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LUCAS POUILLE, SEMIFINALISTA… FORTUNATO

Il francese è stato una delle grandi sorprese degli IBI16: è volato in semifinale a Roma giocando due partite

di Enzo Anderloni | 19 maggio 2016

Il francese è stato una delle grandi sorprese degli IBI16: è volato in semifinale a Roma giocando due partite. Ma dietro alla buona sorte c'è di più. Talento, voglia di arrivare e ultimamente anche i consigli di Yannick Noah

di Andrea Nizzero - foto Costantini

Due partite, 177mila euro. “Non c’è molto da dire. Sono stato fortunato”: il primo a non avere parole è lo stesso Lucas Pouille, il very lucky loser che si ritrova nella sua prima semifinale ATP dopo che avrebbe dovuto lasciare Roma quasi una settimana fa. “Non dovrei essere qui”, ha detto consapevole in conferenza stampa. Invece è rimasto lì fino a sabato, quando è sceso in campo per appena la terza volta in una settimana di torneo: era entrato in tabellone già al secondo turno, per prendere il posto di Jo-Wilfried Tsonga. Il suo connazionale, in qualità di numero 7 del tabellone, godeva di un bye al primo turno. Pouille, sconfitto in due set da Mikhail Kukushkin domenica 8 maggio, si è messo comodo ad aspettare il vincente tra Kudla e Gulbis. Ha vinto quest’ultimo, che le qualificazioni le aveva effettivamente superate, ma Lucas l’aveva già sconfitto a Madrid la settimana precedente e si è ripetuto, sulla distanza, a Roma: 7-5 al terzo set. Poi gli si è presentato di fronte David Ferrer, Top 10 ormai solo per il computer: e infatti, 6-1 6-4 e lo spagnolo dalla prossima settimana non sarà più tra i primi dieci. Il suo quarto di finale contro Juan Monaco, altro “cenerentolo” in tabellone grazie al ranking protetto, doveva essere un’opportunità enorme per entrambi i giocatori. È diventato l’ennesimo episodio di una settimana “incroyable”, come ha detto Lucas ai colleghi della stampa francese.

Ex speranza - Classe 1994, Lucas è stato a lungo depositario di quasi tutte le speranze transalpine: il talento non gli è mai mancato, il suo diritto fa malissimo, ed è uno dei pochi prospetti cui appioppare il difficile compito di succedere una generazione di nomi quali Tsonga, Gasquet, Monfils, Simon. Nessun campionissimo ma tanti Top 10. Non c’è da sorprendersi che le aspettative gli abbiano giocato qualche brutto scherzo: “La pressione la sentivo nella testa, specialmente un anno e mezzo fa quando tutti dicevano: ‘sei il prossimo giocatore francese’. È stato difficile per me gestire la cosa. Ora cerco di pensare solo a giocare. Aver battuto Richard (Gasquet, ndr) a Monte-Carlo è una buona cosa, significa che ora sono uno dei migliori giocatori francesi”. Lucas si riferisce alla sua seconda vittoria contro un Top 10, quella trovata nel Principato sul suo connazionale.

Nuove prospettive - All'Atp Lucas ha raccontato anche di un cambio di prospettive: “Ogni volta che sono in campo, adesso penso solo al mio tennis e a migliorare. Penso che questo abbia fatto la differenza tra quest’anno e lo scorso”. Lucas, già a ridosso della Top 50, con questo risultato dovrebbe riuscire a conquistare una preziosa e insperata testa di serie al Roland Garros. Tuttavia, potrebbe essere non solo merito della sua nuova mentalità: “Sto lavorando molto con il mio coach (Emmanuel Planque, ndr) e Yannick Noah ha lavorato con noi e ci sta ancora aiutando. Penso stia funzionando bene”. L’ex campione del Roland Garros, di recente rivestito del ruolo di capitano dei 'Galletti' in Davis, è molto presente: “Ogni volta che voglio parlare con Yannick, o fargli una domanda, è sempre pronto ad aiutarmi”.

Campione Slam - La fiducia, grazie ai risultati, all’idolo di Francia al suo fianco, al nuovo approccio, è schizzata alle stelle: “Devo essere più forte e in grado di giocare due, tre, quattro, cinque lunghi incontri se voglio essere un potenziale campione di Slam”. Non si nasconde, quello è l’obiettivo. Nel frattempo, ha raggiunto le semifinali di un Masters 1000. La fortuna è sua, la colpa è degli assenti.