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FRANCESCA JONES, QUATTRO DITA LE BASTANO

Lei ha quattro dita per mano, quattro al piede destro e tre al sinistro perché ha la sindrome EEC ed è costretta a operarsi molto spesso

di Enzo Anderloni | 28 luglio 2016

Lei ha quattro dita per mano, quattro al piede destro e tre al sinistro perché ha la sindrome EEC ed è costretta a operarsi molto spesso. Eppure è n.88 del ranking Itf junior e non ha intenzione di rinunciare al tennis

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

Il tennis di Francesca Jones è stilisticamente pulito, aggressivo, alla continua ricerca del colpo vincente. Il rovescio, suo colpo migliore, è preciso e molto potente. Nata a Bradford, nel West Yorkshire, il 19 settembre 2000, la Jones lotta giornalmente contro la EEC (Ectrodactyly - Ectodermal Dysplasia - Cleft Syndrome), una rara anomalia che l’ha lasciata con quattro dita per ogni mano, quattro al piede destro e addirittura tre al sinistro. La mano destra, con cui gioca, è inoltre più piccola del normale. Nonostante in Inghilterra tutti le consigliassero di smettere col tennis, di dedicarsi ad altro, la 15enne britannica è oggi al n.88 del ranking Itf under 18 e non ha alcuna intenzione di rinunciare al suo sogno. La malattia la costringe a continue operazioni chirurgiche per limitare i danni, ma lei non si lascia influenzare dalle tante difficoltà. “A volte mi si rompono anche le unghie - spiega - perché sono costretta a stringere molto forte la racchetta. Le operazioni? Se mi consentono di tornare in campo e migliorare il mio tennis sono pronta a fare tutto il necessario”. La debolezza più grande riguarda il piede destro che, a causa della presenza di sole tre dita, non le dà l’equilibrio necessario. “Lavoro sempre su questo aspetto, anche perché il destro è il mio piede dominante. Da piccola era davvero difficile, ma mi alleno ogni giorno per trovare le giuste contromisure ai miei problemi”.

Da Barcellona a Wimbledon
“Tutti mi dicevano di smettere, che non ce l’avrei mai fatta - racconta la Jones, che a 9 anni lascia l’Inghilterra per trasferirsi a Barcellona alla“Sanchez-Casal Academy. Recentemente un nuovo trasferimento alla accademia “Ad In”, sempre nella città catalana, come allieva di Albert Portas e German Puentes. Francesca Jones inizia l’attività Itf under 18 nell’ottobre del 2013, a 13 anni appena compiuti. Il primo titolo, in doppio, giunge l’anno successivo in Portogallo, quando insieme alla giocatrice di casa Oliveira conquista il 'Grado 4' di Porto. Il successo in singolare arriva nel giugno del 2015 alla Justine Henin Junior Cup, ma è due mesi fa che la Jones porta a casa il titolo più importante: nel grade 2 di Villach, in Austria, su terra battuta, Francesca alza la braccia al cielo ed entra tra le prime 100 del ranking giovanile. “Il suo stile di gioco è votato all’attacco e alla ricerca del colpo vincente - racconta il coach italiano Riccardo Rosolin, che ha allenato a lungo la giovane britannica - in particolar modo con il rovescio lungolinea, suo colpo migliore. Ho viaggiato per il mondo insieme a lei e posso testimoniare che, nonostante sia molto giovane, può già essere definita professionista, caratteristica che la aiuta a superare le menomazioni fisiche. Francesca ha una grinta fuori dal comune _ continua Rosolin -, qualsiasi cosa accada durante un match, sa trarne forza e motivazioni. In Spagna nessuno le ha mai consigliato di smettere, si tende a cercare di raggiungere il massimo potenziale di ogni atleta, e così si farà con Francesca Jones”. Più le difficoltà la circondano e la sovrastano, più riesce ad uscirne con il sorriso sulle labbra e una nuova sfida da affrontare: “Voglio diventare la più forte giocatrice del mondo - dice Francesca -. Vorrei che la gente, guardandomi, possa pensare che nella vita tutto è possibile. Voglio vincere Wimbledon”. Parola di Francesca Jones.

Precedenti: Zugarelli e Duck Hee Lee
In Italia un grande tennista del passato ha dovuto affrontare tutta la carriera senza la falange del pollice della mano destra. È Tonino Zugarelli, ex n.27 Atp, che ebbe un incidente da piccolo e dovette giocare tutta la vita senza riuscire a impugnare la racchetta al meglio. Nonostante ciò riuscì a vincere la Coppa Davis nel 1976, il torneo Atp di Bastad nello stesso anno e arrivò in finale agli Internazionali d’Italia '77. E poi c'è il coreano Duck Hee Lee, classe '98 e già n.194 del ranking Atp: sordo dalla nascita. Non sente le chiamate, non può ascoltare il rumore della pallina e comunica a gesti con il proprio allenatore. Eppure a soli 18 anni ha già vinto 10 Futures e raggiunto i Top 200.