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TENNIS MERCATO 2016: IL VALZER DEI COACH

Il circuito ATP sta pe ripartire con alcune importanti novità sulle panchine dei protagonisti

di Enzo Anderloni | 30 dicembre 2015

Il circuito ATP sta pe ripartire con alcune importanti novità sulle panchine dei protagonisti. La più grossa riguarda Roger Federer e Ivan Ljubicic, ma anche intorno al team di Andy Murray, in entrata e in uscita c’è parecchio movimento

di Andrea Nizzero – Foto Getty Images

Non siamo ai livelli di un paio di anni fa, certo. A fine 2013 Roger Federer e Novak Djokovic diedero il via a una sorta di tele-sfida tra super coach, assumendo Stefan Edberg e Boris Becker. Si fece un gran parlare dei rivali del passato che si sfidano indirettamente attraverso le racchette dei rivali del presente.

Quest'anno non sono coinvolte super star di quella risma. Né i cambiamenti riguardano tutti i top player: Nole Djokovic, su tutti, terrà fede all'antico adagio “squadra vincente non si cambia”. Eppure, anche in questo finale di 2015, i movimenti tra le panchine fanno parlare non poco. le variazioni coinvolgono meno stelle di una volta e sono a prima vista meno suggestive, ma potrebbero dare un primo volto al tennis che dovremo attenderci nel nuovo anno.

Andy Murray Team

Terminato l'accordo con Jonas Bjorkman (nella foto), illustre supplente di Amelie Mauresmo, Andy Murray è già tornato a lavorare con l'ex numero 1 francese. Neo-mamma, non incontrava lo scozzese da Wimbledon, quando si mostrò con un vistoso pancione. Ora che Aaron è venuto al mondo, Amelie ha confermato ad Andy la sua disponibilità a seguirlo per oltre 20 settimane nel 2016, secondo quanto riportano i media britannici. Murray ha quindi preferito non proseguire con lo svedese, con cui ha chiuso l'anno al numero 2 (prima volta), per tornare al progetto originario. Lei è già volata a Dubai, dove lo scozzese sta svolgendo la preparazione invernale (tradendo la fedeltà sempre garantita alla Florida).

Andy comincerà la stagione sull'onda lunga della vittoria in Coppa Davis, impresa che gli ha garantito l'ambito premio della BBC alla personalità sportiva dell'anno e, soprattutto, un posto eterno nella storia dello sport britannico. Ma Murray ha già fatto sapere che se sua moglie Kim dovesse entrare in travaglio durante gli Australian Open, lui prenderebbe il primo volo per il Regno Unito a prescindere dalla fase del torneo. Per i primi mesi dell'anno (il primogenito è atteso per febbraio), possiamo aspettarci un Andy giustificatamente distratto.

Borna Coric e Jiri Vesely Team

Ricordate la querelle allenatori, scoppiata tra Andy Murray e Tomas Berdych alla fine dello scorso anno? Dani Vallverdu, storico sparring nonché amico d'infanzia di Andy, diventò coach del Top10 ceco dopo che Berdych aveva già avvicinato (senza successo) il guru Ivan Lendl. Ebbene, anche quest'anno Murray rimane suo malgrado al centro di una catena di scambi e movimenti che sembrano indicare soprattutto una cosa: gli ex componenti della panchina dello scozzese sono piuttosto richiesti. Miles MacLagan (nella foto) è stato scelto da Borna Coric come coach che dovrebbe fargli compiere il salto di qualità: il 19enne croato ha chiuso il 2015 al 44esimo posto ATP e nel 2016 non gli basterà confermare quanto realizzato quest'anno con Thomas Johansson.

Nel frattempo, Jiri Vesely, ceko , 22 anni , n.41 del mondo, ha deciso di approfittare dei consigli di chi, dopo il coach-gate citato prima, è rimasto a spasso: Tomas Krupa, ex allenatore storico di Tomas Berdych, sarà il nuovo coach del promettente 22enne ceco.

Roger Federer Team

La vera “bomba” del tennismercato di fine anno è stata quella che ha riguardato Roger. Dopo due anni di lavoro con Stefan Edberg, terminati come da accordi al termine di questa stagione, nel 2016 ci sarà Ivan Ljubicic ad affiancare il sempreverde Severin Luthi. Non va dimenticato, infatti, che il capitano svizzero di Davis è dal 2008 l'unico allenatore fisso di Federer. E' il “main coach”, nelle parole di Roger. Le varie figure di Annacone, Edberg e ora Ljubicic sono (o sono state) una seconda voce part time, per quanto autorevole. “Il rischio sono l'ambiente e le sue dinamiche. E l'ambiente di Roger è molto complicato. Bello, ma molto complicato” ha avvertito Annacone, con una dichiarazione che sembra una via di mezzo tra un avvertimento e la più classica rimozione di sassolino dalla scarpa. Insomma non sarà così facile, per il croato, entrare negli equilibri del team di Federer. A fare la differenza, si spera in positivo, sarà l'amicizia tra i due, consolidata nei molti anni in cui sono stati colleghi e non scalfita dal mostruoso bilancio di Federer negli scontri diretti (13-3, con le ultime dieci vittorie ottenute consecutivamente). Nella sua migliore partita dell'anno, nonché una delle migliori della sua carriera, Roger ha battuto Andy Murray in semifinale a Wimbledon: poco prima aveva fatto qualche scambio di riscaldamento proprio con Ivan, con cui aveva poi conversato per qualche minuto. In molti fanno nascere proprio lì, magari in un consiglio che ha poi funzionato alla perfezione, questa nuova collaborazione.

Le più grandi doti di Ljubo sono sempre state il servizio, il rovescio e l'abilità di lettura tattica, quest'ultima apprezzata anche nel suo lavoro di commentatore. Saranno probabilmente quelli i tre settori di gioco in cui più potrà aiutare lo svizzero. Peraltro, Federer ha già fatto capire quali (non) saranno le sue priorità per la prossima stagione: nel suo programma, pubblicato sul sito ufficiale, il Roland Garros è l'unico torneo su terra battuta. Con pochi eventi in programma e l'impegno Olimpico, con un'altra nuova voce nel team, il 2016 di Federer sarà all-in. Non potrebbe essere altrimenti.

Robin Soderling Team

Per chiudere, avanziamo una speranza. Robin Soderling ha annunciato il ritiro ufficiale dalle competizioni, a causa di una mononucleosi mai guarita (in concorso di “colpa” con la felicità e la tranquillità di una famiglia). Lo svedese ha avuto una carriera simile a quella di chi l'ha portato in alto, il suo connazionale Magnus Norman. E se dovesse seguirne le orme? Magnus è stato definito a più riprese il migliore coach del mondo (e le argomentazioni a suo favore non mancano). Robin, che fino a quest'anno era rimasto l'unico capace di trovare la soluzione al rompicapo Nadal - Roland Garros, potrebbe esserne un degno erede anche fuori dal campo.