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NORMAN BROOKES, IL PRIMO STRANIERO CHE VINSE WIMBLEDON

L’australiano è tra le leggende del nostro sport: vincitore sugli originari prati di Warple Road nel 1907, conquistò nel 1911 gli Australasian Championships, oggi Australian open

di Enzo Anderloni | 25 giugno 2016

L’australiano è tra le leggende del nostro sport: vincitore sugli originari prati di Warple Road nel 1907, conquistò nel 1911 gli Australasian Championships, oggi Australian open. E il trofeo di Melbourne porta ancora il suo nome

di Alessandro Mastroluca

“Abbiamo conservato il titolo di Wimbledon per trent'anni, ma non è mai stato in mani migliori di adesso. Mr Norman Brookes porta la coppa lontano, ma è una distanza che lui e i suoi amici australiani hanno contribuito a ridurre nelle nostre menti”. Così, il 5 luglio 1907, il Daily Telegraph celebrava il trionfo del primo straniero e del primo mancino ai Championships.
Eppure, lo sport non avrebbe dovuto far parte della sua vita. Il padre, William, era arrivato in Australia a 18 anni, orfano e con nove sterline in tasca. Aveva fatto fortuna nel settore delle ferrovie e nella costruzione di ponti, prima di fondare la Melbourne Paper Mills, una delle principali cartiere dello Stato. È lì che il padre mette a lavorare il giovane Norman. Lo convince a non iscriversi all'università, dove avrebbe voluto studiare medicina: passeresti tutta la vita, gli dice, schiavo dei tuoi pazienti.
Peraltro con i dottori aveva già avuto a che fare, già dal periodo della scuola, per una serie di disturbi che nessuno è mai riuscito a diagnosticare e l'hanno costretto a una dieta rigidissima per tutta la carriera.

Simbolo del tennis
Nel 1898, William spedisce suo figlio per un periodo in Gran Bretagna. Norman gioca a cricket e impara presto i segreti del golf. Tornato a Melbourne, diventa uno degli migliori giocatori di tennis dello stato. Ma ha ancora un gioco di sola potenza, che evolve con la guida del celebre Wilberforce Eaves. Insieme a Alf Dunlop, Brookes forma una coppia di doppio che porta l'Australia nella geografia tennistica e lancia la formazione dell'Australasia Lawn Tennis Association. Ha colpi precisi, con movimenti di preparazione cortissimi. Sfrutta un servizio completo per scendere a rete ogni volta che può, ma si difende decisamente bene da fondo: spesso, nei primi anni, usa la stessa faccia della racchetta per colpire sia di dritto, sia di rovescio.
Il trionfo a Wimbledon, in finale su Arthur Gore, riscatta la sconfitta in finale di due anni prima e prepara il primo trionfo in Coppa Davis, in coppia con il neozelandese Tony Wilding (ecco perché Australasia…), che sconfiggerà ai Championships nel 1914 (un anno dopo, Wilding sarebbe caduto al fronte durante la Prima guerra mondiale).
Il 1911 è un anno chiave. Brooks vince gli Australasian Championships, diventati oggi gli Australian Open che assegnano ancora oggi al vincitore il Norman Brooks Trophy, e sposa Mabel, bisnipote di un ufficiale dell'esercito britannico in servizio a Sant'Elena all'epoca dell'esilio di Napoleone, che sarà insignita del titolo di Dama dell'Impero Britannico nel 1953.

Baronetto e dirigente
Brookes, nominato baronetto nel 1939, ha scritto la storia del tennis australiano. Presidente per 12 anni dell'associazione dello Stato di Victoria, guiderà per 28 anni, dal 1926, la Lawn Tennis Association of Australia. Se oggi Kooyong è uno dei luoghi simbolo del tennis australiano, il merito è suo: è lui che vi stabilisce il quartier generale della federazione. È anche un imprenditore di successo, ma questa sua seconda vita, si legge in un articolo sul quotidiano The Age del 1959, “rimarrà sempre secondaria all'immagine di Norman Brookes che il mondo conserverà fino a quando si giocherà a tennis”.