”. Un tennista poco reclamizzato, ma molto intelligente e determinato. Chissà che non sia proprio Jared Donaldson, dall’ombra dei riflettori, a far brillare la bandiera a stelle e strisce nel firmamento del circuito Atp.

A Dubai con Roger
Jared Donaldson ha avuto l’onore di allenarsi per tre settimane, in quel di Dubai, con Roger Federer. Un’esperienza indimenticabile, che il giovane statunitense racconta con voce ancora emozionata: “È stata un’esperienza incredibile, ero molto nervoso, Taylor (Dent; ndr) era venuto con me e ricordo che il primo giorno abbiamo dovuto aspettare un po’ il suo arrivo, mi sono riscaldato bene per essere pronto quando sarebbe giunto. Non so bene cosa mi aspettavo, ma quando l’ho visto arrivare e salutare mi sono sentito molto rilassato. Roger ha una grande personalità, ma è anche molto facile parlarci, è un tipo amichevole. Mentre ci allenavamo era esattamente come l’ho visto agli US Open le volte che ci sono potuto andare, concentratissimo, ma durante le pause o dopo l’allenamento era una persona molto alla mano”.

La scheda di Jared Donaldson
Luogo e Data di Nascita: Providence (Rhode Island), 09/10/1996
Altezza: 188 cm
Peso: 73 kg
Ranking: 94 (best ranking)
Titoli Futures: 3
Titoli Challenger: 1 (Maui 2015)