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TESSERAMENTO FIT: OLTRE IL MURO DEI 300.000

La crescita del movimento è inarrestabile: il 24 novembre è crollata anche questa barriera “psicologica”

di Enzo Anderloni | 07 dicembre 2015

La crescita del movimento è inarrestabile: il 24 novembre è crollata anche questa barriera “psicologica”. Ed è record assoluto degli agonisti che nella stessa data erano ben 93.266. Se si pensa che nel 2002 erano solo 53.000. E ora lo spot con Roberta Vinci…

di Enzo Anderloni

Martedì 24 novembre, ore 16,46: il server della Federazione Italiana Tennis registra la tessera “non agonistica” di un ragazzino della Ssd Arl Due Ponti di Roma, Pietro Caiello. Il numero progressivo nel database 2015 è luminoso come una stella cometa: 300.000.

E’ il crollo di una barriera psicologica, il segnale che il movimento tennistico italiano continua la sua crescita, inarrestabile, andando oltre numeri sempre più importanti. E’ dal 2001 che il dato relativo al numero totale dei tesserati cresce: allora fine anno era 129,797. Quel 2001 era partito con soli due giocatori italiani tra i primi 100 della classifica Atp, il primo dei quali, Gianluca Pozzi andava per i 36 anni ed era n. 43. Le ragazze, nelle top 100 Wta, erano in cinque. La prima, Tathiana Garbin, al n. 42.

Da allora, è stato un crescendo continuo, al vertice come alla base. E ai successi che hanno riscritto la storia del nostro tennis (il Roland Garros di Francesca Schiavone, gli Us Open di Flavia Pennetta, le quattro Fed Cup, il Career Grand Slam di Errani-Vinci, gli Australian Open di Fognini-Bolelli, solo per citare i risultati più eclatanti) è corrisposto il montare continuo della base. E del senso di appartenenza.

Gli oltre 300.000 di oggi (alle 17.15 dello stesso 24 novembre si era già a quota 300.039) diventano un momento di passaggio verso obbiettivi più ambizioni che la forza promozionale del canale televisivo Supertennis (che dal 2008 racconta questa crescita qualitativa e quantitativa) consente di perseguire.

Mai così tanti agonisti

L’evento simbolico del superamento di quota 300.000 tesserati totali accende i riflettori su quello che è un record assoluto, ancora più importante: il numero dei tesserati agonisti, i giocatori veri, quelli che si sottopongono a visita medico-sportiva, con tanto di elettrocardiogramma sotto sforzo, per poter essere pronti ad affrontare i tornei. E i tornei li affrontano davvero, allenandosi tra di loro o facendosi allenare da un maestro, dotandosi della loro attrezzatura da gara, dalla loro coppia di racchette uguali, di incordature tarate ad hoc, di calzature tecniche adatta e alle diverse superfici di gioco, raggiungendo con i primi buoni risultati anche un rango di classifica.

Il 24 novembre 2015 i tesserati agonisti della FIT erano la bellezza di 93.266, numero mai raggiunto nella storia del nostro tennis. Un risultato straodinario di promozione dell’attività sportiva vera, se si considera che a fine 2002 si era a quota 53.059. Pensare nel prossimo futuro, al raddoppio di quella cifra e al crollo di un altro muro “psicologico”, quello dei 100.000 agonisti, è molto più che un auspicio. E’ un altro obbiettivo concretissimo.

Il tesserato n. 300.000: si chiama Pietro, ha 11 anni e tifa Nole

Se abbattere un muro è presupposto per andare oltre guardando al futuro, il fatto che la tessera FIT n.300.000 del 2015 sia stata emessa per un ragazzino di 11 anni della scuola tennis del circolo Due Ponti di Roma, ha un suo bel valore simbolico.

Pietro Caiello, che è nato a Roma il 24 settembre del 2004, ha infatti cominciato da poco a giocare ma lo segue tantissimo in tv insieme al papà Stefano, anche lui molto appassionato. Al punto che quest’anno erano in tribuna sul Centrale del Foro Italico per la finale degli Internazionali BNL d’Italia tra Novak Djokovic (che è il campione preferito da Pietro, anche se gli piacciono molto anche Federer e Nadal; Serena Williams e Flavia Pennetta) e Roger Federer.

Pietro, tifoso della Roma, frequenta la prima media presso la Scuola Vallombrosa e, appunto, la Scuola tennis del Due Ponti. “Ha cominciato da poco e deve lavorare molto sul rovescio, – ci ha raccontato papà Stefano – ma è un tipo molto sportivo. Ama praticare anche il triathlon (nuoto, corsa e bici), gli piace lo sci e guidare il Mini Quad”.

Insomma, un giovane atleta polivalente. Ben arrivato nella nostra grande famiglia, Pietro. E grazie di averci aiutato ad abbattere il muro.

Guarda il nuovo spot con Roberta Vinci