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WILSON ULTRA 97, LEGGEREZZA CLASSICA

La più selettiva della nuova famiglia in casa Wilson, Ultra 97 è un attrezzo agonistico non difficile, adatto a giocatori a tutto campo

di Enzo Anderloni | 19 febbraio 2016

La più selettiva della nuova famiglia in casa Wilson, Ultra 97 è un attrezzo agonistico non difficile, adatto a giocatori a tutto campo. Supera i 300 grammi ma è bilanciata al cuore, dunque maneggevole. Buona spinta ma anche controllo. Prezzo di listino: 210 euro

di Mauro Simoncini - Foto Getty Images

Il talento mancino di Feliciano Lopez e la potenza di Vika Azarenka sono lì a testimoniare la versatilità delle nuove armi Wilson. Le nuovissime Ultra che maneggiano molti dei testimonial della casa americana stanno sostituendo le Wilson Juice: agonistiche profilate, sommariamente definite “le meno difficili” tra tutte le racchette selettive di Wilson. La gamma Ultra è nata proprio con l’intento di proporre telai agonistici ma con sweetspot ampio; per chi ama spingere, specialmente da fondo campo. La Ultra 100 è quella abbinata a Lopez e Azarenka, con il piatto corde da 100. Poi ci sono le versioni da 103 (Spin, con reticolo corde 16x15) e da 108 pollici quadrati.

Più tecnica e per tanti aspetti interessante è Ultra 97, un attrezzo dalle specifiche miscelate in un “riassunto” singolare. C’è il piatto midplus, di poco inferiore al “classico moderno” ovale da 100, che garantisce precisione e controllo, anche a velocità elevate. Poi c’è la bilancia, che ci presenta un attrezzo oltre i tre etti sia pur di poco. Queste caratteristiche di difficoltà sono in qualche modo mitigate da un profilo pronunciato e da un bilanciamento concentrato al cuore, come non se ne vedono più tanti. È raro, soprattutto considerando la categoria, anche il dato di rigidità, molto contenuto.

IN CAMPO Comodità e maneggevolezza prima di tutto. Queste le primissime sensazioni quando si manovra Wilson Ultra 97. Si fa fatica a credere di avere in mano tre etti e oltre di racchetta. Il bilanciamento, spostato verso il manico, si sente eccome incidendo e tanto in senso positivo sulla maneggevolezza. La manovrabilità del telaio, nei primi colpi da fondo, potrebbe ingannare: il telaio è agevole da muovere quanto un’amatoriale, facile ma sembra “leggera” e poco cattiva. Con il passare del tempo le idee si schiariscono: si colpisce benissimo la palla piatta o leggermente coperta. Non conviene sbracciare esagerando con il top spin; meglio swing raccolti e impatti puliti.

I giocatori classici si troveranno a meraviglia perché la racchetta ha un’elasticità e un profilo che aiutano anche in situazioni di difficoltà. Proprio la bassa rigidità fa “sentire” bene la palla sulle corde. Riesce bene anche il backspin, basso e radente. E le conclusioni di volo sono abbastanza facili. Nei pressi della rete infatti, se non si pretende una precisione chirurgica, il reale vantaggio è la manovrabilità dell’attrezzo, davvero sorprendente. Identico discorso si potrebbe ripetere per i colpi sopra la testa: al servizio la racchetta gira davvero bene e comodamente. Riescono meglio e sono più incisive le battute piatte o con un po’ di slice. Servono fisico e tecnica adeguata per appesantire il “kick”.

In conclusione una racchetta agonistica particolare: non difficile, di peso superiore ai 300 grammi ma comoda, perfetta per chi cerca un telaio moderno sulla falsariga dei classici di qualche tempo fa, che oggi sarebbero complicati da gestire.

IL LAB

Lunghezza 68,6 cm Peso 306 g Ovale 97 Profilo 22-24 mm Bilanciamento 31,4 cm Rigidità 62 Inerzia 307 Potenza 42/100 Controllo 59/100 Maneggevolezza 82/100

(corde Wilson Sensation tensione 24 kg)

IL PAGELLONE: 79/100

Estetica 7 A fondocampo 8 A rete 8 Servizio 8 Top 8 Back 8 Potenza 7 Controllo 8 Maneggevolezza 9 Comfort 8