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RACCHETTA RIGIDA? ECCO PERCHE' TIRI PIU' FORTE

E’ un’altra delle fondamentali caratteristiche di una racchetta

di Enzo Anderloni | 11 gennaio 2016

E’ un’altra delle fondamentali caratteristiche di una racchetta. Decisiva per gli esiti sul campo, troppo spesso “osteggiata” anche a causa di un termine dall’accezione negativa. In realtà – entro certi limiti – è d’aiuto, specialmente per i giocatori di club. Ecco perché…

di Mauro Simoncini

Sono pochi i significati sostanzialmente “positivi” che si possono attribuire al sostantivo rigidità. Anche per quanto riguarda le nostre amate racchette da tennis, poche volte si è sentito citare la rigidità di un telaio come una delle sue caratteristiche migliori, anzi. Sul piatto della bilancia termini come flessibilità e morbidezza hanno da sempre riscosso più successo. E’ il momento di fare un po’ di chiarezza sul concetto di rigidità di un telaio provando a spiegare tutti i risvolti, anche quelli positivi. In linea di massima il dato associato alla rigidità (fino ai 70-75 punti di Ra.) misurato da un Diagnostic Center, è espressione del grado di flessione del telaio all’impatto con la pallina.

Cosa succede in quel momento? Che c'è una prima deflessione del piatto corde (incordatura) e in seconda battuta si flette la racchetta stessa, la quale poi torna a ri-flettersi in senso contrario fino alla posizione originaria.

POTENZA – Quindi è importante sottolineare che meno il telaio si flette, meno energia disperde. Una racchetta rigida disperde meno energia (flettendosi meno di un telaio flessibile) al momento dell’impatto. Il potenziale di energia in più (conservata perché “non assorbita”) si esprime in termini di potenza: a maggior rigidità corrisponde – a parità di peso, bilanciamento, masse, etc.etc. – maggiore potenza. Una racchetta flessibile sottrae più energia alla pallina.

E a questo proposito va sfatato il luogo comune dell’effetto catapulta: molti giocatori o appassionati pensano invece che un attrezzo flessibile possa restituire più spinta e potenza proprio per una sorta di effetto-fionda. Ma in realtà la pallina resta sulle corde solo 3-4 millesimi di secondo, molto meno di quanto ci impiega la racchetta a tornare nella posizione iniziale. Di conseguenza, il telaio di una racchetta non “restituisce” energia alla palla, più semplicemente ne assorbe di meno o di più in base alla rigidità del telaio.

Per essere ancora più chiari un esempio molto banale: tirate una pallina contro un muro e poi contro un materasso (il primo rigido, il secondo morbido). La velocità di uscita della pallina sarà ovviamente maggiore nel primo caso (e non di poco), perché il materasso assorbe l’energia della pallina in arrivo.

CONTROLLO – Ma non è solo la potenza a essere condizionata in qualche modo dalla rigidità della racchetta; ci sono in ballo anche controllo e comfort. La rigidità elevata di un determinato attrezzo fa sì che l’angolo di uscita della palla colpita sia minore rispetto a quello di una racchetta più morbida. Traduzione? Una migliore precisione, contrariamente a quanto si dice di solito (potenza e controllo inversamente proporzionali). Per un giocatore avanzato, rigidità eccessiva e relativa potenza elevata possono non servire, perché le abilità e le capacità tecniche permettono di colpire con energia e controllo anche con attrezzi flessibili. Invece un giocatore intermedio di club con un telaio rigido può ottenere vantaggi in termini sia di potenza sia di controllo.

COMFORT – Il vero punto dolente di una racchetta con valori considerevoli di rigidità (diciamo sopra ai 65) è il comfort. Questo perché a parità di altre caratteristiche anche se un attrezzo flessibile trasmette più vibrazioni a polso, braccio, gomito e/o spalla quello più rigido comporta un maggiore shock da impatto. In senso generale il comfort è una sensazione di gioco abbastanza soggettiva che ognuno percepisce in modo diverso; difficile da quantificare, almeno oggettivamente. Però chi soffre di problemi o fastidi a braccia o spalle trae maggior aiuto dall’uso di attrezzi flessibili o poco rigidi; ed entrano in gioco tutta una serie di altri fattori decisivi come l’incordatura e i dispositivi anti-shock oramai montati “di serie” su quasi tutte le racchette, specialmente quelle amatoriali (Kinetic, Cortex System, etc.etc.).

ROTAZIONI – Come si è detto la pallina impattata da un telaio più rigido lascia più rapidamente il piatto corde; questo significa che – sempre a parità di altre caratteristiche - è più difficoltoso riuscire a imprimere spin adeguati ed efficaci (soprattutto top esasperati “spagnoleggianti”) che risultano invece più facili con racchette flessibili.

CONCLUSIONI – In base a tutte queste riflessioni si è data la giusta rilevanza alla rigidità di una racchetta, fattore importante e non solo “negativo”, perché legato in qualche modo al luogo comune delle vibrazioni. Anzi si può concludere – sfatando un altro luogo comune – che le racchette amatoriali sono in media più rigide di quelle agonistiche (o dei professionisti). E meno male, perché in questo modo possono “aiutare” i giocatori di club, aumentando potenza e controllo.