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BAHAMONDE E CIURLETTI, SUDAMERICANI D'ITALIA

Entrambi argentini di nascita, rappresentano dal 2015 il nostro paese nei circuiti internazionali

di Enzo Anderloni | 24 dicembre 2015

Entrambi argentini di nascita, rappresentano dal 2015 il nostro paese nei circuiti internazionali. Uno ha già vinto due Futures, l'altro si rispecchia in Ferrer. Ecco chi sono le due 'nuove' racchette italiane

di Alessandro Nizegorodcew

Due nuove frecce all’arco del tennis italiano. Francisco Bahamonde e Andres Gabriel Ciurletti. Due giovani promettenti, argentini di nascita, che da quest’anno rappresentano nel circuito i colori azzurri. Eduardo Infantino, direttore tecnico del Centro Federale di Tirrenia, ha spinto per il buon esito delle trattative, che oggi consegnano all’Italia due nuovi alfieri. L’idea della Federazione è quella di considerare i “nostri” cittadini che vivono in altri paesi alla stregua del voto degli italiani all’estero. Stessi diritti, identiche opportunità.

Panchito da Mendoza - Francisco Bahamonde, detto “Panchito”, nasce a Godoy Cruz (Mendoza) il 7 novembre 1996. I primi contatti con l’Italia arrivano quattro anni fa, quando svolge la preparazione invernale a Tandil insieme a Federico Gaio, Alessandro Giannessi e Gianluigi Quinzi. Da quel momento Eduardo Infantino prende Bahamonde sotto la sua ala protettrice e, dopo gli Us Open Junior 2014, l’accordo pare ormai fatto. “Mio nonno era italiano - racconta - e cambiare nazionalità è per me un onore e una opportunità. Se mi sento italiano? Vivo qui, mi alleno qui, mi sono trasferito lasciando tutta la mia famiglia in Argentina. È stata una scelta difficile, ma oggi mi sento bene e sì, mi sento italiano”. Dal punto di vista tennistico Bahamonde vanta un buon servizio e un ottimo diritto, ma soprattutto fa della solidità la propria caratteristica peculiare. “Tatticamente fa sempre la cosa giusta - sottolinea il giovane Gianluca Di Nicola, numero 907 Atp - e il suo diritto è davvero pesante. Non è appariscente ma non sbaglia mai una scelta”. Uno dei grandi punti di forza di Panchito è la preparazione fisica. “Abbiamo giocato contro questa estate - ricorda Lorenzo Abbruciati, rappresentante del Due Ponti Sporting Club in Serie A1 - e, nonostante i 40 gradi con un sole cocente, lui non ha perso un briciolo di intensità. Davvero impressionante”. N.361 del mondo, Bahamonde ha conquistato quest’anno due titoli Futures, iniziando a raccogliere anche interessanti risultati nel mondo challenger. Il 2016 dovrà essere l’anno del salto di qualità.

Ciurletti, italiano vero - Andres Gabriel Ciurletti nasce a Buenos Aires il 4 gennaio 1998. Nonno materno di Longi (Messina), nonno paterno di Trento, il neo-azzurro possiede la doppia cittadinanza sin dalla nascita. “La decisione di rappresentare l’Italia era stata già presa da me e dalla mia famiglia ben prima di parlare con Infantino - spiega Ciurletti - perché sento di appartenere a questo paese”. Andres prende in mano la prima racchetta all’età di 3 anni grazie al padre, che lo segue tennisticamente sino agli 11 anni. Fabian Blengino prima, Mariano Monachesi e Mariano Hood poi, ne costruiscono tecnica, tattica e fisico. N.112 nella classifica mondiale under 18 e n.1634 Atp, Ciurletti a Tirrenia è seguito dai tecnici Tomas Tenconi e Gabrio Castrichella. Aggressività, tenacia, sacrificio, lotta: il tennis del diciassettenne di Baires è racchiuso in queste quattro parole, che ne rappresentano la voglia di lavorare ed emergere. “Tutti dicono che per vincere contro di me bisogna ammazzarmi - racconta -. A chi mi ispiro? Non ho idoli nel mondo del tennis, ma solamente specchi nei quali guardarmi. Se devo fare un nome però dico David Ferrer. Tra gli italiani Simone Bolelli, con il quale ho stretto amicizia a Tirrenia”.