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FOGNINI E SUPER NADAL: LA DIFFERENZA IN UN GAME

Fabio aveva battuto Rafa tre volte lo scorso anno

di Enzo Anderloni | 27 aprile 2016

Fabio aveva battuto Rafa tre volte lo scorso anno. Ma non era il campionssimo ritrovato che ha vinto a Monte-Carlo e Barcellona. Nella sfida dei quarti ha dimostrato di poter alzare il livello anche sopra questo Nadal. E se a Roma e a Parigi…

di Enzo Anderloni – Foto Getty Images

Quando si dice che Fabio Fognini è in assoluto uno dei più forti giocatori del mondo sulla terra battuta e qualcuno non è d’accordo, da oggi basta riproporgli la registrazione di un game. Quello giocato nei quarti di finale dell’Atp 500 di Barcellona contro Nadal, sul punteggio di 6-2 6-5 per lo spagnolo.

In particolare far rivedere quello che succede dallo 0-40 in poi, quando l’azzurro si trova a dover salvare tre match-point consecutivi a un avversario che pur provenendo dal trionfo di Monte-Carlo lo teme, perché ci ha perso tre volte nell’ultima stagione. E quel Rafa non è il Nadal dell’ultima stagione, quello con il diritto che rimbalza a metà campo, quello che si impappina nei punti decisivi, quelli in cui una volta era maestro inesorabile.

Rafa è tornato Cannibale, non regala niente, aggredisce e mangia tutto. Si difende fino ai teloni con chi è in grado di spingerlo a cannonate fin là in fondo, ma rivolta lo scambio come una frittata appena ne ha la possibilità e ti porta via con il diritto, come ai bei tempi. Vamos. E infatti poi vincerà la partita. E il torneo in finale su Nishikori, il 49° torneo sul rosso, record assoluto di Guillermo Vilas eguagliato.

Dunque, riguardarsi quella manciata di punti con cui Fabio Fognini, solo al suo secondo torneo dopo il lungo stop per l’infortunio agli addominali, annulla i match-point e rimette in discussione l’incontro, dice moltissimo sul suo potenziale, che oggi appare più devastante che mai. Nadal preso a pallate, tra l’altro senza sforzo apparente, sulla sua terra rossa in un momento di splendore. Sballottato per il campo da un mix di missili e morbidissime palle corte in punti che possono essere decisivi per l’incontro. È qualcosa che puoi fare solo se sei un fenomeno.

Ecco, in quel game, rivelatosi poi ininfluente sull’esito finale dell’incontro, si è toccato definitivamente con mano che “Fogna” al massimo è il massimo. Il giorno che riuscisse a mantenere quell’intensità per un intero match può battere, sul “rosso” il più forte giocatore di tutti i tempi sul “rosso” prendendolo a pallate. Anche se quello è in grande forma. Anche se ambisce a rivincere tutto: Roma, Parigi. Insomma Fabio, hai capito che cosa vogliamo da te. Quel Fognini lì, che esiste, è tutto vero, l’abbiamo registrato. Lo vogliamo sempre. A Roma, Parigi…

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 16 - 2016

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SuperTennis Magazine – Anno XII – n.16– 27 aprile 2016

In questo numero

Quel game di Fabio Pag.3

IBI 16: un programma da non perdere Pag.4

Circuito Atp: così Rafa è tornato grande sulla terra Pag.6

Focus: Karen Khachanov Pag.8

Circuito Wta: non solo Kerber, 5 donne che contano Pag.10

Terza pagina: Gabriela Sabatini, la regina di Roma Pag.12

I numeri della settimana Pag.14

Il tennis in tv – Spettacolo pre-quali live Pag.16

Prequalificazioni IBI16: superati i 9.000 Pag.18

Pre-qualificazioni IBI 16 - Protagonisti: Gianluca Di Nicola Pag.20

Circuito Fit-Tpra – Internazionali “amatori”: week end lungo al Foro Pag.22

Personal coach – La guida (e 3 consigli) per servire… vincente Pag.23

Racchette e dintorni – Test: Wilson Burn FST 99S, controllo in velocità Pag.24

La regola del gioco- In doppio si può servire dal corridoio? Pag.26