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LIAM CARUANA, L'ITALIANO D'AMERICA

Giocava nei tornei internazionali con bandiera americana, ma era un errore dei sistemi computerizzati: è nato a Roma da genitori italiani, trasferiti negli USA per lavoro

di Enzo Anderloni | 16 giugno 2016

Giocava nei tornei internazionali con bandiera americana, ma era un errore dei sistemi computerizzati: è nato a Roma da genitori italiani, trasferiti negli USA per lavoro. Vive in Texas ma è italiano a tutti gli effetti

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

Tennis aggressivo, splendido rovescio bimane e una grande predisposizione al gioco d’attacco. 18 anni compiuti a gennaio, romano, Liam Caruana è il volto nuovo del tennis azzurro. Il pubblico italiano e gli stessi addetti ai lavori lo stanno iniziando a conoscere in questi mesi, che lo hanno visto entrare nella Top 50 del ranking under 18. Caruana vive negli Stati Uniti da più di dieci anni, ma ha un solo e unico passaporto, quello italiano. “E mi sento romano al 100% - racconta -. A casa si parla italiano e in tutte le manifestazioni sportive io tifo, con tutto me stesso, per le nostre compagini nazionali”. Non si tratta dunque di un oriundo né di un italo-americano, bensì di un tennista italiano a tutti gli effetti, seppur con un’evidente inflessione yankee nel suo parlato.

La Storia - Liam Caruana, quarto di cinque figli maschi, nasce a Roma il 22 gennaio 1998. Nel 2004 papà Massimo, allenatore di Liam, si trasferisce per lavoro con tutta la famiglia negli Stati Uniti, per la precisione a La Jolla, località sul mare a nord di San Diego. Caruana prende in mano la prima racchetta a 7 anni, subito dopo il trasferimento dall’Italia, ed è amore a prima vista. Nel 2011 un nuovo trasloco vede la famiglia Caruana stabilirsi in Texas, prima a New Braunfels e successivamente ad Austin, dove oggi ha la possibilità di allenarsi con Ryan Harrison e, in alcune circostanze, addirittura con l’ex numero 1 del mondo Andy Roddick.

Il Tennis - Caruana è un giocatore offensivo, che ama chiudere i punti a rete prediligendo le superfici veloci. Riassumendo: un classico tennista statunitense. “Ogni tanto esegue anche il serve and volley - racconta Gianluca Naso, numero 290 Atp, sconfitto dal romano nel recente Futures di Lecco - e ha un ottimo atteggiamento in campo, cosa importantissima. Mi piace perché cerca di giocare vicino alla riga di fondo, anche in risposta, caratteristica inusuale per i tennisti italiani. Anche il padre mi ha fatto una buona impressione e alla fine del match ho fatto loro i complimenti”. È dello stesso avviso anche Mosè Navarra, tecnico federale responsabile della categoria under 18. “La palla di Liam cammina – spiega Navarra – ed è un ragazzo dalle buone potenzialità con enormi margini di miglioramento. La sua arma è il gioco propositivo, non è assolutamente un attendista. È ragazzo simpatico, alla mano, che ha legato con tutti gli altri giovani italiani. Ha una bella e forte personalità, anche se mentalmente a volte si mette addosso troppa pressione e finisce per bloccarsi. La Federazione Italiana Tennis lo segue con grandissima attenzione e vi è grande sintonia con il padre-coach Massimo”.

Alla caccia della Serie A1 - Liam Caruana è tesserato, in Italia, per il Circolo Canottieri Aniene. Lo scorso anno non riuscì a disputare alcun match di Serie A1, ma sul finire del 2016, qualora la programmazione lo consentirà, difenderà i colori del rinomato club romano. Recentemente Liam si è allenato per alcuni giorni con Jacopo Berrettini, proprio all’Aniene, agli ordini dell’ex davisman e Top-100 Vincenzo Santopadre. “Liam possiede un bellissimo rovescio bimane – racconta il veterano dell’Aniene – mentre fa un po’ più fatica con servizio e diritto. È un ragazzo determinato, che si impegna molto e migliora il proprio tennis giornalmente lavorando con costanza e sacrificio. Inoltre Max, il padre, è una bravissima persona e conoscitore di tennis, dettaglio non trascurabile”.