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TIM MAYOTTE, IL GENTLEMAN AMERICANO… D'ARGENTO

Alle Olimpiadi d Seoul 1988 lotta per l'oro contro “Gattone Mecir”, gli resta la seconda piazza

di Enzo Anderloni | 13 agosto 2016

Alle Olimpiadi d Seoul 1988 lotta per l'oro contro “Gattone Mecir”, gli resta la seconda piazza. Un anno prima, la stagione di gloria quando vince 5 tornei su 5. In America è famoso anche per un durissimo match di Coppa Davis, in Messico…

di Alessandro Mastroluca - foto Getty Images

“Tim Mayotte è una persona adorabile. Ma gli manca carisma. E il suo stile in campo riflette il suo stile fuori dal campo. Servizio potente, volée efficaci, colpi solidi da fondo. Prevedibile ma monotono”. Così spiegava un dirigente ATP ai giornalisti durante il torneo di Wimbledon del 1987.
Due volte semifinaliste Slam, Mayotte ha seguito le orme di John McEnroe. Prime lezioni nei parchi pubblici, poi il college a Stanford. È il numero 1 dei Cardinals di coach Dick Gould che vincono il titolo di squadra nel 1981. Mayotte è anche il campione individuale NCAA di quell'anno. Dopo la vittoria su Gurfein, passa professionista.

Il primo titolo di Tim
Serviranno altri quattro anni per il primo titolo, al Sony Open Tennis. È la prima edizione dell'attuale Masters 1000 di Miami, che in quel febbraio del 1985 si gioca al Laver’s International Tennis Resort a Delray Beach. Di fronte c'è il suo ex compagno di college Scott Davis, campione NCAA nel 1983. “E' stata la svolta della mia carriera - ha dichiarato Mayotte, che elimina Boris Becker e Marty Davis prima di centrare la finale -. I miei genitori erano arrivati da Bradenton per vedermi, ma mio padre diventava nervoso e ha guardato la finale in tv, in un bar non lontano dallo stadio”. In un pomeriggio ventoso, con pochi spettatori sugli spalti ma tanto rumore fra i giocatori che già iniziano a chiamare quel torneo una sorta di quinto Slam, Mayotte rimonta due set di svantaggio e chiude 4–6 4–6 6–3 6–2 6–4.

Mayotte in Coppa Davis
Il 20 luglio 1986 debutta in Coppa Davis, a Città del Messico. “Gentleman Tim”, soprannome che si è guadagnato nella corsa fino alla semifinale di Wimbledon 1981, è irritato da un pubblico oltre i limiti della correttezza, tanto da andare a parlare a muso duro con gli spettatori delle prime file. Il gioco viene interrotto talmente tante volte che il referee ITF Francis Patrick Loderop assegna un punto di penalità al suo avversario, Leonardo Lavalle, e minaccia di assegnare direttamente la vittoria agli Usa. Mayotte vince 7-5 4-6 0-6 6-4 9-7. Per Bud Collins, è un successo che si pone, per l'atmosfera e il pubblico ostile, sullo stesso piano del trionfo di Smith su Tiriac nella finale del 1972. Resterà anche la sua unica vittoria in carriera in Davis.

L'anno di gloria
Ma è il 1987 il suo primo, vero, anno di gloria. Unico a vincere cinque finali su cinque in quella stagione, chiude da numero 9 del mondo. È ancora in quella posizione alla fine di agosto del 1988. è testa di serie numero 1 al torneo olimpico di Seoul. Gioca la miglior partita in semifinale contro Brad Gilbert. È il grande favorito per la finale contro Miroslav Mecir. L'ha affrontato solo una volta, in esibizione a Wilmington l'anno prima, e l'ha battuto in tre set. Ma a Seoul la storia regala un diverso finale e il più grande giorno di gloria di Gattone.

Tecnico per la USTA, ma per poco
Mayotte ritroverà Gilbert anche in finale a Washington nel 1989. Perde il primo set del torneo e senza la pioggia che ferma il gioco sull'1-1 15-40 nel secondo, avrebbe probabilmente perso. È il perfetto confronto di stili, il gentiluomo e il simbolo del “winning ugly”. È il perfetto saluto di Mayotte, che firma così il suo ultimo titolo Atp. Lavorerà poi per Donald Dell - seguirà anche Amanda Coetzer e Greg Rusedski - e per la USTA. Ma finisce presto in polemica con Patrick McEnroe e i responsabili del Player Development. “La crisi del tennis Usa - dirà - è soprattutto una crisi di maestri e allenatori”.