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MAX DECUGIS, IL RE PRIMA DEL ROLAND GARROS

Dominatore dei Campionati di Francia prima che diventassero Internazionali

di Enzo Anderloni | 04 giugno 2016

Dominatore dei Campionati di Francia prima che diventassero Internazionali; primo francese a vincere un titolo a Wimbledon, primo attaccante seriale della storia con un servizio devastante ha rivoluzionato il gioco. E vinto l’oro olimpico…

di Alessandro Mastroluca

Prima dei Moschettieri. Prima della Divina Suzanne Lenglen. La rivoluzione francese d'inizio Novecento ha un nome e un volto ormai dimenticato. Ha i capelli impomatati e gli occhi scuri di Max Decugis, il re che ha illuminato quelli che ancora erano solo i Campionati di Francia, quando si giocava al Racing Club di Parigi e potevano partecipare solo giocatori francesi o stranieri iscritti in un circolo dell'Esagono. “Tutto ha un inizio, e tutto conosce un'evoluzione” scrive Patrice Dominguez nel suo libro L'amour du Tennis. “Max Decugis è il primo uomo che ha fatto prendere coscienza, in una nazione che si stava affacciando allo sport, che il tennis avrebbe potuto cessare di essere soltanto un passatempo”. Primo giocatore della nazionale di Coppa Davis, ha partecipato con Paul Ayme a Worple Road, sede inaugurale di Wimbledon, all'incontro che segna l'inizio della storia Bleu (2-3 contro il Belgio). Compagno fisso in doppio misto di Suzanne Lenglen, Decugis è uno dei primi grandi attaccanti nella storia del tennis.

Giocava volée diaboliche
“Aveva colpi potenti, volée diaboliche e una volontà di ferro”, racconta Michaël Guittard, capo delle collezioni del museo della federazione francese. Anche se oggi ormai non lo ricorda più nessuno, nella Francia della Belle epoque Decugis è un divo. C'è ancora un suo ritratto al Racing Club. L'ha realizzato il pittore François Flameng, padre di Marie, la prima moglie di Decugis. Il ritratto lo immortala mentre esegue una delle sue classiche volée basse di rovescio, con i pantaloni di flanella d'ordinanza, il cardigan avorio e la camicia bianca dalle maniche risvoltate. Decugis, che sarà il capitano della nazionale dei Moschettieri nella leggendaria finale di Philadelphia del 1925, serve forte, più di tutti, attacca e ricava volée mai viste prima. Rivoluziona il gioco e vince praticamente tutto: conquista 29 titoli ai Campionati di Francia tra singolo, doppio e misto, diventa il primo francese nell'Albo d'Oro di Wimbledon, in doppio nel 1911, e suggella una carriera da pioniere con quattro ori olimpici, tre ad Atene nel 1906, l'ultimo ad Anversa 1920 con Suzanne Lenglen.

Soldato nella grande guerra
Possibile primo caso nel tennis di “doping a sua insaputa”, avrebbe ricevuto dall'arbitro un frutto durante un match del 1911 contro Tony Wilding, uno dei suoi più grandi rivali, scoprendo solo dopo aver vinto in rimonta da sotto di due set che si trattava di una noce di cola ricca di caffeina, Decugis sarà accusato di professionismo. Escluso dalle competizioni, verrà poi graziato perché, si legge sui giornali dell'epoca, “non è opportuno privarsi di un giocatore dotato di una prima di servizio cui nessuno riesce a rispondere”. Soldato decorato durante la Prima guerra mondiale, nel 1956 incontra il fresco campione del Roland Garros Lew Hoad. “Ho letto che hai vinto il torneo otto volte” gli dice. “Ma che cosa è successo dopo, perché non sei arrivato a 10?”. “È semplice”, gli risponde. “Fra il 1915 e il 1919 il torneo non si è giocato per un certo avvenimento e dopo per me era troppo tardi”. Stava già arrivando la Divina. Stava iniziando l'era dei Moschettieri.