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ROMA-STORY, L'ANNO IN CUI NOAH FESTEGGIÒ CON LA FIT

Una delle edizioni più significative degli Internazionali d'Italia Anni Ottanta fu quella dell'85

di Enzo Anderloni | 09 maggio 2016

Una delle edizioni più significative degli Internazionali d'Italia Anni Ottanta fu quella dell'85. La vinse il francese Yannick Noah, nello stesso anno la Federtennis italiana festeggiò 75 anni di vita. E poi arrivarono gli Anni Novanta…

di Viviano Vespignani

Nel 1985 Noah e la Fit fecero festa, praticamente insieme, proprio agli Internazionali d'Italia. Fulcro degli Anni '80 fu l’edizione 1985 nella quale si rincorsero non pochi motivi di festa. Gli Internazionali festeggiarono uno dei maggiori successi di pubblico mai registrati dopo aver superato diverse difficoltà e si proposero autorevolmente nelle vesti di quinto torneo al mondo. Festeggiò 75 anni la Fit. Festeggiò 25 primavere il vincitore che 5 anni avanti era stato fermato da Vilas all’ultimo ostacolo, Yannick Noah (nella foto a destra). Festeggiò anche il semifinalista Boris Becker, che aveva solo 17 anni e mezzo. L’anno seguente a recitare nei panni del primo protagonista fu Ivan Lendl (nella foto sotto), che si ripeterà poi a distanza di due anni dopo aver fatto spazio al terzo svedese della nostra storia, Mats Wilander. Con il 1976 il Foro si arricchì delle sessioni serali, col risultato che il pubblico superò ogni precedente record di presenze, oltre quota 90.000. In più tenne a battesimo il “Villaggio”.

Anni '90: dalla Seles a Sampras

Ad aprire il capitolo Anni '90 ci pensarono Thomas Muster - che da meno di un anno aveva abbandonato le stampelle e che farà bis e tris nel '95 e '96 - e Monica Seles. Lei non perse un set, schiacciò 6-1 6-1 in finale Martina Navratilova, invano protesa a cancellare le finali 1974 e 1975 perse al cospetto di Chris Evert, e scatenò l’entusiasmo di pubblico e addetti ai lavori. Per tutti i romani divenne fenomeno della natura. Anzi, “mostro” di fantasia, tattica e tecnica. Ma in agguato era, di nuovo, Gabriela Sabatini che, già seconda nel 1987, aveva firmato le coppe 1988 e 1989. Quel tennis stupendo fatto di coraggio e fantasia, di eleganza e tocco, di aggressività e bellezza le consentì di piegare due volte in finale Monica Seles, ma nel 1993 fu Conchita Martinez ad impedirle di uguagliare la Evert a quota cinque vittorie. La stessa Conchita, dopo aver vinto quattro titoli consecutivi, nel 1997 dovrà lasciar via libera a Mary Pierce. Dunque, nessuna campionessa è riuscita sinora a eguagliare Chris, ma se sommiamo tutti i titoli ci accorgiamo che la leader assoluta è Margaret Court Smith (3 titoli in singolare, 3 in doppio e 3 nel “misto”, specialità scomparsa nel '69. Con un passo a ritroso torniamo al 1994, quando Pete Sampras vinse dominando Boris Becker e regalando a piene mani un tennis di superba bellezza.

Il Terzo Millennio

Il secondo millennio si chiuse con il successo di Guga Kuerten, che invano tenterà di ripetersi nei due anni successivi, e con le vittorie di Martina Hingis e Venus Williams. Già seconda nel 1996 alla verdissima età di 15 anni e 4 mesi, Martina nel 1998 superò la coetanea Venus, esordiente sui campi rossi del Foro. Il terzo millennio venne tenuto a battesimo da Magnus Norman e Monica Seles e due anni dopo gli atti conclusivi già indicarono altri eventi degli di nota. Il pubblico romano si emozionò al cospetto di Serena Williams, intenta a cogliere la prima vittoria sulla terra battuta, e si esaltò per la smisurata potenza dei suoi colpi di fronte ai quali dovette soccombere il genio tennistico di Justine Henin. A distanza di tredici anni fu di scena, nelle vesti di vincitore, Andre Agassi allorché gli addetti ai lavori scrissero di aver assistito ad autentiche lezioni di tennis tenute da un maestro di strategia, tecnica e tattica. Tre volte piegata in finale, Amelie Mauresmo si riscattò ampiamente nel 2004 e 2005. La seguì Martina Hingis che non solo si ripeté a distanza di otto anni, ma prese una clamorosa rivincita su se stessa, mettendosi alle spalle una lunghissima assenza dai campi da gioco.

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