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FADI, IL CAMPIONCINO IN FUGA DALLA SIRIA

Proprio mentre gli occhi del mondo sono puntati sul Medio Oriente, il piccolo siriano Fadi Bidan, 9 anni, è diventato protagonista al Lemon Bowl di Roma

di Enzo Anderloni | 14 gennaio 2016

Proprio mentre gli occhi del mondo sono puntati sul Medio Oriente, il piccolo siriano Fadi Bidan, 9 anni, è diventato protagonista al Lemon Bowl di Roma. E impressiona per talento e forza di volontà. Ecco da dove viene, tra una vicissitudine e l'altra

di Alessandro Nizegorodcew - foto Biagio Milano

La situazione politica internazionale è più tesa che mai. Guerra, Siria, terrorismo, ISIS, rifugiati, accoglienza, sono ormai termini all’ordine del giorno su media internazionali. Tre milioni di cittadini siriani hanno abbandonato il paese natio a causa dei conflitti. Oltre sei milioni vivono, da sfollati, all’interno dei confini nazionali. Tra loro una grande percentuale di bambini, che giornalmente fuggono in cerca di sicurezza. Ma in questo scenario c'è spazio per una favola tennistica. Nato in Siria nel 2006, il piccolo Fadi Bidan è il nuovo campione under 10 del Lemon Bowl Higher, torneo nel quale si è messo in luce davanti agli occhi di appassionati e addetti ai lavori. Una vita a fuggire dalle bombe, anni passati con gli occhi sempre aperti, trovando finalmente rifugio nel vicino Libano, terra natia di papà Peter. Una storia da romanzo che, a Roma, ha visto in scena il suo lieto fine.

Fadi Bidan ha conquistato il torneo under 10 del Lemon Bowl 2016 superando in finale il siciliano Sebastiano Cocola (Tc Siracusa) con il punteggio di 7-6 7-6

La Storia - “Sono anni che la mia famiglia è in fuga dalla guerra”. Inizia così il drammatico racconto di Peter Bidan. “Io sono nato e cresciuto in Libano – racconta il padre-coach – ma nel 1997 mi sono dovuto rifugiare in Siria a causa dello scoppio del conflitto armato. Mia moglie, Marian, è siriana ed entrambi i nostri figli, Fadi e Giorgio, sono nati lì. In Siria vivevamo bene e la federazione tennistica ci ha sempre dato un grande supporto, spesandoci spesso le trasferte per i tornei”. Anno dopo anno, però, la situazione politica è peggiorata, e nel 2011 la famiglia Bidan è stata costretta nuovamente a emigrare. “È incredibile a dirsi - prosegue Bidan Sr. - ma siamo dovuti tornare in Libano nuovamente a causa delle bombe che cadevano nel nostro paese. Oggi Fadi e Giorgio hanno la cittadinanza libanese ed è tutto molto più semplice. L’attuale momento siriano? Credo che dall’istante in cui la Russia dovesse essere realmente coinvolta, anche militarmente, la situazione migliorerebbe e ei stabilizzerebbe nel giro di un anno”.

Tennis e Futuro - Lo stile di Fadi Bidan è un brillante mix di solidità tecnica, forza mentale e tennis champagne. In un singolo scambio il piccolo siriano può “remare” da fondo per poi accelerare all’improvviso o, a sorpresa, mettere a segno una smorzata millimetrica. Gli avversari non sanno mai cosa potrebbe inventare, mentre Bidan ha sempre chiaro in testa il proprio disegno. Con le debite proporzioni, per un ragazzo del 2006, pare già un piccolo professionista. “Cosa prevede il nostro futuro? - spiega Peter - Fadi è migliorato tanto in questi ultimi 12 mesi e ci confronteremo con tornei in giro per il mondo, tornando ovviamente al Lemon Bowl anche il prossimo anno. Anche Giorgio (chiamato così in onore di Armani), sconfitto quest’anno all’esordio nell’under 8, sta migliorando tanto e nel 2017 lo faremo partecipare all’evento under 10”.

Ciò che colpisce del piccolo Fadi è la serenità con cui affronta ogni singolo match, prendendo qualsiasi punto, vinto o perso, con il sorriso sulle labbra. Durante il torneo ha stretto amicizia con tutti i ragazzi, italiani e non, palesando passione per il tennis, educazione e, allo stesso tempo, una formidabile grinta. Arrivare nel gotha del tennis non sarà semplice, perché le variabili in questo sport sono infinite, ma una storia del genere merita di essere raccontata e supportata. Una vita del genere merita il più classico dei lieto fine.