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FEDERICO, CHE SCATTO! L’ESEMPIO DI GAIO

E’ passato in tre settimane da n

di Enzo Anderloni | 03 agosto 2016

E’ passato in tre settimane da n.292 a n.158 del mondo, vincendo due Atp Challenger. A Biella ha superato in finale il brasiliano Bellucci, n. 55. La bella storia di Federico Gaio che lavorando duro per anni al Centro tecnico di Tirrenia si è creato la chance di relaizzare il suo sogno: entrare tra i Top 20

di Enzo Anderloni

Ha sorpreso tutti, anche la Rete, che di solito arriva prima, per antonomasia. Federico Gaio è passato nel giro di tre settimane da n.292 a 158 del mondo e persino la sua scheda dell’Atp è rimasta a bocca aperta: stamattina c’era ancora solo il nome, il cognome, l’età (24 anni) e la classifica, 158 appunto.

È una signora classifica arrivata grazie a un salto di quasi 150 posti che a quel livello è durissimo da fare. Oltretutto non è frutto di un paio di partite azzeccate in una settimana benedetta dalla sorte e dalle congiunzioni astrali. Viene da due tornei Atp Challenger vinti (San Benedetto e Biella), l’ultimo dei quali salvando diversi match-point lungo la strada e battendo nettamente in finale (quando uno che viene dalle retrovie potrebbe sentirsi appagato) un signor giocatore come il brasiliano Thomaz Bellucci, n.55 del mondo. Parentesi: qualcuno potrebbe ricordare l’atmosfera surreale, quest’anno sul Centrale del Foro Italico, la sera in cui Bellucci è partito rifilando un bel 6-0 in 24 minuti a Novak Djokovic…

Così mentre si va ormai parlando solo di Olimpiadi, viene da accendere i riflettori sulla storia di questo ragazzo di Faenza molto educato, sportivo e lavoratore che non attira più di tanto l’interesse del mondo. Viene in mente la bellezza del suo tennis già da junior, quando arrivò in finale al Trofeo Bonfiglio, sorta di Slam italiano del circuito ITF Under 18, mostrando più di una deliziosa smorzata. A batterlo fu l’argentino Facundo Arguello, uno dei migliori talenti classe 1992 come lui (tra gli altri Bernard Tomic, Ryan Harrison, Jack Sock). Da lì tanto lavoro, tanta umiltà, tanti anni in cui si è impegnato al Centro Tecnico e in giro per il mondo con una crescita costante ma senza grandi balzi. Un mezzo flop in un mondo dove si diventa famosi in 24 ore azzeccando un selfie o un video spiritoso che diventa virale.

Fa piacere vederlo improvvisamente partire come un razzo ed emergere a una quota dalla quale può veramente fare il grande balzo nella Top 100, l’unico livello di tennis che si può definire “professionismo” a pieno titolo perché significa ingresso nei tabelloni principali del Grand Slam che da soli garantiscono uno stipendio serio (chi perde al primo turno agli Us Open quest’anno guadagna 43.300 dollari).

Federico è uno tosto, ricco di qualità ma sempre con i piedi per terra. Quando con SuperTennis Tv siamo andati a Tirrenia a girare contenuti di tecnica e di preparazione fisica, con i vari Eduardo Infantino, Giancarlo Palumbo, Umberto Rianna per la trasmissione Tennis Magazine lo abbiamo sempre trovato disponibile a fare da “cavia”, in campo come in palestra. Se andate a rivedervi quelle puntate sul sito supertennis.tv, nella sezione “on demand”, lo potete vedere in azione. Un fisico bestiale tra l’altro, ben guidato dal suo coach Daniele Silvestre, che gli dà tranquillità e lo ha aiutato a far salire la qualità, a partire dal servizio più continuo e incisivo.

Da qui a fine anno non ha molti punti da difendere e così, mentre ci accingiamo a seguire con passione la difficile corsa alle medaglie dei nostri 7 azzurri a Rio de Janeiro (Thomas Fabbiano, l’ultimo aggregato alla comitiva, è n.113 del mondo, non così tanto lontano da Gaio…), continueremo a tenere d’occhio Federico che sta correndo per un obiettivo meno puntuale e circoscritto: diventare un top 20 (il suo sogno). Qualcosa che nel tennis va anche oltre una medaglia ma potrebbe aiutare a conquistarla in futuro.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 30 - 2016

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SuperTennis Magazine – Anno XII – n.30– 3 agosto 2016

In questo numero

Prima pagina: Federico, chescatto! Pag.3

Olimpiadi: guida alle medaglie Pag.4

Focus: C’è un podio per Sania, la regina dei doppi? Pag.6

Terza pagina – Speciale Olimpiadi, corsa all’oro: la storia Pag.8

Il personaggio: Buon compleanno Roger. Federer compie 35 anni Pag.12

Racchette e dintorni: la nuova ( e forse ultima) spada del re Pag.14

Circuito mondiale: Novak 30 per 1000 Pag.16

I numeri della settimana: Lorenzi n.1 d’Italia Pag.17

Il tennis in tv: l’agosto tutto live del cemento Usa Pag.18

Giovani: ragazzi, tutti al Master ma con l’iscrizione Pag.20

Wheelchair tennis: Mazzei che campione, è lo scudetto n. 57 Pag.21

Paddle: very important… padeleri Pag.22

Circuito Fit-Tpra: tornei sotto l’ombrellone Pag.23

Personal coach: 5 diritte senza età per non farsi male Pag.24

La regola del gioco: pallina colpite, punto finito. O no? Pag.26