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FED CUP: E ADESSO, SPAGNA. FORZA RAGAZZE!

La battuta d’arresto contro le emergenti francesi, Mladenovic e Garcia, è stata esageratamente drammatizzata

di Enzo Anderloni | 10 febbraio 2016

La battuta d’arresto contro le emergenti francesi, Mladenovic e Garcia, è stata esageratamente drammatizzata. Ora ci tocca un play off molto difficile ma in prospettiva futura la nostra squadra è solida. Errani e Giorgi, 28 e 25 anni, sono una garanzia per i prossimi anni. Poi c’è Karin Knapp. E nel circuito ITF junior stanno crescendo ragazze promettenti…

di Enzo Anderloni - Foto A. Costantini

Napoli, Palavesuvio, 3 febbraio 2008: l’Italia, vincitrice della Fed Cup nel 2006 e finalista nel 2007, perde al primo turno del World Group, in casa contro la Spagna. Francesca Schiavone, 28 anni, già n. 11 del mondo, scivolata al n. 23, va sotto con Nuria Llagostera Vives, n. 130, e con Anabel Medina Garrigues, n. 30. La Medina Garrigues nella prima giornata, aveva battuto anche Flavia Pennetta, 26 anni, n. 34 del mondo. A risultato acquisito il capitano Corrado Barazzutti fa esordire Sara Errani, 20 anni, n. 63 del mondo. Disastro? Crollo? Bocciatura? Quella squadra vincerà altre tre volte la Fed Cup, nel 2009, nel 2010 e nel 2013. L’ultima volta schierando in singolare Roberta Vinci (che negli anni precedenti aveva avuto spazio solo in doppio) e la piccola Errani, diventata grande.

E allora perché dopo la sconfitta di domenica contro la Francia (Mladenovic, n. 30 del mondo, Garcia n. 38 del mondo) nei titoli dei principali quotidiani si parlava di disastro, crollo, bocciatura? Cos’è cambiato? E perché Errani e Giorgi di oggi, rispettivamente 28 e 25 anni, non devono godere della credibilità di Schiavone e Pennetta di allora? Facile oggi guardare a Francesca e Flavia come a due supercampionesse. Ma chi il 3 febbraio 2008 avrebbe detto, senza che nessuno chiamasse una neuro- ambulanza, che Francesca avrebbe vinto il Roland Garros e Flavia gli Us Open in finale su Roberta Vinci? Della Schiavone si pensava che con l’11° posto raggiunto nel 2006 avesse espresso il massimo. Della Pennetta, in ripresa dopo uno dei tanti infortuni, si sperava una buona risalita, dopo che nel 2005 aveva chiuso n. 23. Che allora era già un buon risultato. Dunque tocca dispiacersi per la sconfitta di Marsiglia, perché perdere non piace (e non deve piacere) a nessuno. Ma è naturale sostenere con fiducia le nostre ragazze, in un momento sicuramente difficile.

Sara Errani si trova a confermare anno dopo anno, settimana dopo settimana, uno status da grande giocatrice, finalista a Parigi, a lungo top 10. Un momento di appannamento non solo è legittimo ma fisiologico. Capita a tutti i grandi giocatori. Come potremmo spiegare altrimenti la sconfitta delle russe Kuznetsova (n. 17) e Makarova (n.30) contro l’olandese Bertens, n.106? E contro la sua compagna Hogenkamp n. 141? Cose che succedono nel tennis nelle gare a squadre. Ma non per questo le squadre crollano.

Tanti hanno puntato il dito su Camila Giorgi e il suo tennis apparentemente dissennato dopo la sconfitta decisiva con Caroline Garcia (due posti davanti a lei in classifica). Dimenticando in un attimo la bellissima vittoria (stesso tennis “dissennato”) del giorno prima con la Mladenovic (10 posti sopra di lei). Non è un momento facile per Errani e Giorgi. Con Roberta Vinci che parla di “ultima stagione”, tutto il peso dell’Italia di domani è sulle loro spalle.

Sara sa che da lei ci si aspetta sempre quella supercombattente che, pur con il suo servizio tenero, ha fatto paura a tutte le più forti giocatrici del mondo. Spesso battendole. E reggere quel peso con una maglia azzurra addosso non è uno scherzo. Camila deve rendersi conto che mentre sul circuito può liberamente sparare tutto “a 1000”, chiudendo gli occhi, tanto al massimo ci rimette solo lei, quando arriva la Fed Cup c’è una responsabilità diversa. Prendere coscienza che non tutti i punti sono uguali, non tutte le partite sono uguali, può essere proprio la chiave di quella maturazione che potrebbe fare di lei una grandissima giocatrice. Con un capitano dell’esperienza e della sensibilità di Barazzutti, i presupposti per mettere i vari tasselli al loro posto ci sono tutti. A partire dal prossimo match contro la Spagna. Dunque, forza ragazze! C’è da lavorare duro, come sempre, ma abbiamo fiducia. In voi. Nel ritorno di Karin Knapp. Nello sbocciare di Martina Caregaro e di altre splendide ragazze che (se ne parla in queste pagine) stanno arrivando dal mondo junior.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 5 - 2016

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SuperTennis Magazine – Anno XII – n.5– 10 febbraio 2016

In questo numero

Forza ragazze! Pag.3

Fed Cup: torniamo nell’arena Pag.4

Fed Cup: Il futuro c’è, basta crederci Pag.5

Terza pagina- l’intervista: Francesca Schiavone Pag.6

Circuito ATP: il sogno infinito di Paolino Lorenzi Pag.8

Focus: Di Wu, il n.1 di Cina made in Italy Pag.10

Giovani, ragazze del ’99: quattro azzurrine d’assalto Pag.12

I numeri della settimana Pag.14

Il tennis in tv: tutta la Fed live sul 64 Pag.16

Internazionali BNL d’Italia: programma ufficiale, disegna tu la copertinaPag.17

Circuito Fit-Tpra: giochi (e vinci) per te, e per il tuo circolo Pag.18

Personal coach: in campo non vedi solo con gli occhi Pag.20

Racchette e dintorni, calzature leggere: Jet le ali ai piedi Pag.22

La regola del gioco: palla persa o rotta? Va sostituita così Pag.20