-
Archivio News

LA CADUTA DI MARIA NON HA IL SAPORE DELLA SUGARPOVA

L’ammissione di doping della Sharapova rappresenta il crollo di un mito e di un impero economico

di Enzo Anderloni | 09 marzo 2016

L’ammissione di doping della Sharapova rappresenta il crollo di un mito e di un impero economico. Chi sbaglia deve pagare ma il sistema deve anche interrogarsi sulle sue logiche per prevenire questo fenomeno oltre che punirlo…

di Enzo Anderloni

Altro che Sugarpova! La caramella che Maria Sharapova ha dovuto assaggiare l’altro ieri a Los Angeles era quella al gusto-vomito famosa tra gli amici di Harry Potter. Le parole che doveva dire ai giornalisti avevano un sapore disgustoso, perché Maria non poteva non sapere che avrebbero distrutto in un istante la sua immagine di campionessa, la più bella, la più pagata del mondo anche se non la più vincente. E sapeva di sicuro che questo suo prevenire con una conferenza stampa le decisioni ufficiali in merito alla sua positività a questo farmaco di produzione lettone, il Meldonium (che grazie a lei diventerà famosissimo), non rallenterà più di tanto il fuggi fuggi generale dalla sua immagine, dal suo mito, dal suo alone di fascino. Anzi, visto che simpaticissima e calorosissima non è mai stata, pagherà un conto di popolarità molto salato. In quanto Sua Altezza Maria Sharapova cadrà decisamente dall’alto. Dunque si farà male.

Non si tratta ora di solidarizzare con i problemi di una multimilionaria che si è fatta aiutare nei suoi trionfi dalla chimica. E che tra l’altro lo ha fatto sempre, visto che ha dichiarato di usare il farmaco da anni. È infatti solo un fatto formale (l’inserimento del Meldonium tra le sostanze proibite solo a partire dal 1° gennaio 2016), a non far cancellare anni di carriera in un secondo, a non farla diventare una sorta di Lance Armstrong in gonnella e con racchetta. Il suo caso si evolverà di giorno in giorno: sapremo i termini della pena che le sarà inflitta, il numero e l’entità degli sponsor che la abbandoneranno, se e quando potrà tornare a giocare, a essere Maria Sharapova. Perché, va ricordato, quella con la racchetta è l’unica vita che può conoscere una come lei, che non ha fatto altro che picchiare una palla di feltro e caucciù sin da quando era piccola.

Non è il caso di solidarizzare ma di guardare a questo caso-bomba, su tutte le prime pagine del mondo, con un minimo di onestà intellettuale. Chi sbaglia deve pagare, su questo non si discute. Ma che cosa sta facendo il sistema per “prevenire”, oltre e prima che “punire”? Il fatto che questo Meldonium sia stato lecito fino all’altroieri è la conferma di quanto, anni orsono, al tempo dei più eclatanti casi di doping sportivo nel ciclismo e nello sci di fondo, ci aveva esternato davanti a un drink un medico molto addentro di una delle discipline più coinvolte: il doping è sempre un passo avanti rispetto all’antidoping. E aveva cinicamente aggiunto: “Io liberalizzerei tutto. Avremmo i primi morti. Forse allora tutti comincerebbero a capire davvero che non ne vale la pena”.

La vita non ha prezzo. O forse i 29,5 milioni di dollari che Forbes ha attribuito a Masha solo nel 2015 varrebbero la pena di correre il rischio? Di perdere la vita, la faccia, o tutte e due? Questa è la vera domanda cui tutti siamo chiamati a dare una risposta chiara. Perché tutto il resto è solo conseguenza. E materiale per gustose prime pagine.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 9 - 2016

Per scaricare il numero completo della nuova rivista settimanale potete

CLICCARE QUI

Registrandovi al servizio My Fit Score potrete riceverla automaticamente ogni mercoledì via newsletter. La rivista è scaricabile (e stampabile) in formato pdf

SuperTennis Magazine – Anno XII – n.9– 9 marzo 2016

In questo numero

Il sapore della Sugarpova Pag.3

Sharapova: la caduta dell’impero Pag.4

Coppa Davis: e allora… tango! Pag.6

Coppa Davis: Nole allo spasimo Pag.8

Batch-point: Saremo tutti Federer Pag.10

Focus: il primo tie-break e tre ciambelle Pag.12

Hall of fame: la scomparsa di Bud Collins Pag.14

I numeri della settimana Pag.16

Il tennis in tv Pag.17

Giovani: Il doppio balzo di Lisa Piccinetti Pag.18

Giro d’Italia: dirigenti con i numeri Pag.19

Facciamo il punto: Il torneo del futuro è eco-sostenibile Pag.20

Personal coach: insegnare è comunicare Pag.22

Racchette e dintorni: dove passa la corda non è un dettaglio Pag.24

La regola del gioco: la palla si rompe? Non sempre si ripete Pag.26