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SI CHIAMA FAST4 IL BRIVIDO DEL FUTURO

La federazione australiana promuove una forma di tennis veloce che accorcia i set ai 4 game, sostituisce il terzo con un tie-break, istituzionalizza il punto secco e ne inventa uno, ...

di Enzo Anderloni | 13 gennaio 2016

La federazione australiana promuove una forma di tennis veloce che accorcia i set ai 4 game, sostituisce il terzo con un tie-break, istituzionalizza il punto secco e ne inventa uno, il Power Play, che vale doppio. Piaccia o non piaccia, la velocità è una tendenza. Potrebbe non essere un male…

di Enzo Anderloni - Foto Getty Images

L’ultimo degli esperimenti per rendere più agile una partita di tennis l’ha trasmesso SuperTennis in diretta dall’Australia. Si chiama Fast4 e consiste nel trasformare la classica partita ai 6 games, due set su tre, in un match più adrenalinico all’insegna del numero 4. Si gioca due su tre ai 4 giochi, con eventuale tie-break al posto del terzo. In ogni game si conta 1,2,3 anziché 15, 30, 40. E chi fa per primo il quarto punto (che sull’eventuale 3-3 è “secco”) vince il game. Se il servizio tocca il nastro non ci si ferma, esattamente come se succedesse durante lo scambio. E si introduce una novità, una sorta di punto Jolly di cui si può disporre una sola volta a set, che gli australiani hanno chiamato “Power Play”. Una volta dichiarato, quel punto vale doppio. Significa che può ribaltare l’esito di un gioco in cui si è in svantaggio, conquistandolo con un colpo solo.

Il fatto che a Sydney si sia giocato un’Australia (Hewitt e Kyrgios) contro il Resto del mondo (Nadal e Monfils) con questa formula dà l’idea di quanto Tennis Australia, la federazione “down under”, ci creda. Sta organizzando delle Leghe e tutta un’attività a squadre su questa idea (a Sydney Monfils e Hewitt hanno vinto i singoli, Nadal-Monfils il doppio per il successo finale del… Mondo). I puristi hanno storto il naso di fronte allo spettacolo “troppo veloce”.

In realtà un vero giudizio su questo tipo di formule applicate al top del tennis professionistico non sarà mai possibile darlo finché, invece che in esibizione, dovesse essere applicato per titoli davvero importanti. Perché poi, in termini di emozione, la vera differenza è sostanzialmente lì. Provatevi a immaginare il trofeo dei Championships di Wimbledon da giocarsi così. Una finale da brividi. Non possiamo sapere se sarebbe bello, ma siamo sicuri che sarebbe emotivamente diverso, per protagonisti e spettatori, rispetto al Fast4 di Sydney.

Quello che è certo è che invece il tennis di base, quello di livello amatoriale o dei primi gradini dell’agonismo (la nostra quarta categoria) sta andando ragionevolmente in una direzione… abbreviata. Le partite da un’ora del circuito FIT-Tpra, la possibilità di giocare i tornei di quarta categoria con il tie-break al posto del terzo set stanno prendendo piede. Ben vengano.

Al torneino del lunedì sera, che al circolo organizzano per i soci tutte le settimana da oltre un decennio, alla formula del FAST4 si era arrivati già tre anni fa (ci manca solo il Power Play, facciamoci un pensierino…). Si gioca tra l’altro un set solo (altrimenti non si finirebbe per le 23.00) ma il gusto è rimasto intatto. Si riesce a giocare tutti, aumentando l’adrenalina. Il tennis non è la maratona. Con rispetto parlando, è più divertente. E poterlo giocare insieme, in tanti e più spesso, è meglio che da soli, meno numerosi e più raramente. Troppo ovvio? Chiedo scusa.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 1 - 2016

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SuperTennis Magazine – Anno XII – n.1– 13 gennaio 2016

In questo numero

Prima pagina: i brividi del futuro Pag.3

Circuito Atp: vecchie facce cambiano Pag.4

Batch-point: Cia, vecchio Fum! Pag.5

Circuito WTA: Marion perde 30 chili… Pag.6

I numeri della settimana Pag.8

Terza pagina: Ken Rosewall, scortato nella storia Pag.9

Il tennis in tv: Quali da Slam in chiaro Pag.10

Giovani: talento al limone Pag.12

Focus: Fadi Bidan, il campioncino in fuga Pag.13

Il punto, campionati a squadre: ora il vivaio vale doppio Pag.15

Circuito Fit-Tpra: Il gioco delle coppie Pag.18

Racchette e dintorni: Pro Staff Classic 6.1, un tuffo nel passato Pag.19

La regola del gioco: quanto tempo abbiamo per andare in bagno? Pag.22