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GRAN WILLY, CHE COLPO DEL POETA VILAS!

La scorsa settimana gli hanno intitolato il campo centrale di Buenos Aires: Guillermo Vilas ha vinto 4 tornei del Grande Slam, detiene il record di vittorie consecutive, 46, nell’era Open, ...

di Enzo Anderloni | 20 febbraio 2016

La scorsa settimana gli hanno intitolato il campo centrale di Buenos Aires: Guillermo Vilas ha vinto 4 tornei del Grande Slam, detiene il record di vittorie consecutive, 46, nell’era Open, ma passerà alla storia anche per aver inventato il tweener (o Gran Willy), quel colpo tra le gambe che porta il suo nome

di Alessandro Mastroluca

“I poeti immaturi imitano”, scriveva Thomas Stearns Eliot, “i maturi rubano”. Guillermo Vilas, il campione-poeta che raccoglieva versi nelle stanze d'albergo tra una partita e l'altra, ha imitato e ha rubato. Il campione fragile e sensibile cui i freddi numeri hanno negato il numero 1 del mondo nel suo anno di gloria, il 1977, ha portato nel tennis quel che nel tennis prima non c'era. Ha inventato un colpo nuovo guardando una pubblicità.

Vilas ha sempre lavorato molto sul campo. È un mancino dal topspin esasperato. Sente meglio la palla dalla parte del rovescio, che gioca classico, a una mano, e sfrutta al meglio l'arma del pallonetto, quel colpo inventato nel 1878 da Frank Hadow, il contadino di 23 anni che decide di iscriversi e finisce per vincere il titolo senza cedere un set.

Il campione creativo è davanti alla tv quando passa lo spot per il whisky Old Smuggler, il marchio del “Vecchio Contrabbandiere” che nel 1976 sponsorizzerà la scuderia automobilistica di turismo che vincerà sei gare di fila e farà della Chevrolet Chevy di Roberto Mouras la leggendaria “7 de Oro”. Per lo spot che tanto colpisce Vilas hanno scelto il più grande giocatore di polo di tutti i tempi, Juan Carlos Harriott. Lo chiamano l'Inglese o Juancarlitos per distinguerlo dal padre che si chiama come lui, e nella sequenza che fa scattare la mente di Vilas fa passare la palla tra le gambe del cavallo.

È il primo passaggio di un'evoluzione creatrice messa a punto con la stessa pazienza con cui cesella sillabe e parole sulle pagine bianche della vita e della storia. Il percorso rimane segreto fino a un pomeriggio di primavera del 1974. Vilas sta giocando un'esibizione contro il francese contro il francese Wanaro N'Godrella, che l'anno prima aveva raggiunto il suo miglior risultato in uno Slam, i quarti all'Australian Open, e arrivava dalla semifinale di doppio misto al Roland Garros. Si gioca al club Obras Sanitarias, il circolo nato nel 1925 per i dipendenti della compagnia che fornisce l'acqua corrente in Argentina. Oggi l'azienda ha cambiato nome, ma quello antico sopravvive soprattutto nell'omonima squadra di basket che porta in alto i colori storici, oro e nero.

“La prima volta che provai quel colpo” ha raccontato qualche tempo in una delle sue lezioni ancora frequentatissime, i cui video hanno ancora un notevole successo su Youtube, “la palla, dopo avermi scavalcato, rimbalzò forse una piccola pietra e non ebbi più il tempo di posizionarmi per giocare un dritto o un rovescio”. È nato così il tweener, quello che i francesi con qualche eccesso di sciovinistica grandeur chiamano colpo Noah. Un colpo che Vilas proverà in una partita ufficiale solo un anno dopo, sulla terra grigia di Indianapolis, contro Manolo Orantes. Una magia, un trucco che però mostrerà solo una decina di volte, che riserverà a poche occasioni, con studiata parsimonia. Ma bastano per un'etichetta che porta dritto nella storia: Gran Willy, soprannome di Vilas e della sua invenzione ispirata da una pubblicità. Gran Willy, basta la parola.