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MIAMI CI MOSTRA IL DOPO FEDERER E NADAL

Tra i Fab Four solo Djokovic negli ottavi di finale

di Enzo Anderloni | 30 marzo 2016

Tra i Fab Four solo Djokovic negli ottavi di finale. Nei quarti invece ci sono Goffin, Kyrgios e Raonic. E negli ottavi Thiem e Dimitrov, protagonista dell’eliminazione di Murray. I nuovi grandi talenti cominciano a fare sul serio e ci fanno pregustare un futuro molto interessante

di Enzo Anderloni - Foto Getty Images

Come sarà il tennis dopo Federer e Nadal? La risposta arriva dal torneo di Miami, anche se non è più quello di una volta, quando i più forti del mondo volevano vincerlo a tutti costi. Vedere il tabellone allineato agli ottavi di finale con un solo rappresentante dei Fab Four, l’inossidabile n.1 Djokovic, fa un certo effetto. E questo strano effetto acquista il sapore di svolta epocale quando si constata che sono già fuori dai giochi anche Stan Wawrinka (che dopo Parigi 2015 era solido candidato a prendere il posto del primo dei quattro a cedere) e David Ferrer, inossidabile combattente stabilmente collocato tra i Top 10 da oltre un lustro. Federer che ha dato forfait per un virus, Nadal che si è ritirato per il caldo con il bosniaco Dzumhur, Murray che si è fatto rimontare da 3-1 al terzo da Dimitrov, Wawrinka battuto da Kuznetsov, Ferrer sconfitto dal francese Pouille al termine di una battaglia campale. Nessuno di loro è tra i primi 16 a Miami.

Ci sono invece l’austriaco Dominik Thiem (sotto) dal meraviglioso (e devastante) rovescio a una mano, il minuto ed elegantissimo belga David Goffin, il colossale canadese Milos Raonic con la manica colorata a tenere caldo il braccione spara-servizi, lo spaccone australiano Nick Kyrgios dai colpi fulminanti, il sosia biomeccanico di Roger Federer (e noto dongiovanni) Grigor Dimitrov. Il più anziano di loro ha 25 anni e hanno tutti gran talento.

È la prima scossa del futuro terremoto destinato a sconvolgere le gerarchie. Che non significa che non rivedremo ancora in più di un’occasione i vecchi eroi contendersi i grandi titoli. Significa però che l’incantesimo è definitivamente rotto, come il ginocchio di Roger alle prese con i suoi bambini e la grinta irriducibile di Rafa, che qualche anno fa avrebbe rincorso la palla anche tra le fiamme dell’inferno pur di rimandarla di là un’altra volta. Altro che sciogliersi al sole di Miami.

In fondo è giusto e naturale che sia così: che chi ha lottato una vita cominci a scricchiolare davvero. E che chi ha fame di dimostrare qualcosa, dimostri di essere pronto ad arrivare fino in fondo. A fare la rivoluzione.

Largo ai giovani, ai veramente giovani, capaci di rischiare e di innovare. E largo ai vecchi, ai veramente vecchi, quelli che hanno saputo succhiare la vita fino in fondo, giocandosi tutti i talenti e inseguendo tutti i sogni (spesso realizzandoli), capaci ora di essere saggio riferimento per i primi. Lo afferma in uno dei suoi ultimi video il guru del digitale Marco Montemagno (casualmente ex giocatore professionista di tennistavolo). Il mondo e il tennis hanno bisogno di questi soggetti (non di chi traccheggia, tira a campare, vive di luce riflessa). Il tennis sembra in grado di esprimerne un buon numero (sia degli uni che degli altri). E il mondo?

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 12 - 2016

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SuperTennis Magazine – Anno XII – n.12– 30 marzo 2016

In questo numero

La prima scossa Pag.3

Circuito Pro: 10 cose (impagabili?) da vedere sul campo Pag.4

Batch-Point: la fine del mondo? Pag.5

Terza pagina: Jean Borotra, moschettiere e ministro sotto rete Pag.6

Circuito Wta: indecifrabile Vika, ma chi sei veramente? Pag.8

Controcampo: Agassi, lo sguardo è arte Pag.10

I numeri della settimana Pag.12

Il tennis in tv Pag.14

Focus: Adelchi Virgili, il poeta fragile Pag.16

Pre-qualificazioni IBI 16: ecco i pass per il Foro Pag.17

Pre-qualificazioni IBI 16 - Protagonisti: Walter Trusendi Pag.17

ISF: esportiamo qualità Pag.20

Circuito Fit-Tpra: Roma: Internazionali d’Italia per gli amatori Pag.21

Personal coach: il tempio della forza Pag.22

Racchette e dintorni: scopri la potenza se guardi… il profilo Pag.23

La regola del gioco: chiamata in anticipo: se la prendo al volo Pag.25