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MARION BARTOLI DIMAGRITISSIMA: LA FRANCIA IN APPRENSIONE

La campionessa di Wimbledon 2013, ritiratasi un mese dopo quel clamoroso successo, ha perso quasi 30 chili nell’ultimo anno

di Enzo Anderloni | 07 gennaio 2016

La campionessa di Wimbledon 2013, ritiratasi un mese dopo quel clamoroso successo, ha perso quasi 30 chili nell’ultimo anno. Si occupa di moda e ha lanciato una linea di gioielleria ma i giornali francesi parlano solo della sua vistosa perdita di peso

di Andrea Nizzero

Sono passati due anni e mezzo dalla vittoria di Marion Bartoli a Wimbledon. Incontrandola per strada, non la riconoscereste. Il cambiamento che ha fatto è inquietante e, per quanto lei sostenga il contrario, la sua situazione fisica e psicologica non può non destare preoccupazione. Negli ultimi mesi, in molti si sono chiesti se Marion non si stia pericolosamente avvicinando all'anoressia.

L'edizione 2013 del torneo più antico e prestigioso del mondo finì nelle mani di questa francese eccentrica dal gioco anticipato, cui nessuno accreditava alcuna possibilità di vincere.

Fu un trionfo sportivo che invece di porla sugli allori la inchiodò, se non ad una gogna mediatica, di certo al pubblico ludibrio. Da “la classe operaia in paradiso” a “la misfit che vince sui prati di Wimbledon”, sulla stampa la caccia alla metafora più calzante non fu esattamente lusinghiera per la tennista di origini corse. Twitter e i social media in generale diedero voce alle solite schiere di migliaia di persone ai limiti della crudeltà. Nemmeno la solitamente impeccabile BBC fu clemente con lei: “Mi chiedo se suo padre le abbia detto quando era piccola, 'non diventerai mai bella, non sarai mai una Sharapova, quindi dovrai combattere ed essere dura'.”

Questa riflessione piuttosto barbara fu pronunciata dal commentatore John Inverdale durante la finale tra lei e Sabine Lisicki. Marion, il giorno dopo aver realizzato il suo sogno di una vita, si è risvegliata con mezzo twitter che vomitava insulti su di lei e sul suo aspetto non allineato alle copertine di Vogue, mentre la stampa britannica quasi oscurava la sua vittoria costruendo uno scandalo sul commento inopportuno di Inverdale. E il giorno dopo i titoli erano già tutti per Murray. Anche nel momento più bello e importante della sua carriera, forse della sua vita, Marion si è sentita ricordare tutti i presunti motivi per cui il mondo cui si era appena affacciata non le apparteneva.

Le critiche, peraltro, non si limitavano al suo aspetto fisico. Anche il suo stile di gioco, risultato della passione/ossessione del padre Walter, è sempre stato bersaglio di scherno: bimane su dritto e rovescio, potente e con un meccanismo del servizio unico, il suo tennis era un miracolo di biomeccanica e talento, ma anch'esso un po' troppo distante dai canoni estetici dominanti.

“Fa male sentirsi dire certe cose quando sei piccola”, ha confessato lei in un'intervista di pochi mesi fa, ripercorrendo i suoi primi anni sul campo da tennis, “Non importa cosa un maestro pensi, non può sapere come si sente il bambino. Le persone non hanno il diritto di essere così critiche. Andare a scuola [da bambina] era una via d'uscita da tutti i commenti negativi sul mio gioco”. Difficile sapere se Marion si riferisse a qualcuno in particolare con questi ricordi, ma non serve uno psicologo per capire che la sua autostima non ha mai avuto vita facile. Lo psicologo, e un medico, servirebbero adesso, per provare a capire quali sono le attuali condizioni di salute dell'ex Top10 WTA.

