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20 SECONDI O 25? LE DIFFERENZE (AL SERVIZIO) TRA ATP E ITF

Nel circuito Atp i giocatori hanno 25 secondi per riprendere il gioco, ma nei Grand Slam valgono le regole ITF, quindi i secondi sono solo 20

di Enzo Anderloni | 10 luglio 2016

Nel circuito Atp i giocatori hanno 25 secondi per riprendere il gioco, ma nei Grand Slam valgono le regole ITF, quindi i secondi sono solo 20. Proprio come nei tornei italiani. Vediamo che cosa prevedono i regolamenti

La premessa
Il gioco del tennis, seppure per nessuna partita possa essere mai prevista una durata minima o massima, è scandito da una serie di tempi ben identificati e necessariamente da rispettare per non incorrere in tutta una serie di violazioni e conseguenze.

20 secondi per servire
Innanzitutto viene stabilito che tra un punto e l'altro debbano passare un massimo di 20 secondi: questo tempo, tra l'altro, è principalmente a disposizione del battitore, il quale, entro questo limite, detterà il ragionevole ritmo del ricevitore.

Cambio campo: 60 e 90
Tranne al termine del primo gioco di ogni set, dopo ogni gioco dispari, si cambia lato del campo e viene concesso ai giocatori un riposo in totale pari a 90 secondi, che viene scandito con la chiamata “tempo” o “time” quando sono trascorsi 60 secondi. Dalla chiamata del “Time” (o tempo) decorrono poi altri 30 secondo per poter riprendere a giocare.

120 secondi a fine set
A differenza di quanto succede al termine di ogni singolo game, alla fine di ogni set i giocatori avranno diritto a una interruzione pari a ben 120 secondi, anche questi scanditi dalla chiamata "tempo" o "time" allo scadere dei 90 secondi. Come accade anche per i game, dalla chiamata del “tempo” o “time”, decorrono i 30 per riprendere a giocare.

L'orologio dell'Atp
A livello internazionale abbiamo qualche piccola differenza, in particolare con riferimento al tennis maschile del circuito Atp. In questo caso i secondi a disposizione del servitore tra un punto e l'altro saranno 25 e non 20 come stabilito da tutti gli altri. Inoltre nei match che vengono ripresi dalla TV, può essere prevista una piccola estensione nella durata del tempo del cambio di campo se ritenuta necessaria da esigenze televisive.
Da sempre il circuito Atp prevede questa differenza che si sostanzia in una richiesta avvenuta tempo addietro direttamente dai giocatori. In realtà però negli ultimi due anni gli arbitri trattano questo aspetto del regolamento in maniera più restrittiva di quanto non si facesse in precedenza. Questo per consentire una maggiore aderenza alla regola evitando perdite di tempo eccessive.

I campioni hanno 25 secondi?
Ma negli Slam soltanto 20
Esiste però una discrepanza anche nei tornei dei campioni. Quelli che vediamo in tv. Potrebbe forse stupire ma nei tornei ITF sono stati mantenuti i 20 secondi a disposizione alla fine di ogni punto. Il che significa che i tornei del Grand Slam (Wimbledon, US Open, Australian Open e Roland Garros) danno, ai maschi, 5 secondi in meno rispetto a quanto viene concesso dalle norme del circuito Atp (tutti i Masters 1000, i 500 e i 250 oltre ai Challenger). Di conseguenza i giocatori dei “piani alti” del ranking si troveranno a giocare tornei ai più alti livelli con un diverso rispetto delle tempistiche tra i punti.