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LA GUIDA ALLE RACCHETTE DA PADDLE

I telai hanno una superficie interamente in fibra (carbonio o vetro) e la forma può essere tonda, a diamante o a lacrima

di Enzo Anderloni | 23 agosto 2016

I telai hanno una superficie interamente in fibra (carbonio o vetro) e la forma può essere tonda, a diamante o a lacrima. Pesano più di 3 etti e mezzo e vanno custodite con cura per preservare l'elasticità. La più cara costa 350 euro

di Giampaolo Martire

Il paddle è uno sport che si sta diffondendo alla grande, quindi non c’è da meravigliarsi se da un punto di vista di commerciale il settore sia ricco e variegato. In particolare il mercato delle racchette presenta numerose alternative, sia in termini di marchi che di tipologie. Ci sono brand importanti che arrivano dal tennis e che stanno investendo nel settore (Babolat, Head, Dunlop, Wilson…), mentre altri sono specifici di questa disciplina (da Drop Shot a Black Crown, passando per Bull Padel e Mystica, ma ce ne sono tantissimi). Novità, rispetto al tennis, sono le aziende normalmente di abbigliamento e calzature che producono attrezzi (tra queste Adidas e Asics).

Il peso cambia… molto
Un telaio può pesare dai 350 ai 390 grammi circa (più del tennis dunque) a seconda della tipologia di attrezzo e di giocatore. Quello a cui il tennista non sarà abituato è però soprattutto la variabilità del peso del telaio a parità di marca e modello. La stessa racchetta normalmente viene data dalla stessa casa costruttrice con una differenza di più o meno 15/20 grammi. Questo perché la gomma di cui è composta internamente la struttura si può addensare e pesare diversamente con un margine di quella grammatura a seconda di numerosi fattori. Chi scrive ha provato la Conqueror di Juan Martin Diaz e pesava 390 grammi, mentre altri identici esemplari potevano arrivare anche a 360 grammi.

Occhio all'elasticità
Evidentemente nel paddle non vi è un piatto corde, essendo la racchetta “piena”: il telaio ha una superficie interamente in fibra (carbonio o vetro). Una delle conseguenze è che non potendo cambiare le corde il telaio dopo 6-12 mesi perde di elasticità. Va perciò custodito e protetto contro sbalzi termici. Così un giocatore già mediamente agonista tenderà ad avere almeno una coppia di racchette che userà secondo differente strategia: o similmente per avere sempre le stesse sensazioni o tenendo la più nuova ed esplosiva per gli incontri più caldi (molti si allenano con la racchetta più “scarica” e in gara usano quella con maggior potenza).

Tonde, diamante o lacrima
Rispetto al tennis nel telaio del paddle non cambiano solo pesi, materiali, bilanciamenti, tecnologie, ma anche la forma. Le racchette più classiche sono quelle a forma “rotonda”, con uno sweet spot molto ampio e un bilanciamento verso il manico per massimo controllo. All’opposto vi sono le racchette a forma “diamante”, più schiacciate in testa e con peso in avanti, più adatte a un gioco di potenza a discapito del controllo. Una variante del “Diamante” è la forma “Lacrima” che ha un bilanciamento intermedio tra i due modelli precedenti.

Grip e… laccetto
Altra grossa differenza rispetto al tennis è il grip. Non esistono differenti “size”, ma le case costruttrici forniscono gli attrezzi con una impugnatura di base molto piccola. Poi sarà il giocatore ad adattare la grandezza preferita con una serie di overgrip. Grip più grande significa impugnatura più stretta, bilanciamento più sul manico e quindi maggiore precisione a discapito della potenza. Viceversa un grip molto piccolo porta forza e maggiore mobilità di racchetta, ma meno controllo.
Molto importante nel paddle è la cura dell’overgrip: deve essere sempre in buono stato e permettere una presa solida e stabile, onde evitare, ancora prima che pessimi tiri, un pericoloso scivolamento dell’attrezzo. A questo fine è stato introdotto anche un laccetto che è obbligatorio legarsi al polso prima di ogni incontro. Le dimensioni dei laccetti sono regolabili o manualmente o attraverso dei nodi pre-impostati che alcune case hanno iniziato a proporre.

Le racchette dei campioni
Il n.1 del mondo Belasteguin utilizza la Head Graphene XT Delta Pro (come anche Sanyo Gutierrez, altro top 5 WPT), Juan Martin Diaz la Drop Shot Conqueror 4.0, Pablo Lima (da sempre Varlion) è appena passato ad Asics, mentre l’ex compagno Juani Mieres sfoggia la nuova Dunlop Blast. Poi ci sono Navarro con Mystica, Lamperti con Nox, Cristian Gutierrez con Sioux, mentre Roby Gattiker da Royal Padel si è spostato ad Adidas, con l’Adipower, la racchetta al momento più cara sul mercato (350€ il prezzo di listino). Starvie e Bull Padel sono i partner ufficiali del WPT.