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JAZIRI CONTRO SELA, LA PARTITA PROIBITA

Dudi Sela è israeliano, Malek Jaziri tunisino

di Enzo Anderloni | 11 dicembre 2015

Dudi Sela è israeliano, Malek Jaziri tunisino. Dietro al suo ritiro prima di un loro match c'è l'ombra di un'imposizione a sfondo politico. Di cui c'è anche un precedente, già punito dall'Itf nel 2013. Sela è sicuro: “Lui non c'entra”

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

“Credo che io e Jaziri giocheremo presto uno contro l’altro nel circuito internazionale”. Parole decise, forti, sincere, quelle di Dudi Sela, tennista israeliano oggi al numero 100 del mondo. “Dovrebbe essere cambiato qualcosa nella sua federazione - ha aggiunto - e spero davvero che il prossimo anno potremo affrontarci. Siamo amici e so perfettamente che nulla è mai dipeso da sue scelte personali”.

La storia - 10 ottobre 2013, torneo challenger di Tashkent, Uzbekistan. Il tennista tunisino Malek Jaziri, all’epoca intorno al n.170 Atp, deve affrontare nei quarti di finale l’israeliano Amir Weintraub, ma si ritira prima di scendere in campo. Ufficialmente per un problema al ginocchio, ma la verità è un’altra.

La FTT (Fédération Tunisienne de Tennis) ha contattato Jaziri comunicandogli il divieto di affrontare Weintraub. Motivazione non ufficiale ma verosimile: la Tunisia, di religione musulmana, rifiuta ogni tipo di relazione con Israele in solidarietà con il popolo palestinese. È importante sottolineare che in patria Jaziri è considerato come da noi Francesco Totti o Andrea Pirlo, un idolo nazionale protagonista di spot pubblicitari e trasmissioni tv. Ogni sua dichiarazione viene passata ai raggi X. L’ITF non ha perdonato la federazione tunisina, infliggendo un'assenza forzata di un anno dalla Coppa Davis. Recentemente si è riproposto il medesimo problema, con Jaziri che si è ritirato durante un match dell’Atp di Montepellier (nel quale aveva vinto il primo set 6-3 contro Istomin) per non affrontare al turno successivo Dudi Sela. In quest’ultima circostanza, però, non sono arrivate sanzioni.

La forza dello sport. In un momento così delicato a livello internazionale, tra presunte guerre di religione e atti di terrorismo, le parole di Sela rappresentano l’ennesimo tentativo di distensione lanciato dallo sport. Il tennis ha sempre cercato di superare i problemi politici. L’esempio lampante è stato l’Indo-Pak Express, coppia di doppio formata nel recente passato da Aisem Qureshi (pakistano) e Rohan Bopanna (indiano). Lo sport può e deve riuscire a superare le barriere politico-religiose. “Io e Malek ci alleniamo molto spesso insieme - ha chiosato Sela - spero davvero che il prossimo anno si possa scendere in campo in un match ufficiale”. Da avversari, da professionisti, da amici.

Dudi Sela, abbondantemente sotto al metro e 75 dichiarato, abbraccia Ivo Karlovic, 2 metri e 11, sul centrale di Bogotà nel 2014 (7-6 7-6 per il croato). “Siamo molto amici, è un ragazzo straordinario”, spiega Sela. Che per l'occasione s'è aiutato con una sedia

Dudi Sela - Israeliano, 30 anni, n.100 Atp, è tra i tennisti più bassi del circuito (175 cm sulla scheda ufficiale Atp ma è fin troppo generosa). Ex n.29 al mondo, ranking raggiunto nel 2009, vanta due finali nel circuito maggiore (Pechino 2008, Atlanta 2014) e ben 19 titoli challenger (secondo in classifica All-Time dietro a Yen-Hsun, 22). A livello Slam vanta un ottavo di finale a Wimbledon 2009. Ha battuto tre Top 10 (Gonzalez, Ferrer e Roddick).

Malek Jaziri - Tunisino, è nato a Bizerte il 20 gennaio 1984. È attualmente al numero 103 del ranking Atp. Vanta due semifinali nel circuito maggiore (Mosca 2012 e Winston-Salem 2015) e tre titoli challenger (doppietta a Ginevra nel 2011 e 2013, Rennes 2015). La migliore classifica ottenuta dal tunisino è di numero 65 al mondo (2/2/2015). Il miglior risultato nelle prove dello Slam è il terzo turno raggiunto quest’anno agli Australian Open.