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IL BILANCIAMENTO DELLA RACCHETTA: TESTA, CUORE O MANICO?

Un dato che spesso viene considerato sommariamente, il bilanciamento

di Enzo Anderloni | 19 gennaio 2016

Un dato che spesso viene considerato sommariamente, il bilanciamento. Un elemento che dà la reale percezione del peso e della capacità di spinta di una racchetta. Ancor di più oggi che le racchette si sono alleggerite. Vediamo che cosa vuol dire peso in testa, la cuore o verso il manico

di Mauro Simoncini

Quanto pesa un martello? Prendete due persone, consegnate loro lo stesso esemplare; a una delle due passandoglielo dal manico di legno, all’altra dalla testa di ferro. Il primo vi dirà che è pesante, il secondo che è leggero. Eppure il peso non cambia. Un banalissimo esempio da ripetere con le vostre racchette, per sottolineare l’importanza di una caratteristica dei telai troppo trascurata: il bilanciamento.

Da laboratorio il bilanciamento è una misura, in millimetri o centimetri, che indica la distanza tra l’estremità del manico e il “baricentro” di una racchetta, il suo punto di equilibrio.

Oltre che con un’apparecchiatura specifica, un Diagnostic Center, il bilanciamento della vostra racchetta può essere individuato sdraiandola sul bordo di un piano (con centimetri indicati) per il lungo, con la testa verso fuori. Se la spingete dal fondello fino a quando non cade, l’ultimo punto d’appoggio precario è approssimativamente il punto di equilibrio. La distanza da quello al “tacco” della racchetta, è appunto, il bilanciamento. Che, scorrendo schede e listini del mercato attuale delle racchette, all’incirca oggi va dai 31 centimetri sino ai 36/37 cm.

Una necessaria precisazione: i dati devono essere calcolati allo stesso modo, con riferimento al montaggio delle corde. L’incordatura infatti (che può pesare circa 15 grammi) modifica anche di mezzo punto il bilanciamento, spostandolo verso la testa e aumentando il dato del telaio “nudo”, senza corde. Quello indicato dalla Casa direttamente sul telaio è, di solito, il dato “senza corde”(unstrung weight), salvo specifica dicitura “strung weight”, peso con le corde.

Quando il punto di equilibrio è maggiore di 32/32,5 centimetri si dice che la racchetta è bilanciata verso la testa; con valori minori che è bilanciata al cuore. Fino ai 31 centimetri, per i quali si dice “al manico”. Ma di racchette di questo terzo tipo, se ne trovano ormai poche, quasi nessuna.

Erano bilanciati in questo modo gli attrezzi di qualche tempo fa, molto più pesanti (ltre i 400 grammi); il bilanciamento al manico lì faceva sentire “meno pesanti”. O addirittura leggeri. Oggi il vento è decisamente cambiato. L’evoluzione del peso medio dei telai (il canone moderno dei 300 grammi) ha spostato il bilanciamento in avanti, quasi sempre oltre i 32 centimetri. Si riesce a colpire con efficacia e potenza anche con 280 grammi proprio perché le masse e i pesi vengono redistribuiti diversamente nel telaio. Più verso la testa, in modo da poter mantenere alta la capacità di spinta del telaio (l’inerzia che già abbiam trattato).

Non a caso le prime racchette che hanno segnato il cambiamento, “sbilanciate” in testa si chiamavano Hammer (martello); sembrava di manovrare racchette pesanti che in realtà pesavano meno di 3 etti, ma avevano bilanciamento ben oltre i 35 centimetri! Ed è quello che succede attualmente con tutte le racchette “light”, “superlight”, “lite” e sorelle varie: pesi decisamente contenuti ma bilanciamenti pronunciati in punta; perché se così non fosse, con un attrezzo da 250 grammi difficilmente si riuscirebbe a ribattere di là dalla rete una pallina.

Come scegliere il bilanciamento più adatto a un determinato tipo di gioco/giocatore? In linea di massima i picchiatori dal fondo campo si possono giovare della “modernità”, dunque di bilanciamenti più accentuati verso la testa, con impatti potenti, anche arrotati, movimenti e aperture ampie. Si “sente” la racchetta più pesante.

Diversamente chi ha gioco di stampo classico, con movimenti più brevi e raccolti e magari ama frequentare più spesso la rete per giocare di volo, necessita di telai con bilanciamento contenuto, al cuore o addirittura al manico. Deve “sentire” comodo e leggero il telaio; in sostanza ha bisogno di più equilibrio e più maneggevolezza; la quale, a parità di altre caratteristiche, è negativamente condizionata da un bilanciamento verso la testa.

Ovviamente il bilanciamento può essere modificato applicando del nastro piombato nei diversi punti del fusto (sotto al grip, nel cuore, a ore 3 o ore 12, etc.etc.) e ottenendo così i propri parametri desiderati. Con un’avvertenza: le operazioni di customizzazione vanno eseguite a regola d’arte. Quindi è meglio se ci si affida a professionisti competenti.