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KYLE EDMUND, L'INGLESINO IN ROSSO

Fresco Top 100, ama i Reds di Liverpool e dice di esprimersi al meglio sulla terra battuta

di Enzo Anderloni | 26 novembre 2015

Fresco Top 100, ama i Reds di Liverpool e dice di esprimersi al meglio sulla terra battuta. A soli 20 anni è in Belgio al fianco dei fratelli Murray per tentare l'assalto alla Coppa Davis. Sarà l’eroe del futuro?

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

Pressione, questa sconosciuta. Kyle Edmund rappresenta da anni il futuro del tennis britannico, il “dopo Murray”, la stella pronta a brillare nel firmamento Atp. Eppure il ventenne nativo di Johannesburg, oggi numero 100 del ranking, affronta tutto con il sorriso e la serenità di chi è consapevole dei propri mezzi e si disinteressa delle voci di appassionati e addetti ai lavori. Kyle lavora, suda, lotta e, senza fretta, ottiene risultati e consapevolezza. Sarà anche per questo motivo che Leon Smith, capitano della Gran Bretagna, è pronto a farlo esordire in Coppa Davis nella finale contro il Belgio (27-29 novembre).

La Storia - Kyle Edmund nasce a Johannesburg l’8 gennaio 1995. Dopo tre anni la famiglia si sposta in Inghilterra, per la precisione a Beverley, nel North Yorkshire. Al contrario dei tanto reclamizzati giovani colleghi (Zverev, Coric, Kokkinakis…), Edmund non prende in mano la racchetta da tennis prima dei 10 anni. “Ho iniziato quasi per caso - spiega - in un circolo vicino casa. Giorno dopo giorno la passione è cresciuta e non ho più potuto farne a meno. In televisione seguivo sempre il mio idolo Marat Safin, che mi ha fatto innamorare ancor di più di questo sport. Oggi invece il mio esempio è ovviamente Andy Murray”. A livello under 18 il britannico raggiunge il n.8 del mondo pochi giorni dopo il suo 17° compleanno. In doppio, in coppia con il portoghese Federico Ferreira Silva, conquista Us Open e Roland Garros, mentre in singolare il miglior risultato è la semifinale a Wimbledon 2013, quando fu sconfitto dall'azzurro Gianluigi Quinzi (poi vincitore).

Verso i Top 100 - Il primo titolo in carriera giunge a Birmingham, Alabama, dove Edmund si impone in un Futures da 10.000$ su terra battuta. “Mi trovo bene sul rosso - racconto Kyle - e potrei quasi definirla la mia superficie preferita. Anche se, ovviamente, il mio sogno si chiama Wimbledon”. La crescita è costante e, anno dopo anno, Edmund scala il ranking Atp senza particolari exploit o scossoni: n.568 a fine 2012, alla piazza 376 nel 2013, ha chiuso al n.193 la scorsa stagione. L’anno della svolta è il 2015, che porta in dote ben tre titoli challenger (Hong Kong, Binghampton e Buenos Aires) oltre all’agognato ingresso tra i primi 100 giocatori del mondo.

La Davis - La Coppa Davis è da sempre nei pensieri di Edmund, che in ogni intervista ne parla come di un sogno pronto a realizzarsi. “Sono già stato convocato - spiega - in alcuni casi come quinto o sesto uomo a supporto della squadra. Un’emozione unica e indescrivibile. Ho rappresentato la mia Nazionale nella Junior Davis Cup in diverse circostanze e ne sono stato sempre onorato. Sono pronto all’esordio”. Sarà un battesimo del fuoco. Tutti si aspettano che il punto decisivo arrivi dal doppio, dando per scontate le vittorie in singolare di Andy Murray, ma Edmund ha già battuto quest’anno Steve Darcis e, sulla sua amata terra, potrebbe trovare l’acuto giusto. E se fosse Kyle Edmund l’eroe a sorpresa?

Kyle Edmund è nato a Johannesburg (Sudafrica), l'8 gennaio 1995. Un metro e 88 per 80 kg, è n.100 Atp. In carriera ha vinto 5 titoli Futures, 3 Challenger e vanta uno scalpo tra i Top 100 (l'argentino Schwartzmann, n.63 Atp)

La musica e i Reds: è Kyle fuori-campo

Chi è Kyle Edmund (in alto a sinistra nel selfie di gruppo della Gran Bretagna di Davis) fuori dal tennis? Cosa avrebbe fatto se non avesse seguito la strada del professionismo?

“Penso avrei giocato a cricket o addirittura tentato la via della Formula 1, altra mia grande passione”.

Tifosissimo del Liverpool, Edmund non può vivere senza il proprio telefono.

“Ascolto musica ogni giorno a ogni ora, non posso farne a meno. Non posso immaginarmi un viaggio in aereo senza Maroon 5, Stereophonics, Jay-Z, Drake…"

"Cos’altro amo? Il mio letto. Ma quello purtroppo non posso portarlo in giro per il mondo”.