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SCOMMESSE NEL TENNIS: L’ALGORITMO DEL SOSPETTO

L’inchiesta giornalistica di BuzzFeed News e BBC su partite sospette anche ad alto livello ha avuto eco mondiale

di Enzo Anderloni | 20 gennaio 2016

L’inchiesta giornalistica di BuzzFeed News e BBC su partite sospette anche ad alto livello ha avuto eco mondiale. Un lavoro monumentale e scrupoloso che ha il merito di spingere gli organismi che governano il tennis internazionale a tenere alta la guardia. Ma non fa nomi. Andiamo a vedere su che cosa si basa

di Enzo Anderloni

BBC e BuzzFeed News hanno vinto la scommessa. L’inchiesta preparata con oltre un anno di lavoro, confezionata alla perfezione sul piano dell’impaginazione e della crossmedialità, e calendarizzata con perfetta scelta di tempo sulla giornata inaugurale del primo Grande Slam del 2016 è deflagrata su tutte le prime pagine e homepage del pianeta: scandalo scommesse nel tennis. Match sospetti anche a Wimbledon e Roland Garros. 16 giocatori tra i primi 50 del mondo coinvolti. Alcuni sarebbero in campo agli Australian Open. In Russia, Nord Italia e Sicilia i computer coinvolti nella rete di scommesse. I nomi. Nessuno.

Lo stesso John Templon, il reporter specializzato in analisi di dati che ha firmato l’inchiesta e ha passato gli ultimi 15 mesi facendo analisi fini al computer su 25.993 partite dei circuiti professionistici dal 2009 al 2015, afferma in conclusione che non si faranno nomi. Perché senza poter accedere ai tabulati telefonici dei sospetti e ai loro movimenti bancari non esistono indizi o prove che partite dall’esito diverso dalle attese siano in qualche modo da considerarsi truccate.

E quindi? Quei titoli sui quotidiani tipo “Addio alla favola dello sport pulito”, “Dal Grande Slam alla Grande truffa”? Sono il premio giornalistico allo scoppiettante scoop di BBC/ BuzzFeed. Ma hanno letto bene l’inchiesta? “The tennis racket”, questo il titolo impreziosito da illustrazioni di gran classe (persino da divertenti gif animate in cui John Templon, che si professa digiuno di tennis, si fa riprendere in maglietta, pantaloncini, racchetta in pugno, mentre in uno studio fotografico interpreta una sorta di sketch a tema), non fa nomi e muove una sola sostanziale accusa: chi governa il gioco (in particolare l’ATP, visto che il fenomeno al femminile praticamente non esiste) non controlla abbastanza.

Alla luce di alcuni episodi eclatanti nelle passate stagioni (su tutti il classico Davydenko-Vassallo Arguello di Sopot 2007, che vide più di 3 milioni di sterline di puntate e obbligò Betfair, la casa di scommesse online coinvolta, ad annullare il match restituendo le puntate) secondo BBC/ BuzzFeed si sarebbe dovuto fare di più. Si sarebbe dovuto fare quello che hanno fatto John Templon e Heidi Blake. Raccogliere e analizzare dati e su questi indagare.

L’idea davvero forte di questa vicenda è che i giornalisti si siano sostituiti agli organi di controllo. Coinvolgendo un esperto che ha raccolto dati sulle quote di quasi 26.000 partite e studiandoli. Stabilendo che da approfondire erano quelli in cui tra le probabilità di vittoria di un giocatore all’inizio delle puntate e quelle alla fine c’era una differenza superiore al 10%. Una variazione che secondo gli esperti di scommesse può significare qualcosa. Ebbene sulle 25.933 partite analizzate questo elemento ne coinvolgeva l’11%. Che non significava che fossero partite truccate ma partite che andavano analizzate più in profondità.

Facendolo, l’analista ha sviluppato un algoritmo che l’aiutava nella ricerca di giocatori che fossero stati coinvolti nel periodo osservato in almeno 10 partite di questo genere. In tutto 39. Restringendo la ricerca ai match tra quelli che avessero visto un discreto movimento di scommesse e a giocatori che, indicati come perdenti, avessero poi effettivamente perso quasi sempre (anche talvolta contro pronostico) si arrivava a 15 nominativi. Ridotti a 4, se si considerassero quelli che avevano sempre perso.

Neanche questi nomi saltano fuori, sempre nella consapevolezza di BBC/ BuzzFeed che senza altre prove sia impossibile certificare la frode. E ben sapendo che anche Davydenko e Vassallo Arguello furono assolti. Dunque grazie ai colleghi di BBC/ BuzzFeed che dimostrano come sia ancora possibile a tutti i livelli fare del giornalismo investigativo, investendo su uomini e risorse e, come si diceva un tempo, consumandosi le suole andando a parlare con le persone coinvolte, raccogliendo elementi, scavando. Grazie per aver obbligato, speriamo, tutti gli organismi internazionali di governo del tennis a tenere alta la guardia e a riconsiderare l’entità degli sforzi per combattere il fenomeno.

Che poi “il fenomeno” invece di “distruggere la favola dello sport pulito”, ne rappresenti un aspetto deteriore ma socialmente purtroppo fisiologico (15 giocatori sugli oltre 1894 presenti nell’attuale ranking sono un numero che nemmeno se accertato consentirebbe generalizzazioni) è altra questione. Che, infine, chiunque venisse (o verrà) beccato andrebbe preso a calci nel sedere, come ha dichiarato schiettamente il presidente della FIT, è un dato di fatto inequivocabile. E quantomai condivisibile.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 2 - 2016

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SuperTennis Magazine – Anno XII – n.2– 20 gennaio 2016

In questo numero

Prima pagina: l’algoritmo del sospettoPag.3

Circuito mondiale: 10 pezzi da non perdere agli Australian Open Pag.4

Batch-point: e se chiudessimo i siti di betting? Pag.5

Circuito mondiale, tendenze: bastano solo 4 colpi Pag.6

Focus: Lleyton Hewitt Pag.8

Terza pagina: Roy Emerson, ragazzo di campagna Pag.10

I numeri della settimana Pag.12

Il tennis in tv: lo Slam da bordo campo Pag.14

Svolta epocale: la FIT mette 5 milioni per i club del futuro Pag.15

Circuito Fit-Tpra: passione senza limiti, le nuove regole per età Pag.18

Personal coach: Il servizio-bomba esplode dal tronco Pag.19

Racchette test: Head Prestige MP, controllo supremo Pag.20

La regola del gioco: cambio palle… mancato Pag.22