-
Archivio News

JELENA OSTAPENKO, UNA BALLERINA DALLA LETTONIA

È solo questione di tempo: la 18enne che proviene dalla nazione produttrice del Meldonium (e a quanto pare non lo prende) raggiunto la finale a Doha battendo gente come Petkovic, ...

di Enzo Anderloni | 07 marzo 2016

È solo questione di tempo: la 18enne che proviene dalla nazione produttrice del Meldonium (e a quanto pare non lo prende) raggiunto la finale a Doha battendo gente come Petkovic, Kuznetsova e Kvitova. Ora è già n.41 Wta. “Ma io voglio le Top 5”, ha detto. Da junior vinse Wimbledon

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

“Contenta per la finale? Certo, ma non ho fatto ancora niente. L’obiettivo è la Top 5”. Parole e musica di Jelena Ostepenko, 18 anni, recente finalista nel torneo Wta di Doha. La settimana tennistica qatariota ha portato alla ribalta la giovanissima lettone, capace di estromettere dal torneo Zarina Diyas, Andrea Petkovic, Saisai Zheng, Svetlana Kuznetsova e, soprattutto, Petra Kvitova, seconda top ten battuta in carriera dalla Ostapenko, prima di cedere in finale a Carla Suarez Navarro. Tennis moderno e allo stesso tempo brillante, un’ambizione che traspare da ogni suo sguardo e un talento fuori dal comune, Jelena Ostapenko è al numero 41 del ranking Wta, ma l’impressione è che questo sia solo il primo step di una carriera lunga e vincente.

La tennista ballerina - Jelena Ostapenko nasce a Riga, in Lettonia, nazione unica produttrice del Meldonium, il farmaco oggi proibito ritrovato nelle analisi della Sharapova, l’8 giugno 1997. La madre, Jelena Jakovleva, maestra di tennis e ancora oggi sua coach, le mette in mano la prima racchetta all’età di 4 anni. Dopo pochi giorni si ha la netta sensazione che la piccola di famiglia sia particolarmente portata per lo sport. Contemporaneamente anche la danza sportiva entra a far parte della routine giornaliera di Jelena (che in realtà si sarebbe dovuta chiamare Aljona, ma per motivi burocratici, nel ’97, non fu possibile registrarla all’anagrafe con tale nome), in particolare nella disciplina “Ballroom Dancing”, molto di moda ancora oggi nei paesi ex sovietici. Particolarmente portata per samba e tango, Jelena è però costretta a scegliere tra danza e tennis. “Ho partecipato anche ai campionati nazionali lettoni di “Ballroom Dancing - spiega lei - ed ero molto brava in almeno dieci generi di danza. Ma a 12 anni ho dovuto prendere una decisione e ho optato per la disciplina che mi divertiva di più e nella quale avevo raggiunto i migliori risultati”.

Da Wimbledon a Doha - Il primo torneo Itf under 18 la Ostapenko lo gioca in casa, nella cittadina di Jurmala, sul Mar Baltico. È il settembre del 2010 e Jelena ha appena compiuto 13 anni. Risultato: vittoria. Il secondo evento della carriera giovanile è la settimana successiva nella vicina Lituania. Risultato? Vittoria. Dopo 4 anni i titoli conquistati saranno 9, tra cui Wimbledon e il prestigioso Eddie Herr. Nel frattempo arrivano anche 7 trofei da professionista, tra cui tre ottenuti negli Itf nostrani di Santa Margherita di Pula. Il salto nel mondo Pro’ non è pero così semplice ed entra nella Top-100 'solamente' lo scorso anno, dopo qualche stagione di assestamento. La prima finale Wta arriva a settembre 2015, quando sorprende appassionati e addetti ai lavori arrivando all’ultimo atto del torneo di Quebec City, dove viene sconfitta da Annika Beck. Il resto è storia recente: dopo una partenza complicata di 2016 (due primi turni e un secondo turno), ecco giungere la strepitosa finale a Doha, a sancire la nascita di una stella che, però, ha solo iniziato a brillare.

“È una predestinata”

“La scelta di non bruciare le tappe e di disputare molti tornei giovanili credo abbia pagato – racconta Alice Balducci, n.487 Wta, che ha affrontato tre volte la Ostapenko nelle ultime stagioni – e credo sia predestinata a entrare a breve nella Top 20. Quando ci ho giocato ho sempre trovato impressionante la sua capacità di gestire i momenti importanti. Qualche anno fa mancava dal punto di vista fisico e nel servizio, ma oggi sta migliorando molto anche sotto questi aspetti. Tutti parlano del suo rovescio, ma con il diritto è devastante. Difetti? Forse il gioco di volo, ma in Jelena trovo solo pregi”.

Jelena, che caratterino…

Jelena Ostapenko è stata protagonista di un episodio che ha fatto molto discutere. Ottavi di finale del recente Wta di Auckland, l’avversaria è Naomy Broady. Dopo un punto perso la Ostapenko scaglia sul telone la racchetta, che rimbalzando finisce in pieno sul raccattapalle. Dalla sedia arriva un semplice warning, ma la Broady, che avrebbe voluto la squalifica dell’avversaria, va fuori di testa. La vittoria della britannica, e susseguente freddissima stretta di mano con frasi non raccomandabili, non farà cessare le polemiche, scatenatesi tra colleghe tramite Twitter. Un episodio che non ha certamente portato nuove amicizie nel circuito a Jelena Ostapenko.