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ROMA-STORY AI GIORNI NOSTRI, CON NADAL… E DJOKOVIC

Il nuovo millennio agli Internazionali Bnl d'Italia porta la firma indelebile di Rafael Nadal, che il 15 maggio 2005 diede vita a un'epica battaglia contro l'argentina Coria e vinse il ...

di Enzo Anderloni | 10 maggio 2016

Il nuovo millennio agli Internazionali Bnl d'Italia porta la firma indelebile di Rafael Nadal, che il 15 maggio 2005 diede vita a un'epica battaglia contro l'argentina Coria e vinse il torneo. Le ultime edizioni? Tanto Novak Djokovic

di Viviano Vespignani

Il 15 maggio 2005 non è solo una data, è una pietra miliare. Con i fuochi d’artificio di un’epica finale, segnata da uno spettacolo da batticuore che si protrasse per 5 ore e 14 minuti, esaltarono Rafael Nadal che piegò 6-4 3-6 6-3 4-6 7-6(6) lo strenuo accanimento di Guillermo Coria. Il precedente record di durata del match finale, che nel 1979 Vitas Gerulaitis e Guillermo Vilas avevano fissato in 4 ore e 53 minuti, passò quindi in seconda linea sulla scia di un tennis definito da un unico aggettivo: pazzesco. E alla fine il pubblico intero, in piedi, fece festa con una interminabile ovazione senza precedenti.Visto in retrospettiva, quel 15 maggio 2005 rappresenta una pietra miliare sia per il torneo che per Rafael. Fu l’inizio di un sogno tradotto in realtà, di una grande pagina di storia del tennis e di un percorso che sempre più portò gli Internazionali d’Italia a ridosso dei tornei del Grande Slam. Vediamone le tappe salienti.

Il nuovo Centrale

Il 27 aprile 2010 viene inaugurato il nuovo campo Centrale, con 10.500 posti. Un ammirato Djokovic lo definisce, “il Colosseo del tennis”. Travertino e marmo ne armonizzano la struttura con lo stile architettonico tipico del Foro Italico. Per di più, l’eccezionale visibilità che ne caratterizza anche l’ultimo anello trasmette allo spettatore una non comune sensazione di partecipazione. Nel 2011 all’insegna del quinto Slam ritorna, dopo una pausa di 33 anni, il combined event, ovvero la fusione del torneo Atp con quello Wta.

L’Era Nadal …e Djokovic

Gli ultimi dieci anni di vita degli Internazionali hanno avuto in Rafael Nadal un protagonista a dir poco clamoroso, capace di ribadire altre sei volte quel titolo che nel 2005 aveva conquistato tre settimane prima di festeggiare i 19 anni. È stato un decennio vissuto all’insegna del campione spagnolo - e dell’agonismo sempre più spettacolare e coinvolgente - ma non solo, perché un altro grande protagonista ha scritto pagine memorabili, Novak Djokovic.
In questo arco di tempo alcuni eventi salienti del tennis in gonnella si sono rincorsi al ritmo di tre avendo come protagonista Maria Sharapova nel 2011, 2012 e 2015 e Serena Williams. L'attuale n.1 al mondo ha aggiunto al titolo conquistato nel lontano 2002 su Justine Henin le vittorie perentorie datate 2013 e 2014 quando sua avversaria in finale è stata una Sara Errani condizionata da problemi fisici e poi costretta ad abbandonare il campo nella finale di doppio, rinunciando all’opportunità di ribadire, a fianco di Roberta Vinci, il successo segnato nel 2012. Resta comunque la soddisfazione di aver rivisto a Roma un’italiana in finale a distanza di 64 anni.

Il poker del Djoker

Dopo esser salito per tre volte sul più alto gradino del podio, sempre a distanza di tre anni a partire dal 2008, Novak Djokovic si è ripetuto per la quarta volta nel 2015 in occasione della 72a edizione. Proprio quando sono stati raggiunti straordinari livelli di tennis-spettacolo e superati tutti i precedenti record di partecipazione di pubblico, a quota 194 mila presenze e con una punta giornaliera di oltre 31 mila. Per non dire degli incassi che dai 7,8 milioni di euro del 2014 sono balzati a quota 9,6.

Manca solo il nome di… Roger

La storia del torneo ci dice che quarantun numeri uno del mondo hanno vinto almeno un titolo. A quella lista manca però un nome, forse il più prestigioso, di certo uno dei più amati dagli italiani: quello di Roger Federer. Quattro volte - nel 2003, 2006, 2013 e 2015 - è invano approdato al match clou, sempre avendo dalla sua un caloroso e palpitante sostegno del pubblico. In particolare, di fronte a Nadal nella seconda occasione gli fu fatale, dopo oltre cinque ore di gioco, il tie-break del quinto set, ma nella memoria collettiva quella battaglia resterà scolpita con l’evidenza di una vittoria.

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