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PERCHE' ALLENARE LA REGOLARITA'? OGGI SI VINCE IN 4 COLPI

Ci restano in mente gli scambi lunghi, spettacolari

di Enzo Anderloni | 22 gennaio 2016

Ci restano in mente gli scambi lunghi, spettacolari. Ma le partite si vincono sui punti brevi, perché se ne giocano di più sia a livello Atp che Wta. A dirlo è uno studio sulle statistiche dello scorso Australian Open: il 70% dei punti non supera i 4 colpi

di Andrea Nizzero - foto Getty Images

Siamo abituati a pensare che i tennisti in campo e i loro stili di gioco decidano il modo in cui si risolve un match. Se guardiamo un incontro tra Nadal e Djokovic, ci sediamo sul divano aspettandoci una partita fatta di scambi estenuanti. Se prendiamo uno scontro tra Federer e Feliciano Lopez, un punto fatto da oltre sei colpi ci sorprende. Nello stesso modo, tendiamo a credere che i giocatori come Rafa e Nole facciano la loro fortuna sullo scambio lungo, e viceversa per Roger e Feliciano.

I numeri non mentono

La verità è che la nostra memoria ci inganna. E inganna anche i giocatori, non solo noi spettatori. Secondo i dati raccolti dalla IBM durante gli Australian Open 2015, il 70% dei punti giocati nell'intero torneo maschile non ha superato i quattro colpi. Le categorie in cui l'IBM divide la lunghezza dei punti sono tre: da 0 a 4 colpi, da 5 a 9, più di 9. Quest'ultima - sempre riferendoci agli Aus Open 2015 - ha avuto un'incidenza del 10% tra gli uomini e dell'11% tra le donne, mentre la categoria intermedia raggiunge rispettivamente il 20% e il 23% dei punti giocati. Dominante, come anticipato, la categoria degli scambi brevissimi: 7 punti su dieci tra gli uomini, 66% tra le donne. Facendo la media complessiva, il tennis femminile è però ancora più veloce: la lunghezza media dello scambio tra gli uomini è di 4,2 colpi (totali, quindi circa due colpi a testa), nelle donne addirittura 3,7.

A mettere insieme le statistiche, in un interessante approfondimento pubblicato sul sito degli Australian Open alla vigilia del torneo, è stato Craig O'Shannessy, coach ed esperto australiano che con il suo approccio scientifico agli schemi e ai numeri del tennis si è guadagnato una reputazione da guru. Il risultato è che tutti i giocatori, Ferrer e Simon compresi, vincono e perdono le loro partite nei punti brevissimi. L'australiano cita a mo' di esempio gli Australian Open 2015 di Nadal, raccontando come lo spagnolo abbia giocato il 65% del suo torneo su scambi brevissimi, gli stessi che poi gli sono costati l'eliminazione per mano di Tomas Berdych nei quarti di finale: il ceco ha vinto 23 punti brevi in più del suo avversario, pareggiando su quelli da 5-9 colpi.

Altro che scambi lunghi

Il tennis è cambiato, il tennis è diventato uno sport di resistenza fisica, il tennis dell'era iniziata dopo Pete Sampras è fatto di intensità e scambi lunghi: sono tutte cose che più o meno tutti siamo abituati a dire e a sentire. Ma la realtà è che anche oggi il tennis è uno sport deciso dai colpi di inizio gioco. Meglio: è uno sport fatto dai colpi di inizio gioco. Gli scambi da 14 colpi capitano una volta ogni 100 punti, più o meno. Eppure, in allenamento, colpire sette palline di fila è considerato lo standard (se non il minimo). Gli scambi da 30 colpi o più, agli Us Open del 2014, sono stati dieci su un totale di 45.900 punti: nel torneo maschile nove su 29.038, nel femminile uno (!) su 16.862. Le percentuali girano intorno allo 0,0002: sì, quelli sono tre zeri dopo la virgola.

Allenarsi sul breve

È la memoria, dunque, a farci vedere il tennis in modo diverso da ciò che in realtà è: uno scambio di una quindicina di colpi rimane in testa a chi lo guarda e a chi lo gioca. Di più: tendiamo ad attribuirgli un valore diverso, anche se chiaramente un quindici rimane un quindici, e a confondere una mezza dozzina di lunghi scambi nel leitmotiv di una partita costituita in realtà da punti brevissimi. L'ulteriore tesi di O'Shannessy, che può essere condivisa o meno, è che gli allenamenti e le routine di preparazione tecnica e fisica dei tennisti non considerano a sufficienza questo dato di fatto. Durante un palleggio in allenamento, un giocatore professionista cercherà di colpire la pallina almeno una dozzina di volte: significa giocare uno scambio da 25-30 colpi, significa - secondo O'Shannessy - che, per la gran parte del tempo, i giocatori si allenano per cose che si verificano con una frequenza di molto inferiore all'uno percento.

L'essenziale è invisibile

Le conclusioni che si possono trarre dai dati appena analizzati sono molte, e possono essere compatibili o meno con quella dell'australiano. Ciò che appare indubbio è che le nuove tecniche di raccolta delle statistiche, ormai capaci di agglomerare una mole di dati e rilevazioni in precedenza impensabili, possano aprire prospettive inedite su uno sport che pensavamo di conoscere già bene. Del resto, “l'essenziale è invisibile agli occhi”… è una verità che esisteva ben prima dell'IBM.

Il 70% degli scambi si decide su 4 punti Lunghezza scambio definizione Uomini Donne 0-4 Shots Scambi corti 70% 66% 5-8 Shots Scambi medi 20% 23% 9+ Shots Scambi lunghi 10% 11%