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SHARAPOVA, C’È UNO SPONSOR CHE NON SCAPPA: LA RACCHETTA

Coraggiosa e decisa presa di posizione della Head, con un comunicato del presidente e CEO Johan Eliash che analizza la situazione e decide di rimanere amico di Maria

di Enzo Anderloni | 11 marzo 2016

Coraggiosa e decisa presa di posizione della Head, con un comunicato del presidente e CEO Johan Eliash che analizza la situazione e decide di rimanere amico di Maria. Addirittura orgoglioso di stare vicino a lei. Mentre la Wta prepara risposte precotte

di Enzo Anderloni – foto Getty Images

Non sorprende che ad andare controcorrente sia lo sponsor tecnico. Perché chi fornisce le racchette a Maria Sharapova ne capisce più degli altri le problematiche, sportive e non. Perché il titolare di Head, Johan Eliasch, svedese da tempo stabilitosi a Londra, non è un capitano d’industria qualunque. E’ un personaggio di statura internazionale, una potenza economica ma anche una personalità capace di farsi coinvolgere a livello politico in Grande Bretagna, già consigliere per il Primo Ministro Gordon Browm sui problemi di deforestazione ed energie pulite.

Mentre Nike e Tag Heuer fuggono Eliasch e la sua Head (modello Instinct MP) rimangono al fianco della campionessa russa, con un comunicato forte, che trasmette una posizione senza esitazioni. E che tra l’atro entra nel merito dei dettagli della vicenda. Ecco le parole di Eliasch:

Come azienda, HEAD ha una rigorosa politica anti-doping. Riteniamo che l’uso di sostanze vietate dalla WADA, il cui intento è quello di migliorare le prestazioni o di ottenere vantaggi sleali, debba essere sanzionato. In tutti i nostri accordi di sponsorizzazione abbiamo una clausola che ci autorizza ad interrompere i contratti con gli atleti trovati colpevoli di doping.

Nel caso di Maria Sharapova, abbiamo analizzato nel dettaglio i fatti e le circostanze accadute a seguito del suo recente annuncio, al fine di giungere ad una conclusione definitiva circa il nostro rapporto. I fatti di cui siamo a conoscenza sono i seguenti:

1. Dal 1 ° gennaio 2016, la WADA ha vietato l'uso del meldonium.

2. Maria utilizza dal 2006 il mildronate e altri tipi di farmaci a causa delle frequenti influenze che spesso la colpiscono e degli anomali risultati ECG e degli indicatori di diabete che deve tenere sotto controllo per una predisposizione genetica alla malattia. Il Mildronate è un altro nome del meldonium.

3. E’ noto, all'interno della comunità scientifica che, per avere effetti rilevanti nel miglioramento delle prestazioni, il meldonium debba essere preso in dosi giornaliere superiori ai 1.000 - 2.000 mg.

4. Secondo l'avvocato di Maria, il suo dosaggio è stato significativamente inferiore a quello sopra indicato.

5. Crediamo, inoltre, che lei sia ancora soggetta alle problematiche mediche descritte.

6. Crediamo che, prima del 2016, Maria non abbia mai fatto uso di queste sostanze vietate dalla WADA o di altre sostanze illegali nel corso della sua carriera.

7. Maria ha annunciato il 7 Marzo 2016 di essere risultata positiva al meldonium e di avere commesso un errore per non essersi resa conto che il mildronate, o meldonium, fosse stato aggiunto alla lista delle sostanze vietate dal WADA.

Sulla base di queste considerazioni possiamo concludere che, pur essendo fuori dubbio che la giocatrice sia risultata positiva all'uso di una sostanza proibita dalla WADA è, altresì, ovvio che il continuo utilizzo del meldonium dopo il 1 Gennaio 2016, seppure nelle dosi raccomandate, significativamente minori rispetto alle quantità necessarie all’aumento del livello delle prestazioni, sia stato un evidente errore di Maria.

In assenza di qualsiasi prova di dolo intenzionale di Maria di migliorare la sua performance o di cercare di ottenere un vantaggio sleale attraverso l'uso del mildronate, concludiamo ritenendo che, quanto accaduto, rientri nella categoria degli errori 'onesti'. Sappiamo anche che, per più di dieci anni, Maria Sharapova sia stata un esempio di integrità femminile ispirando milioni di fan di tutto il mondo a giocare e a seguire il tennis.

L'onestà e coraggio dimostrati annunciando e riconoscendo il suo errore sono stati ammirevoli. HEAD è orgogliosa di stare vicino a Maria, ora e nel futuro e per questo motivo abbiamo intenzione di prolungare il suo contratto. Non vediamo l'ora di lavorare con lei e di annunciare le nuove sponsorizzazioni delle prossime settimane e dei prossimi mesi. Maria potrebbe aver fatto un errore ma noi le lasciamo il beneficio del dubbio. Speriamo di lavorare con Maria ancora per molti anni”.

Di sicuro Johan Eliasch non ha seguito nell’indirizzo che ha voluto dare alla comunicazione della scelta di campo della Head, il prontuario tristemente anodino e “politically correct” che la Wta ha distribuito alle giocatrici impegnate al torneo di Indian Wells e probabilmente sottoposte nelle conferenze stampa post-match alle domande di giornalisti. Una serie di risposte preconfezionate alle più ipotizzabili F.A.Q. Frequently Asked Questions che fanno molto dubitare che l’Associazione delle Tenniste Professioniste auspichi di avere delle associate in grado di pensare lucidamente con la loro testa.