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DOMINIC THIEM, QUESTO È IL TUO MOMENTO

Prima la vittoria su Federer a Roma, poi la conferma del titolo Atp di Nizza la scorsa settimana

di Enzo Anderloni | 26 maggio 2016

Prima la vittoria su Federer a Roma, poi la conferma del titolo Atp di Nizza la scorsa settimana. L'austriaco dal rovescio a una mano è pronto al grande salto e non si pone limiti: “Ora voglio vincere uno Slam”

di Alessandro Mastroluca - foto Getty Images

Prima degli Internazionali BNL d'Italia, Dominic Thiem non aveva mai battuto un top 2. La vittoria su Roger Federer e la conferma del titolo a Nizza cambiano ambizioni e prospettive del secondo top 10 più giovane dopo Nick Kyrgios. La vittoria in finale sull'amico Alexander Zverev, cui aveva chiesto a Roma di giocare insieme in doppio, lo porta già a 36 vittorie in stagione, tante quante ne aveva ottenute in tutto il 2015, e al numero 6 della Race. Secondo giocatore a confermare il titolo nella storia del torneo di Nizza dopo Nico Almagro, ha saputo trasformare le 15 palle break mancate contro Nadal a Monte-Carlo, e le 14 sprecate a Miami contro Djokovic, in volontà di rivalsa, nell'ingrediente principale della fiducia. “A Roma Federer non era al 100% ma ha comunque giocato un buon match - ha detto Thiem -. Non puoi toglierti una cosa del genere dalla testa. È per questo che è stato un incontro complicato, se Roger fosse stato al massimo forse non avrei vinto”. È un match che dà la misura di cosa e di quanto gli manchi per raggiungere il suo obiettivo stagionale, entrare fra i primi 10 giocatori del mondo.

Solidità mentale - Thiem ha iniziato la stagione vincendo 13 partite su 14 in venti giorni tra Buenos Aires, Rio e Acapulco, cambiando condizioni di gioco, con una maturità e una tenuta mentale da veterano, a eccezione del fisiologico calo fisico contro Pella nella semifinale in Brasile. È proprio la solidità di testa nei momenti chiave contro i top player l'aspetto su cui deve lavorare di più, anche in ottica Roland Garros. Negli ultimi due anni, a Parigi non è mai andato oltre il secondo turno, ma stavolta punta almeno alla seconda settimana. “Penso che posso fare meglio degli ultimi due anni - ha detto -, perché ho più esperienza. E poi sarà tutto un po' più facile visto che sarò fra le prime 16 teste di serie”. La terra rossa gli piace, è la superficie che ama di più, su cui si esprime meglio perché, ha spiegato, “se il piano A non funziona, qui puoi sempre ricorrere a un piano B, hai più alternative tattiche”. È la superficie dove i miglioramenti in risposta rispetto all'anno scorso (+6% di punti contro la prima e di game vinti, +5% di palle break trasformate) si notano e pesano di più.

Senza limiti - Tifoso del Chelsea, di famiglia piccolo borghese (i nonni hanno venduto un appartamento per finanziare la sua carriera), si trova a competere in un tennis dal ricambio difficile, con la Top 10 più anziana di sempre, a rappresentare una generazione che ancora non è riuscita a cambiare le gerarchie al vertice perché, come ha spiegato Nadal, “o noi Fab Four siamo troppo più forti o perché i giovani non sono ancora all'altezza”. Thiem, unico giovane a giocare il rovescio a una mano, grazie a Gunther Bresnik che quando aveva 11 anni ed era numero 1 d'Austria gli ha fatto dimenticare l'impugnatura bimane e le tattiche troppo attendiste, non si pone limiti per il futuro. “Mi piace sognare - aveva detto sempre a Roma -. Il mio obiettivo è vincere uno Slam, sento di poterlo fare”.