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DWIGHT DAVIS: UN UOMO, UNA COPPA

Storia di Dwight Filley Davis, il miliardario di St

di Enzo Anderloni | 03 dicembre 2015

Storia di Dwight Filley Davis, il miliardario di St.Louis che 115 anni fa ha inventato la competizione a squadre più popolare del mondo e pagato il trofeo più antico nella storia del tennis

di Alessandro Mastroluca

Nel 1932, l'ambasciatore Usa in Francia organizza una visita per Dwight Filley Davis. Ha appena lasciato l'incarico di governatore nelle Filippine, ma il suo posto, in occasione della visita alla Camera dei Deputati, è dietro una colonna. Chiede di essere spostato, ma né il suo incarico appena terminato, né il suo passato recente di ministro della guerra per il governo Usa, sotto la presidenza Coolidge, bastano a ottenere quel piccolo privilegio. Un emissario, però, insiste: “Ma è monsieur Davis, l'uomo che ha dato al mondo la Coppa Davis, che la Francia detiene ormai dal 1927”. Davis ottiene un posto in prima fila. “Ora sapete cosa è davvero importante nella vita” dirà anni dopo alla sua famiglia.

La genesi della coppa

Davis è stato anche un buon giocatore di tennis a Harvard. “Era alto, appassionato, tenebroso e senza un'oncia di grasso” scriveva il giornale dell'università, The Crimson. Numero 2 degli Usa nel 1899, ha vinto per tre anni di fila, fino al 1902, il titolo in doppio agli Us Championships con l'amico Holcombe Ward. Saranno proprio loro, insieme a Malcolm Whitman, anche lui studente a Harvard, a rappresentare gli Stati Uniti nella prima partita della Davis. Ma come è nata l'idea di una competizione a squadre in uno sport individuale? Secondo la versione del fondatore, l'ispirazione gli arriva nel 1899 dall'entusiasmo per l'America's Cup di vela che si sarebbe disputata di lì a poco a New York e sarebbe stata annunciata da Guglielmo Marconi nel primo messaggio radio della storia. Secondo Charles Voigt, allora giocatore poi giornalista, però, bisogna anticipare tutto al 1896, a un torneo a Niagara-on-the-Lake. Davis organizza a sue spese cene e rinfreschi, e sul giornale locale, The Lake, si raccontano le sue serate galanti con la fidanzata all'uscita della sala da ballo. Quando Voigt scopre che quel ragazzo è il miliardario di St.Louis già allora fra i migliori tennisti degli Usa, gli propone di organizzare una grande competizione, con in palio un ricco montepremi o magari una coppa.

La prima edizione

Detto fatto. Davis paga di tasca sua 750 sterline alla William B. Durgin & Co di Concord, New Hampshire, per realizzare il trofeo, disegnato da Rowland Rhodes: 216 once d'argento fuse a forma di punch-bowl, di insalatiera o meglio ancora di zuppiera, su un basamento di legno che porta la scritta “presenteted by Dwight F. Davis”. Per la prima edizione, nel 1900, gli Stati Uniti invitano le Isole Britanniche al Longwood Cricket Club di Boston. Davis gioca in risposta il primo punto della manifestazione, e mette fuori. Ma i tre ragazzi di Harvard vincono 3-0 prima che la pioggia ponga fine alla sfida.

Davis completerà gli studi in legge, introdurrà il primo campo pubblico in un parco Usa e riceverà due medaglie al valore per il comportamento durante l'Offensiva dei Cento Giorni, al fianco del futuro presidente Truman. Ma la sua eredità rimane scolpita nel basamento del trofeo che porta il suo nome. “Se avessi saputo allora dell'importanza che avrebbe avuto” ha detto poco prima di morire, “ne avrei fatto realizzare uno tutto d'oro”.

Nella foto, da sinistra, il doppio cileno e quello azzurro, Panatta-Bertolucci (con il capitano Pietrangeli) nel 1976 a Santiago del Cile per la finale con la Coppa Davis