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LE RACCHETTE DI ROBERTA, SARA, FRANCESCA E KARIN: PRONTE PER LA SFIDA

Quattro attrezzi diversi che curiosamente fanno segnare tutti lo stesso peso: 325 grammi corde e grip compresi

di Enzo Anderloni | 15 aprile 2016

Quattro attrezzi diversi che curiosamente fanno segnare tutti lo stesso peso: 325 grammi corde e grip compresi. Ecco come Vinci, Errani, Schiavone e Knapp le hanno fatte tarare dall’incordatore per esprimere al massimo il loro gioco contro la Spagna

di Enzo Anderloni – Foto A. Costantini

Spagna-Italia: è tutto pronto per la sfida. Per prima cosa le racchette delle nostre giocatrici, preparate giorno per giorno, da Pier Paolo “Jambo” Melis, ai box del team italiano. I campi del Club del Tenis de Lleida sono in ottime condizioni, le palle Dunlop Clay Court, scelte per il confronto, sono piuttosto dure e veloci, più simili alle classiche All Court.

E capita che gli attrezzi di Roberta Vinci, Sara Errani, Francesca Schiavone e Karin Knapp, le nostre quattro moschettiere, pur diverse per marca o modello, finiscano per avere tutte quattro lo stesso peso: 325 grammi incordate e rifinite con l’overgrip. Più una per tutte, tutte per una di così….

Entrando nel dettaglio, il dato tecnico più interessante riguarda proprio Roberta Vinci, che rientra in squadra dopo Francia-Italia 2015, da singolarista.

Per la sua racchetta a Genova lo scorso anno chiedeva la sua tensione classica, 24/23 chilogrammi, applicati al suo abituale ibrido composto da budello naturale Babolat VS Team e sintetico monofilamento Luxilon Alu Power. A Lleida, sulla sua Head Extreme Pro, ha chiesto di montare le corde a 32/31 chili, tensione altissima e in controtendenza. Una ricerca di controllo anziché di spinta. Successivamente è scesa, ma solo di un chilo: kg31/30. Curiosità: usa un manico piccolissimo: n.1.

Lo stesso sintetico monofilamento Luxilon Alu Power è quello scelto da Sara Errani che impugnerà la sua fedele Babolat Pure Drive Plus, cioè più lunga (70 cm anziché 68,5). La tensione è la sua solita: 20/ 19,5 kg. Sara richiede all’incordatore di montale i dodici metri di filamento con il sistema più semplice e diffuso: due spezzoni e dunque 4 nodi.

Racchetta più lunga anche per Karin Knapp (sopra), che torna in Nazionale dopo l’operazione al ginocchio destro dello scorso autunno: la nuova Babolat Pure Aero versione plus. Manico piccolo anche per lei, che pure è ha la mano proporzionata al suo metro e 80 di statua: n.2. L’incordatura è realizzata con sintetico monofilo in poliestere Luxilon 4G, calibro 1,25. Karin chiede all’incordatore di usare un solo spezzone di corda, quindi rifinito con due soli nodi. Lo schema di montaggio è una tecnica da incordatori professionisti che si chiama ATW, Around The World ed è basata su un ordine particolare di installazione delle corde verticali e orizzontali. La tensione è 24/23 chili, alla ricerca soprattutto di un buon controllo.

Stessa racchetta di Karin Knapp, ma di lunghezza tradizionale per Francesca Schiavone. La sua Babolat Pure Aero, è incordata con una corda sintetica monofilamento sempre di Babolat, RPM Blast, calibro 1,25, dove RPM sta per Round Per Minute, giri al minuto. Alla ricerca del massimo delle rotazioni con il suo top, Francesca chiede una tensione bassa, 21/20 kg, per avere una dose abbondante di spinta. In questi giorni di sicuro servirà.