Dopo due anni della “vita che non vedo l'ora di vivere” (secondo le sue parole al ritiro), Marion si ritrova con mezza Francia preoccupata per lei e per i 28 chili che ha perso da quando ha lasciato il tennis. Come testimoniano le fotografie delle sue apparizioni pubbliche e dei suoi feed su Instagram e Twitter, la maggior parte del peso l'ha persi negli ultimi dodici mesi. Ora che non deve più riempire le sue giornate con i massacranti allenamenti del padre-coach Walter, la sua vita è dedicata alla moda e si svolge tra Londra, dove segue un corso alla prestigiosa Central Saint Martins, Parigi e Dubai, dove ha recentemente detto di essersi trasferita.

“Viaggio molto per le mie creazioni. Sono regolarmente in India per cercare pietre per la mia linea di gioielleria.” ha detto a Le Monde il 13 ottobre, prima che l'allarme “anoressia” iniziasse a suonare così forte. Ora, invece, la sirena sta strillando: i suoi tifosi si sono accorti che c'è qualcosa che non va e sono molto preoccupati, mentre nel recente servizio fotografico per la rivista Gala neppure il trucco e il fotoritocco pesante riescono a nascondere quanto emaciato è il volto della ex tennista.

In Francia, la cosa è presa talmente sul serio che l'Equipe l'ha intervistata, sottoponendola a una sorta di seduta psicoterapeutica: delle dieci domande che compongono il servizio di Sophie Dorgan, otto sono a proposito della sua perdita di peso. Marion nega, ridendo un po' troppe volte durante un'intervista tutt'altro che divertente. “Non sono a dieta. Sto bene, non sono magra”, sostiene lei, portando lo stress del suo lavoro e l'impegno che le richiede ogni giornata a giustificazione del drastico cambiamento: “Mi sono sepolta nel mio lavoro. E' un ritmo molto costante e credo di bruciare un sacco di calorie perché mi muovo sempre”.

Alla domanda “cosa dici a chi dice che sei anoressica”, la sua risposta è quantomeno confusa. “Quando mi guardi, non puoi dire: non sta bene, è anoressica, i suoi genitori non le danno abbastanza da mangiare” dice, chiudendo la frase con una risata, prima di proseguire: “E' una teoria che potrebbe funzionare solo se fossi ossessionata da quello. Oggi, non è affatto così. Sono ossessionata dalle mie creazioni e le mie creazioni devono assolutamente essere un successo”. Se lei davvero pensa di trasmettere un'immagine sana, il problema potrebbe essere ancora più preoccupante.

Sono stati molti i tennisti che hanno trovato molto difficile la vita normale. Da Jennifer Capriati a Bjorn Borg, gli esempi si sprecano e i motivi pure. Nel caso di Marion, cresciuta e allenata da un padre al limite del dittatoriale, lo stile di vita che l'ha portata ad apparire così come la vediamo potrebbe essere il risultato di tante cose: i meccanismi ossessivo-compulsivi già visibili durante la sua carriera da tennista, miscelati al maniacale perfezionismo ereditato dal padre e al perenne sentirsi dire di non essere all'altezza potrebbero aver creato un cocktail tossico, capace di mandarla in cortocircuito.

Quando nel 2013 annunciò il suo ritiro a Cincinnati, appena sei settimane dopo aver vinto Wimbledon, Marion piangeva disperata. Recentemente, un'altra tennista ha annunciato l'abbandono delle competizioni dopo una grande vittoria, invitando a qualche parallelo con Marion. Eppure, nonostante avesse appena realizzato il sogno di una vita, il ritiro della francese sembrò tutto tranne che una celebrazione, quella che Flavia Pennetta ha tributato a se stessa dopo aver vinto gli US Open. Sembrò invece una resa, un crollo nervoso che Marion non avrebbe potuto permettere a se stessa prima di aver vinto Wimbledon. Prima di quel trionfo, la paura di non riprendersi gliel'avrebbe impedito.

Oggi, la paura di non piacere e di non essere all'altezza potrebbe costarle caro. Facciamo il tifo per lei.