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MASTERS ATP, FED CUP, FIT TPRA: UNA RACCHETTA IN COMUNE

Mentre a Londra i migliori otto giocatori del mondo stavano per scendere in campo a disputarsi le finali Atp, a Praga i migliori amatori d’Italia si giocavano il master FIT ...

di Enzo Anderloni | 18 novembre 2015

Mentre a Londra i migliori otto giocatori del mondo stavano per scendere in campo a disputarsi le finali Atp, a Praga i migliori amatori d’Italia si giocavano il master FIT TPRA. E hanno incrociato le giocatrici ceche che avrebbero conquistato la Fed Cup…

di Enzo Anderloni

A un certo punto si sono incontrati e salutati, il grande tennis e il tennis della porta accanto. E’ successo per le strade del centro di Praga, lo scorso sabato sera, quando un gruppetto dei partecipanti al Master del Circuito FIt-Tpra è passato davanti alle vetrine di un ristorante e sbriciando all’interno ha scoperto che un paio di tavoli erano occupati da Lucie Safarova (nella foto con il promoter FIT Tpra Alessandro Trevisan) e compagne, la squadra della Repubblica Ceca che meno di 24 ore dopo avrebbe sollevato la Fed Cup davanti al naso di Maria Sharapova.

I tennisti di livello amatoriale e le star del tennis professionistico stavano vivendo nella stessa unità di tempo e di luogo il momento clou della stagione, quello con i riflettori più forti accesi, in grado di restituire in termini di soddisfazione gli sforzi fatti per primeggiare con la racchetta in mano. E nel frattempo a Londra gli otto “masters” delle Atp Finals stavano scaldando i motori per l’esordio del giorno seguente.

Fascino e attrazione di questa racchetta che abbiamo tutti in comune con le superstar, un attrezzo sportivo in grado di scatenare passioni umane che finiscono per corrispondere perfettamente, fino a sovrapporsi, quando si tratta di giocarsela fino in fondo, che sia il nostro torneo Fit a livello di quarta categoria o il circuito mondiale.

La tensione e la voglia di vincere di Bolelli e Fognini (qui accanto) per la prima volta alla O2 Arena di Londra subito opposti a un idolo locale, Jamie Murray, fratello di Andy, in coppia con l’australiano Peers, non saranno state troppo differenti da quelle di Claudio Bocchi e Paolo Valerio (sotto) impegnati a cercare di battere Marco Mariani e Massimiliano Spadoni per conquistare il titolo “mondiale” Fit Tpra a Praga.

Qui di mondiale c’era di sicuro la passione, che in certi casi è più forte anche dei soldi. Perché unisce, anche in queste pagine, tutti gli uomini con la racchetta.

C’è la voglia che Andy Murray ha di vincere la Davis perché può giocare il doppio, probabilmente decisivo, con suo fratello Jamie, sicuramente sotto gli occhi della mamma-maestra Judy. E tutto questo vale molto di più dei milioni di dollari in palio per chi vince il Masters.

C’è la voglia di racchetta del multimilionario proprietario della Head Johan Eliasch, uno che si può permettere di comprare pezzi di Amazzonia, e che, a precisa domanda, ti fa capire che la cosa che gli manca è il tempo libero per giocare di più a tennis.

C’è la voglia di Diego Pelucchi di Bergamo, muratore, che tra un mattone e l’altro pensa solo a fare ace. E realizza il sogno di giocare un Masters. Lui e Maria Sharapova adesso hanno qualcosa in comune. A Praga, hanno perso in finale.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 40 - 2015

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SuperTennis Magazine – Anno XI – n.40– 18 novembre 2015

In questo numero

Prima pagina: una racchetta in comune Pag.3
Circuito Atp - Masters: London calling Pag.4

Batch Point: doping e antidoping Pag.4

Terza pagina: Stan Smith, un campione, mica una scarpa…Pag.6

Fed Cup: furia ceca Pag.8

Focus: Jamie Murray Pag.10

I numeri della settimana Pag.12
Tennis in tv: La grande… domenica Pag.14

Serie A1: l’ultima giornata Pag.16

Circuito Fit-Tpra: Campioni del Mondo! Pag.18

Paddle: I primi campioni fra quattro pareti Pag.20

Personal coach: avanti tutta con il serve&volley Pag.21

Racchette e dintorni: l’ora di POP, sensore da polso Pag.22
La regola del gioco: ai posti di partenza! Pag.24