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ILIE NASTASE, PRIMO RE DEL MASTERS

Nel 1972, vince a Barcellona la prima finale prototipo dell’attuale formula del torneo dei campioni, dopo due edizioni a girone unico

di Enzo Anderloni | 14 novembre 2015

Nel 1972, vince a Barcellona la prima finale prototipo dell’attuale formula del torneo dei campioni, dopo due edizioni a girone unico. E' l'anno del suo primo Slam e della prima finale di Davis senza Challenge Round

di Alessandro Mastroluca

Quando è nato il cielo era giallo. È venuto al mondo nel segno della straordinarietà, e sua madre l'ha chiamato Ilie, Elia, il santo che fa cadere il fuoco dal cielo. Il mondo ha imparato a chiamarlo Nasty, soprattutto dal 1972, l'anno delle grandi rivoluzioni. Cambiano il formato della Coppa Davis, per la prima volta senza il Challenge Round, e del Masters, che prende proprio nel 1972 la forma attuale dopo le due edizioni inaugurali con un girone unico e la classifica a punti.

Vince 120 partite Nastase, primo atleta che dalla Cortina di Ferro riesce ad avere un impatto davvero globale, in quel 1972. È l'anno del suo primo Slam, uno dei dodici titoli di quella prima magica stagione. “Il pubblico paga, ha diritto allo show” diceva, e lo spettacolo allo Us Open contro l'amico Arthur Ashe (sono insieme nella foto) è di quelli che non si dimenticano. Se la prende con tutti, arbitro e giudice di linea; dopo un vincente dell'americano si volta verso il pubblico e si copre gli occhi, come a dire: non ha nemmeno guardato, è stata solo fortuna. Ma ha sette vite, e vince in rimonta 6-3 al quinto. “È un grande giocatore” commenta Ashe, “forse sarebbe ancora migliore se imparasse un po' di buone maniere. O forse il segreto del successo è tutto qui: essere come Ilie Nastase”.

Al Masters, a Barcellona, si gioca il titolo con Stan Smith, che l'ha sconfitto in finale a Wimbledon e nel primo singolare della finale di Davis, in un Tennis Club Progresul blindato per la paura di attacchi terroristici dopo il blitz di Settembre Nero ai Giochi di Monaco. Contro l'americano, Nastase (qui in una foto con Chris Evert e Martina Navratilova) ha gli stessi problemi che incontra con Borg. Pur con un tennis diverso, hanno la stessa freddezza in campo e riescono spesso a depotenziare il talento incostante di Nasty, che a Barcellona passa come primo del girone A con Tom Gorman come secondo. Stan Smith, che ha perso contro Tiriac in Davis nella partita rimasta alla storia per il raccattapalle che si improvvisa massaggiatore del romeno, vince l'altro girone davanti a Connors. I due americani, Stan e Tom, sono grandi amici, e lo sono rimasti anche a carriera finita: ognuno è stato testimone di nozze dell'altro. Sul match point in suo favore nel quarto set, Gorman si ritira. “La schiena mi sta uccidendo” dice al giudice di sedia. “Tom sapeva che gli sponsor contavano su una finale fra me e Nastase” commenterà Smith anni dopo in un’intervista al New York Times. “Lui il giorno dopo non sarebbe stato in grado di scendere in campo per la finale. Non so se qualcun altro avrebbe fatto lo stesso al posto suo”.

Nastase si prende la rivincita e diventa il primo re del Masters. Sarà il primo, nel 1973, a vincerlo per tre volte di fila. Perderà in finale solo nel 1974, nell'unica edizione sull'erba, e completerà il poker nel 1975, a Stoccolma, l'anno del doppio abbandono nel round robin (girone all’italiana n.d.r.) con Ashe (cui sarà assegnata la vittoria) che abbandona per protesta subito prima della squalifica del romeno. Nastase però si presenterà in hotel con un mazzo di fiori per Ashe e in finale finisce per dominare anche Borg, con grande dispiacere dei tifosi e della tv svedese. Sarà anche il primo giocatore al numero 1 del mondo con il ranking computerizzato, nel 1973. A suo modo, Maestro fra i maestri.

Ilie Nastase è nato a Bucarest il 19 luglio 1946. N.1 del mondo il 23 agosto del 1973 ha vinto gli Us Open nel 1972, il Roland Garros nel 1973 e 4 volte il Masters (1971/’72/’73 e ’75)