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DIVENTARE DJOKOVIC: ECCO COME SI FA

Lo ha spiegato lo stesso Nole all’indomani dell’ennesimo trionfo, il sesto Masters 1000 stagionale

di Enzo Anderloni | 11 novembre 2015

Lo ha spiegato lo stesso Nole all’indomani dell’ennesimo trionfo, il sesto Masters 1000 stagionale. L’unico modo di avere successo è migliorare sempre. Mantenere lo ‘status quo’ vuol dire regredire. “Nessuno può essere perfetto, ma se cerchi la perfezione…”

di Enzo Anderloni – Foto Getty Images

Quando non sono costretti a rispondere ovvietà a domande banali, sono i grandi campioni, prima ancora dei tecnici, a fare lezioni di tennis. Dicono le cose più interessanti sul gioco, su come va affrontato, sulla sua situazione attuale ed evoluzione futura. Chi è curioso di questi aspetti non deve farsi sfuggire i rari momenti in cui decidono di condividere queste ricette (o parti di esse) che normalmente rimangono segrete, come piatti (o ingredienti speciali) di un grande chef. Esempio freschissimo le considerazioni di Novak Djokovic dopo la sua ennesima grande impresa di quest’anno, la conquista a Parigi del suo 6° Masters 1000 stagionale, record assoluto, che si somma a tre Slam e all’Atp 500 di Pechino.

“Fin da piccolissimo sono stato circondato da gente con mentalità professionale, che conosceva bene lo sport e lo stile di vita che un atleta deve condurre per raggiugere il vertice. Penso di aver assorbito questa consapevolezza in primo luogo dai miei genitori che hanno praticato altri sport ma ad alto livello. Poi ci sono state molte persone, tra allenatori e mentori, che hanno contribuito a dare forma alla persona che sono oggi. Ho avuto la fortuna di avere una buona formazione sotto tutti gli aspetti: non solo su come allenarmi ma anche su come recuperare, alimentarmi e gestire gli aspetti psicologici della mia vita di atleta e di uomo”.

“Ho imparato a non dare nulla per scontato. Cerco sempre di lavorare sul mio gioco perché so che l’unico modo per avere successo è migliorare continuamente”.

“Mantenere lo ‘status quo’ non basta: per me significa regredire. Cerco sempre di progredire, lavorando su aspetti del mio modo di vivere o di giocare, convinto di poter diventare migliore in questa mia continua ricerca”.

“Ci sono diverse ragioni per spiegare questo picco di rendimento, in questo momento della mia carriera. Sul piano fisico e mentale ho raggiunto una grande consapevolezza. Nella mia vita ho attraversato momenti di grandi dubbi e altri in cui le cose non andavano così bene, ma sono stati una grande lezione per crescere e migliorare. Quest’anno è come se tutto fosse andato a posto nello stesso momento”.

“Nessuno può essere perfetto. Ma se cerchi la perfezione, puoi raggiungere l’eccellenza. Io la vedo così”.

E gli altri non vedono più la palla. Servono altre lezioni per capire come si fa a diventare un n.1?

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 39 - 2015

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SuperTennis Magazine – Anno XI – n.39 – 11 novembre 2015

In questo numero

Prima pagina: la lezione di Nole Pag.3
Circuito Atp verso il Masters: sette contro uno Pag.4

Batch Point: Nole Pag.5

Terza pagina: Ilie Nastase e il Masters Pag.6

Circuito Wta: Venus, una vita al Top Pag.8

Focus: Cristiana Ferrando Pag.10

I numeri della settimana Pag.12
Tennis in tv: Fed Cup , finale da star Pag.14

Serie A1: la quinta giornata Pag.16

Circuito Fit-Tpra: Il Masters veste Praga Pag.18

Personal coach: la miglior difesa è il contrattacco Pag.21

Racchette: le otto racchette che vanno a Londra Pag.22
La regola del gioco: si può andare di là? Pag.24