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TOUCH TENNIS, UNA (MORBIDA) CANNONATA

Campi piccoli (solo 12 metri per 5), palline di gommapiuma, racchette più corte, ma i protagonisti non sono bimbi di 6-7 anni bensì adulti che corrono e picchiano forte

di Enzo Anderloni | 22 luglio 2016

Campi piccoli (solo 12 metri per 5), palline di gommapiuma, racchette più corte, ma i protagonisti non sono bimbi di 6-7 anni bensì adulti che corrono e picchiano forte. Si chiama Touch Tennis, è nato a Londra, ha classifiche e tornei ufficiali…

di Mauro Simoncini

Nel Terzo Millennio la vera certificazione ufficiale è la presenza di un sito ufficiale, con le date dei tornei, le regole di gioco, le misure dei campi, della rete, delle racchette. Classifiche ufficiali, scontri diretti; ci sono i tornei dello Slam e i Master 1000.
Per esempio si è appena svolta a Roehampton nel distretto universitario a su ovest di Londra la Varsity Cup, un grande evento tra 12 squadre. Ma di cosa stiamo parlando? Si chiama Touch Tennis, è un altro sport di racchetta, ma ridimensionato, e non per i tennisti più piccini.

È nato nell'estate del 2002 a Londra per merito di tale Rashid Ahmad. Il campo di gioco è circa quello dei bambini principianti Under 8: 12 metri di lunghezza per 5 di larghezza (6 per il doppio). Si devono usare racchette più corte e leggere di quelle canoniche da tennis (per adulti): lunghezza consentita tra i 20,8 e i 21,5 pollici; e l'ovale non può superare i 107 pollici quadrati. In sostanza i telai 21 in commercio per i bambini sono perfetti.
Poi ci sono le palline, né dure né depressurizzate, ne "piccole" come quelle da tennis: si usano quelle di spugna più grandi di quelle comuni, proprio come con i piccolissimi principianti che si approcciano al tennis.

Il Touch Tennis ha campo ridotto, palle più grandi e più lente, racchette più corte, leggere e quindi maneggevoli. E ci giocano gli adulti. Il risultato? Si può colpire la pallina con energia e tecnica identiche a quelle del tennis normale, ma ci vuole anche una tattica sviluppata per guadagnarsi il punto. Gli scambi sono lunghi e laboriosi, fisicamente impegnativi (con spostamenti brevi ma continui).

Sembra facile ma non lo è. Da un lato ci vogliono gesti ed esecuzione valide dal punto di vista tecnico perché se no la palla di spugna "non va"; dall'altro un fisico adulto copre facilmente un campo così ridotto, quindi ci vuole anche una strategia di gioco efficiente per vincere il punto.
Uno dei vantaggi del Touch è che si può giocare davvero ovunque perché non solo la superficie richiesta è piccola, ma le retine sono trasportabili e volendo (come si vede nel video promozionale su www.touchtennis.com) con un gesso e un po' di asfalto si può improvvisare un match. Che gli inglesi ovviamente propongono anche su un prato di un parco, dato che la palla di gommapiuma rimbalza bene anche se il fondo non è perfetto.
Non resta che provare, magari con le racchette dei propri figli, nel cortile di casa. Proprio come è successo a Rashid quindici anni fa in quel di Londra,