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MA GLI ANTIVIBRAZIONI SONO UTILI… O NECESSARI?

Sono ovunque, sui telai dei Pro e sulle racchettine dei bimbi

di Enzo Anderloni | 08 aprile 2016

Sono ovunque, sui telai dei Pro e sulle racchettine dei bimbi. Alcuni non possono davvero farne a meno. Di ogni forma, misura e colore, la loro utilità è davvero così chiara?

di Mauro Simoncini

La stragrande maggioranza dei materiali e delle tecnologie avanzate che le aziende applicano sui telai da tennis va in un'unica direzione: ridurre al minimo l’inevitabile dose di vibrazioni che ad ogni colpo giunge al nostro braccio – gomito – spalla. Il Kinetic di Pro Kennex o il Cortex System di Babolat, per fare due esempi, puntano a rendere il tennis (nello specifico ogni impatto con la pallina) meno traumatico per gli arti superiori dei praticanti. Che possono essere rischiare con il passare del tempo infiammazioni varie; tennis elbow (gomito del tennista) su tutte.
Ma i sistemi di smorzamento delle vibrazioni inseriti nel telaio per alcuni non bastano. C’è chi per (e sono molti) non scende in campo se non ha alla base del piatto corde il suo gommino l'antivibrazioni, in molti casi un banale elastico annodato. Eppure sarebbe un errore pensare che queste racchette all’avanguardia, profilate o sottili, midplus o oversize, agonistiche o amatoriali, che pesano dai 250 ai 320 grammi possano modificare il proprio comportamento “fisico” all’impatto con la pallina solo grazie a leggerissimi e microscopici oggetti in gomma piazzati sul piatto corde.

L’anti-vibrazione, o ferma corde, o damper (smorzatore), o vibration dampener (riduci vibrazioni), o vibrakill o, molto più comunemente “gommino”, agisce soprattutto sul suono prodotto dalle corde. Non è una novità, perché quasi tutti hanno provato a battere una mano sulle corde di una racchetta con e senza gommino. Il rumore “con” è decisamente diverso: più sordo e secco, ovattato; in sostanza meno “invasivo”.
Vengono ridotte (non certo annullate) le vibrazioni all’impatto della pallina generate dalle corde, dal cui suono sono eliminate le frequenze più alte (500-600 Hz). Ma l’energia contenuta nelle vibrazioni delle corde è molto minore rispetto a quella presente nelle vibrazioni del telaio (il peso della racchetta è circa venti volte maggiore del peso delle corde; 300 grammi contro 15).

Il mille volti del… gommino
I “dampener” più diffusi hanno all’incirca la forma di un bottone e vanno collocati esattamente tra le due corde centrali verticali, sotto l’ultima delle orizzontali (in basso); non si possono posizionare all’interno del reticolo corde (tra le maglie per intenderci) per regolamento.
I bottoni possono essere forati a mo’ di ciambellina (i più classici) o pieni, rotondi ma anche quadrati. C’è sono poi tutta una serie di altri modelli più lunghi e stretti, come serpenti che avvolgono più corde. Quattro, sei o addirittura otto corde verticali coinvolte per attutire più vibrazioni possibile.
Come per racchette, corde, scarpe e palline e anche per altri accessori, le aziende si sono sbizzarrite nella varietà e nelle fantasie degli anti-vibrazione, pensando ai più piccoli e a chi usa con gelosia e scaramanzia sempre lo stesso (e non sono pochi).


“Smiley” tanto in voga nell’era di chat e social network, campi da tennis stilizzati, fiamme incendiarie per i colpi, simboli di pace, quadrifogli portafortuna, limiti di velocità, pecorelle, pinguini, tori, una vasta gamma di fiori, carte da gioco, dadi. E non potevano mancare gli eroi dei cartoni animati (come SpongeBob).
C’è chi sostiene che soprattutto quelli più ingombranti – per quanto eliminino il suono “chitarroso” delle corde - facciano perdere un pizzico di sensibilità. Molti professionisti non ne usano affatto o tutt’al più si affidano a quelli piccoli e leggeri: Djokovic per esempio o Rafa Nadal, che a ogni cambio telaio sposta sempre lo stesso vibra-stop da una racchetta all’altra; Roger Federer non ne fa uso, così come anche lo scozzese Murray.
Andy Roddick invece seguiva il più celebre connazionale Andre Agassi, il primo a lanciare una moda, non solo nell’abbigliamento tennistico ma anche in tema di anti-vibrazione; un semplicissimo elastico (spessore circa mezzo centimetro, lungo dai 6 a oltre 10) annodato attorno alle due (o anche quattro) corde centrali verticali. Ognuno ha i suoi gusti e in questo caso, quello del gommino, li può assecondare senza controindicazioni.