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LA PALLA SI ROMPE? NON SEMPRE SI RIPETE

Ci sono casi in cui una regola prevale su un’altra

di Enzo Anderloni | 13 marzo 2016

Ci sono casi in cui una regola prevale su un’altra. Ecco un esempio classico: la rottura di una palla imporrebbe la sua sostituzione ma un’altra chiamata lo rende inutile. Vediamo cosa succede se…

La situazione

Mario sta giocando un match di singolare contro Luciano. L’incontro si sta disputando sulla terra battuta e con la presenza di un arbitro.

Che cosa succede

Il punteggio è di 2-1 nel secondo set in favore di Luciano: sul 15-15 Luciana va a servire una prima palla di servizio. Al momento dell’impatto con la palla, l’arbitro chiama il “fallo di piede”. La palla servita va a finire sulla rete. Luciana recupera la palla e la mostra all’arbitro, facendogli notare che la palla è rotta. Così, chiede che il punto sia rigiocato

Le distinzioni

Come per altri casi pubblicati in passato pagine, questo in particolare presenta due casistiche differenti presenti all’interno della stessa situazione. Abbiamo da una lato la regola riguardante il fallo di piede, dall’altra invece la regola sulla palla rotta. Come abbiamo imparato, il fallo di piede, venendo chiamato una volta che la racchetta impatta la palla, implica la perdita di quel servizio: al contrario una palla che si rompe durante lo scambio avrà come conseguenza la ripetizione dell’intero punto (ricordiamo invece che in caso di palla “sgonfia” il punto resta acquisito).

Come bisogna procedere?

A questo punto bisogna solamente capire quale delle due conseguenze abbia maggior rilevanza rispetto all’altra. Il discrimine per poter rigiocare un intero punto è sempre che la palla sia considerata in gioco: ed è per questo che un disturbo involontario, come per esempio quello causato da una palla che si rompe, comporterà la ripetizione di quel punto. Nel caso in cui venisse chiamato un “fallo di piede”, invece, la palla non può essere considerata in gioco: di conseguenza, sia che la palla si rompa, o che vada correttamente nel giusto campo, non rileva a seguito di una chiamata del “fallo di piede”. La quale, di fatto, annulla qualunque ulteriore possibile conseguenza se non quella della perdita di quel servizio. Nel nostro caso, quindi, il servitore dovrà andare a servire una seconda palla di servizio.