-
Archivio News

NEL DUBBIO RIGIOCHIAMO, FACCIAMO “DUE PALLE”? NO, PERCHÉ…

Nei match tra amici spesso tale formula serve per dirimere i dubbi e superare l'empasse

di Enzo Anderloni | 31 gennaio 2016

Nei match tra amici spesso tale formula serve per dirimere i dubbi e superare l'empasse. Ma il regolamento prevede che ogni palla deve essere giudicata, o dentro o fuori. E una volta che si è presa una decisione non è più possibile tornare sui propri passi

La situazione

Marino sta giocando una partita di singolare contro Cesare.

Che cosa succede?

Durante uno scambio, una palla rimbalza molto vicina alla linea laterale. Marino ferma il gioco, segna la palla e chiede all'arbitro di andare a controllare il segno. L'arbitro scende per controllare il segno e dopo qualche secondo impegnato a “leggere il segno” giudica la palla buona. A quel punto Marino chiede all'arbitro di vedere il segno anche dal suo lato perché secondo lui è fuori. A quel punto l'arbitro realizza che il segno è effettivamente fuori.

Che cosa succede?

Quante volte vi sarà successo giocando “amatorialmente” di essere in dubbio su un segno o di vederlo ognuno dal proprio punto di vista… spesso il risultato di questa si empasse si risolve, nel dubbio, con la decisione di rigiocare il punto con le famigerate “due palle”. Ebbene, secondo le regole del tennis o la palla è giudicata fuori, o la palla è giudicata buona. Non ci sono altre possibilità.

Diverse prospettive

È vero anche che lo stesso segno di palla può essere letto diversamente se osservato da una parte piuttosto che da un'altra. O addirittura, da vicino sembra fuori, visto da lontano sembra nettamente dentro. Ciò può succedere quando tra la linea e la terra battuta ci sia un piccolo dislivello (il cosiddetto “scalino”) che fa sembrare il segno staccato dalla riga se visto da vicino, invece sulla riga qualora venisse visto da lontano.

Il giro del segno

Ecco perché spesso, in televisione o dalle tribune, osservando un match di professionisti, si vede l'arbitro che fa il giro intorno al segno. Esegue questo cambio di prospettive proprio al fine di poter analizzare il segno stesso da diversi punti di vista ed essere così sicuro di giudicarlo bene. Tutto questo perché una volta che il segno viene giudicato, e che la decisione viene comunicata, non è più possibile tornare sui propri passi e cambiare decisione.

Come si procede?

Lo stesso vale anche nel caso in cui, addirittura, dopo averne giudicato un segno, l'arbitro o i giocatori si rendessero conto che il segno incriminato fosse un altro. Una volta presa, la decisione è definitiva e inappellabile. Nel nostro caso quindi, la palla sarà giudicata buona con la conseguenza di assegnare immediatamente il punto, dato che il giocatore ha fermato il gioco “a suo rischio e pericolo”.