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LA GUIDA (E 3 CONSIGLI) PER SERVIRE… VINCENTE

La testa della racchetta perpendicolare al terreno, le nocche della mano verso l'esterno e l'attrezzo lontano dalla schiena

di Enzo Anderloni | 02 maggio 2016

La testa della racchetta perpendicolare al terreno, le nocche della mano verso l'esterno e l'attrezzo lontano dalla schiena. Così la biomeccanica del servizio sarà ottimizzata

di Gennaro Volturo, I.S.F. R. Lombardi

Uno degli aspetti tecnici più significativi del servizio moderno è la rotazione interna del braccio attorno alla spalla da cui deriva circa il 40% della velocità che l’attrezzo produce al momento dell’impatto. Tale movimento è facilmente riconoscibile nel finale del servizio osservando la traiettoria della racchetta, che ruota prima verso la parte destra del corpo (vedi immagine 1) per poi terminare la sua corsa verso il basso e a sinistra. Per rendere efficace la rotazione interna è fondamentale che il tennista produca un movimento di rotazione esterna del braccio in corrispondenza della fase di caduta verticale dell’attrezzo dietro la schiena (vedi immag.2). In tal modo è possibile accumulare energia elastica nei rotatori interni del braccio (fase di contrazione eccentrica) e tale energia sarà impiegata per aumentare la velocità di movimento dell’attrezzo.

Meccanica perfetta
Riguardo a Djokovic, comparando l’immagine 2 (oggi, qui a fianco) con l’immagine 3 (ieri, nel paragrafo sotto), si può notare come Novak Djokovic abbia modificato nel corso del tempo la meccanica esecutiva del servizio rendendo il movimento di rotazione esterna/interna del braccio più produttivo con evidenti benefici in termini di prestazione. Osservando l’immagine 3 è evidente come il piatto corde sia orientato verso l’alto e le nocche della mano verso il basso. In tal modo il fulcro della forza gravita sul gomito piuttosto che sulla spalla riducendo l’accumulo di energia nei rotatori interni. Al contrario osservando l’immagine 2 si può rilevare come la meccanica sia perfetta e particolare attenzione merita l’angolazione dell’avambraccio che non è rivolto verso l’alto ma lateralmente (posizione di supinazione) determinando le condizioni per favorire rotazione interna del braccio e pronazione dell’avambraccio nella fase successiva.

Servizio? Ok la continental
Per ottimizzare tale azione è fondamentale che il lancio di palla sia effettuato in linea con il piede anteriore o leggermente a sinistra qualora volessimo servire kick. Infatti se il tennista lanciasse a destra e producesse rotazione interna inevitabilmente la palla terminerebbe fuori lateralmente. Si ricordi che se il servizio fosse eseguito con una presa eastern di diritto la racchetta cadrebbe dietro la schiena con le corde orientate verso l’alto e sarebbe pressoché impossibile determinare le condizioni per generare rotazione esterna/interna del braccio. Da qui si avverte l’esigenza di far utilizzare la presa continental fin dalle prime fasi del percorso formativo, affinché i giovani allievi possano nel corso del tempo stabilizzare un movimento che consenta loro di ottimizzare la prestazione del servizio.

E i 3 consigli: racchetta, mano e schiena…
È possibile generare una buona rotazione esterna se si realizzano tre condizioni:
1) mantenere la testa della racchetta perpendicolare al terreno;
2) mantenere le nocche delle mano rivolte lateralmente;
3) mantenere l'attrezzo distante dalla schiena in modo da evitare la flessione del gomito che inevitabilmente porterebbe la racchetta ad avvicinarsi al tronco riducendo lo spazio di accelerazione.