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ANDREAS SEPPI "CUSTOM": ABBIAMO PROVATO LA SUA RACCHETTA

L’attrezzo personalizzato di Seppi nel laboratorio di Pier Paolo Melis, l’incordatore ufficiale delle squadre azzurro

di Enzo Anderloni | 12 agosto 2016

L’attrezzo personalizzato di Seppi nel laboratorio di Pier Paolo Melis, l’incordatore ufficiale delle squadre azzurro. L’abbiamo misurato e “Jambo” lo ha anche provato per noi sul campo

di Enzo Anderloni

Personalizzazioni, o più all’americana customizzazioni. Parliamo della nuova frontiera nel mondo dell’attrezzo, cioè la possibilità di tarare racchette e corde alla perfezione, in funzione delle caratteristiche e delle esigenze di chi le adopera. E abbiamo la possibilità di farlo attraverso un esemplare unico: una delle Pro Kennex Q Tour di Andreas Seppi, osservata “ai raggi X” nel laboratorio LBJ Shop di Cagliari da un esperto appassionato come Pier Paolo Melis, “Jambo” per gli amici, l’incordatore ufficiale delle squadre azzurre di Coppa Davis e Fed Cup.

Il termine “custom” è legato al mondo della motocicletta: in particolare proprio a quelle americane, dalle Harley –Davidson in poi, che hanno sempre dato la possibilità all’acquirente di rendere le proprie “bike”, assolutamente uniche sin dal primo minuto, attraverso la verniciatura e l’inserimento di pezzi speciali.

Nel mondo del tennis i più attenti a customizzare sono i giocatori professionisti, che si affidano a grandi specialisti per ottenere, partendo dai telai ricevuti dalle Case produttrici, le performance più adatte al loro gioco. C’è chi fa mettere tutto “dentro” in modo che l’attrezzo esteticamente sia identico a quello di serie e chi invece, vedi Novak Djokovic, mostra a tutti le lunghe strisce di piombo che fa aggiungere sull’ovale della sua Head Speed.

Detto questo, eccoci ad Andreas Seppi e alla possibilità di analizzare in laboratorio la sua Pro Kennex Q Tour 325. E non solo: Pier Paolo, buon giocatore e istruttore Fit, è sceso in campo con l’attrezzo di Andreas e ci ha raccontato le sue impressioni.

Per valutarle va tenuto conto che la racchetta è incordata come la chiede Seppi e cioè con sintetico monofilamento Luxilon Alu Power calibro 1,25 a 22/21 kg. Il pattern è di 18 corde verticali e 20 orizzontali. L’incordatura è richiesta con soli due nodi, da realizzare con metodo ATW (Around the World). Alla fine la tensione dinamica del piatto, misurata con il rilevatore elettronico l’Ert 300, è di 36 punti. Un “letto” dunque non troppo “duro”, anzi.

In laboratorio

Cominciamo con i rilevamenti del Diagnostic Center. Il peso della racchetta incordata è di 369 grammi. Il bilanciamento, 32,5 cm dall’estremità del manico, è neutro, specie se si considera che il telaio è lungo 70 cm, 1,5 centimetri più del normale. Il profilo è molto sottile, dai 18 ai 20 mm, e la rigidità, molto bassa è conseguente: solo 57 RA.

L’inerzia è elevatissima: 353 punti del Diagnostic che corrispondono a kgcm2.

“Sono rimasto davvero stupito dai valori di rigidità – racconta Melis – 57 punti RA sono il valore di un telaio super elastico, introvabile nelle racchette in commercio. Pazzesco anche il valore di inerzia. Considerando peso e lunghezza solo un campione può manovrare con facilità un attrezzo così”.

In campo

Pier paolo è poi passato all’azione in campo. “La racchetta ha un manico piccolo, n.2, che Seppi riveste con overgrip Tournagrip XL. Ho fatto due sessioni di prova e le sensazioni da impatto sono eccellenti. Con queste caratteristiche la racchetta dà zero vibrazioni, offre un’ottima sensibilità. L’impatto è ovattato. La palla esce fluida. Molto meglio con traiettorie orizzontali, cioè colpendo di piatto che in top spin. Buonissimo il back”.

“Invece a rete per me è difficile – continua Jambo - Una racchetta ‘ingombrante’. Eccellente il servizio però soprattutto di piatto. Giocare un kick è decisamente faticoso”.

E quindi come se la cava un giocatore “normale” con la racchetta di un giocatore “vero”?

“Nel complesso il telaio offre ottime sensazioni ma con queste caratteristiche fisiche diventa molto difficile da usare quando ti devi muovere molto in campo e per tanto tempo. Quasi proibitivo. A meno di chiamarsi Andreas Seppi”.

E in fondo è normale che sia così: per esprimersi al meglio ognuno deve avere la racchetta customizzata in base alle proprie caratteristiche. In questo sì che siamo tutti uguali a Seppi.