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ADELCHI VIRGILI, IL POETA (FRAGILE) DELLA RACCHETTA

Il fiorentino è capace di colpi incredibili: “Non ho mai visto nessuno tirare così forte di diritto e di rovescio”, disse una volta un suo avveresario Top 100

di Enzo Anderloni | 31 marzo 2016

Il fiorentino è capace di colpi incredibili: “Non ho mai visto nessuno tirare così forte di diritto e di rovescio”, disse una volta un suo avveresario Top 100. Ma ha dovuto subire troppi infortuni…

di Alessandro Nizegorodcew

“Adelchi non arriva, appare”. Così Vittorio Selmi, ex manager Atp, era solito presentare Virgili quando il toscano varcava la soglia del circolo. Sono pochi i giocatori che possiedono la capacità di illuminare un match, di elettrizzare il pubblico, di far appassionare al tennis con un unico, singolo colpo. Innamorato del tennis, troppo spesso frenato da gravi infortuni, Adelchi Virgili - come già accaduto tre volte in passato - sarà al via nelle Pre-qualificazioni degli Internazionali Bnl d’Italia 2016. Per provare a raggiungere il tabellone cadetto e, se possibile, estasiare il pubblico.

La storia - Da sempre considerato una grande promessa, Adelchi è nipote di Giuseppe Virgili, il leggendario Pecos Bill attaccante titolare della Fiorentina scudettata del '55/56. Cresce tennisticamente grazie a papà Alessandro, ancora oggi suo coach, che gli mette la racchetta in mano a 3 anni. Una famiglia che vive con le scarpe sporche di terra rossa, come dimostrano i suoi fratelli: Alexia, classe '86, è stata n.328 Wta e oggi allena i giovani; Augusto, 22 anni a giugno, è un habitué del circuito Itf. Notato subito dagli addetti ai lavori, accecati dal suo immenso talento, Adelchi non ha mai trovato continuità a causa di molti problemi fisici, in particolar modo alla schiena. A 14 anni, poco prima dell’inizio del connubio con Riccardo Piatti, sono arrivate le ernie discali lombari. Da quel momento gli infortuni si sono susseguiti e, di fatto, la sua carriera non è mai decollata. Ma quando sta bene sa regalare perle di puro tocco alternate ad accelerazioni letteralmente imprendibili. Blaz Kavcic, ex Top 70 Atp che nel 2013 sconfisse Virgili negli ottavi del challenger di San Marino, disse: “Non ho mai visto tirare così forte con diritto e rovescio”. Parola di uno che ha giocato anche con gente come Tomas Berdych. “La velocità di palla di Virgili - ha aggiunto - è da Top 10”.

Gli exploit - Nonostante non sia mai riuscito a giocare con continuità per più di 2-3 mesi, Virgili sa far innamorare del proprio tennis. Nel 2013 è stato Fabrizio Fanucci, storico allenatore di Filippo Volandri, a prenderlo sotto la sua ala protettrice per alcuni mesi. “In tanti anni che seguo il tennis - spiegò il coach toscano - ho visto solo Adriano Panatta, in Italia, dotato di un talento pari al suo”. In quell’anno Virgili fece bene, ma i tornei disputati erano troppo pochi per poter creare una buona classifica e per periodi molto lunghi è stato costretto a scomparire dal circuito. “La motivazione è forte, il tennis è la mia vita - spiega lui -. Che cosa sarei potuto diventare? Certe volte quando sono in campo percepisco che sarebbe potuto esserci qualcosa di grande. Non lo nego, non mi piace essere falso o ipocrita. Ma io ci provo sempre, ci credo molto. Gli infortuni? In un certo senso sono stati di grande aiuto: cerco sempre di cogliere il lato positivo delle cose, penso che la sofferenza faccia parte dell’uomo e che trarne una motivazione forte per migliorarsi costituisca l’aspetto più importante”. Ora lo aspettiamo al Foro Italico: accorrete gente, perché il suo è tennis champagne.

La scheda di Adelchi Virgili
Nato a: Firenze
Il: 10 marzo 1990
Coach: Alessandro Virgili (padre)
Ranking: n.729 Atp
Best ranking: 594 Atp (20/07/2015)