-
Archivio News

WILSON BURN 95, POTENZA DA FONDO

L’arma di Key Nishikori promette anzitutto spinta e potenza

di Enzo Anderloni | 09 febbraio 2016

L’arma di Key Nishikori promette anzitutto spinta e potenza. Un telaio più lungo ma dall’ovale non abbondante. Un’agonistica per spingere forte da dietro, di piatto o con un po’ di top. Prezzo 230 euro

di Mauro Simoncini

Molta curiosità destava l’ingresso sul mercato della Burn 95, un nuovo telaio nella gamma nata lo scorso anno dagli americani di Wilson per sostituire la famiglia Steam. Burn 95 è stata concepita a partire dalle specifiche dell’attrezzo di uno dei grandi emergenti, testimonial di spicco di Wilson, il nipponico Key Nishikori. Un ulteriore modello, ancora più «specializzato », e per certi versi tutto da scoprire. Una racchetta agonistica che si presenta facile e abbordabile per alcune caratteristiche (peso, profilo), impegnativa per altre (ovale contenuto) e un‘incognita per molti giocatori (per la lunghezza extra).

Piatto piccolo, manico lungo

Ci vuole sempre un minimo di adattamento per ogni nuovo telaio. Ancora di più se si tratta - e recentemente sta diventando davvero una rarità - di un attrezzo longbody, ovvero più lungo di quasi un centimetro rispetto alla norma. Sembra poco ma non lo è. Molto comodo e allungato il manico (specialmente pensando ai bimani): c’è poi X2 Shaft per aumentare il comfort e la comodità. Fin dai primi scambi si intuiscela natura dell’attrezzo: la potenza prima di tutto. La testa del telaio gira quasi «da sola»: a ogni impatto la palla esce velocemente dalle corde, si capisce che l’attitudine alla spinta del telaio è pronunciata. Vanno trovate le misure all’inizio perché l’immediatezza e la potenza della nuova Burn 95 sono bilanciate dalla severità di un ovale abbastanza ristretto, solo 95 pollici quadrati. Significa che comunque nelle esecuzioni tecnicamente meno precise non ci si deve aspettare troppo «aiuto» dalla racchetta. Si colpisce molto bene la palla piatta o con un po’ di copertura in top, che non guasta anche per aiutare le prestazioni dell’attrezzo in termini di controllo.

Piedi sulla riga e spingere: è l’ideale

Piedi piantati sulla riga e spingere, magari appoggiandosi al meglio sul ritmo dell’avversario: sembra questo l’identikit del perfetto utilizzatore della Burn 95. Lunga ma relativamente comoda da dietro: peso poco superiore ai tre etti, bilanciamento verso la testa ma non troppo (punto di equilibrio a 32,7 cm su una lunghezza totale di oltre 69). Il backspin non è la specialità della casa ma il controllo non è male, forse merito di un pattern comunque abbastanza fitto (16 corde verticali e 20 orizzontali) soprattutto se rapportato alle dimensioni dell’ovale. Verso la rete, al volo, rendono meglio gli schiaffi o le volée “simil benedizione”, quelle più facili per intenderci: per offrire tanta potenza era impossibile garantire anche una maneggevolezza da telaio amatoriale. Una racchetta agonistica sicuramente diversa dalle altre, questa Burn 95; potente prima di tutto, ma anche abbastanza selettiva. Per picchiatori moderni da fondo senza nessuna titubanza.

IL LAB

Peso310 g Ovale95 Profilo 22,5 mm Lunghezza69,215 cm Bilanciamento32,7 cm Rigidità67 Inerzia334 Potenza59/100 Controllo39/100 Maneggevolezza64/100

Peso310 g Ovale95 Profilo 22,5 mm Lunghezza69,215 cm Bilanciamento32,7 cm Rigidità67 Inerzia334 Potenza59/100 Controllo39/100 Maneggevolezza64/100

Incordata con Luxilon 4G alla tensione di 23 kg

IL PAGELLONE: 78/100

Estetica 8 A fondocampo 9 A rete 7 Servizio 8 Top 8 Back 7 Potenza 9 Controllo 9 Maneggevolezza 7 Comfort 8

La concorrente più “vicina” è la Babolat della Errani

Nonostante i telai longbody non vadano tanto di moda, esistono sempre varianti “allungate” di modelli di successo. È il caso della Babolat Pure Drive Plus di Sara Errani: è addirittura più lunga della Burn 95 (27,5 pollici invece di 27,25), pesa 300 grammi e ha il piatto da 100 pollici quadrati. Più facile e permissiva, forse meno precisa.