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OKSANA KALASHNIKOVA, LA SCOPERTA DI SARA

Sara Errani a Indian Wells è arrivata in semifinale in doppio, ma con una nuovissima compagna che prima del torneo non conosceva nemmeno lei

di Enzo Anderloni | 24 marzo 2016

Sara Errani a Indian Wells è arrivata in semifinale in doppio, ma con una nuovissima compagna che prima del torneo non conosceva nemmeno lei. Si chiama Oksana Kalashnikova, è una specialista georgiana, grande e grossa, che sogna l'Olimpiade di Rio

di Alessandro Nizegorodcew

“La vita è sempre trionfo dell’improbabile e miracolo dell’imprevisto”. Queste parole di Henri De Lubac, teologo francese dello scorso secolo, sembrano scritte espressamente per Sara Errani e Oksana Kalashnikova. La coppia italo-georgiana, improvvisata per necessità a Indian Wells, ha sbaragliato la concorrenza spingendosi sino a un’insperata semifinale. “Carla Suarez Navarro si era promessa a Garbine Muguruza - racconta Davide Errani, fratello e manager della romagnola - e Sara stava cercando una compagna per il Premier californiano. Non conosceva Oksana, che si è dimostrata persona tranquilla e semplice, si sono trovate molto bene”. Al primo turno Errani e Kalashnikova hanno superato nettamente Peng e Hsieh 6-0 6-2, al secondo round vittoria in lotta su Savchuk/Bondarenko 7-6 5-7 10-8 e capolavoro nei quarti contro Hlavackova/Hradecka, battute 3-6 6-3 10-5. In semifinale è quindi giunta la sconfitta 6-4 6-3 con Pliskova/Goerges. “Se giocheranno nuovamente insieme - ha chiosato Davide Errani -? Si sono trovate bene quindi perché no…”.

La doppista di Tblisi

Numero 666 in singolare, 44 in doppio, stangona di 184 cm, Oksana Kalashnikova (nessuna parentela con Mihail Kalashnikov, inventare del noto fucile d’assalto sovietico) nasce a Tblisi il 5 settembre 1990. “Ho iniziato tardi a giocare a tennis - racconta la georgiana - e ho preso in mano la prima racchetta a 9 anni. Da piccola non ero una grande fan del tennis, ma ho cominciato a praticarlo grazie a mio padre e mia sorella, che aveva iniziato prima di me”. Crescere nella Georgia degli Anni ’90 non è semplice per Oksana e praticare tennis è tutto fuorché banale. “Erano tempi molto duri, con la disoccupazione alle stelle e la povertà dilagante. Oggi le cose vanno sicuramente meglio, ma la strada da percorrere per il mio paese è lunghissima. Allenarsi era ed è complicato, soprattutto in inverno, quando ci si rifugia nei pochi campi indoor a disposizione che, però, sono privi di riscaldamento”. A livello giovanile la Kalashnikova ottiene risultati importanti, con la finale ai campionati europei under 18 e la semifinale agli Us Open, raggiungendo come miglior classifica il numero 11 nel settembre 2007. “Oggi gioco solamente il doppio, ma un tempo ero convinta di poter arrivare in alto anche in singolare. Nel 2010 sono arrivata fino al numero 156 Wta, ma nel 2012 sono stata ferma un anno per un grave infortunio. Quando ho ripreso mi sono accorta che i risultati in doppio erano di gran lunga migliori e pian piano ho spostato le mie attenzioni verso questa specialità. Se ho chiuso definitivamente con il singolare? Mai dire mai, sono ancora giovane…”.

Da Indian Wells a… Rio?

“Giocare son Sara è stato bellissimo - racconta ancora la Kalashnikova, in California con il padre - anche se all’inizio non è stato facilissimo dato che non avevamo mai scambiato una parola prima di quel momento. Sono state due settimane splendide e abbiamo espresso un ottimo tennis”. Alta, mancina, gran servizio e fondamentali molto potenti, la georgiana è ormai a ridosso della Top 40 di doppio, obiettivo a breve termine. “Giocare nuovamente con la Errani? Beh, sarebbe bellissimo, vedremo in futuro. Il mio sogno? Poter partecipare all’Olimpiade di Rio 2016. Il problema è che servirebbe un invito per poter accedere al tabellone di doppio, visto che in classifica mondiale l’unica georgiana in Top 100 sono io. So che sarà molto difficile, ma sperare non costa nulla no?”.