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BILLIE JEAN KING, LA MAMMA DEL MASTERS

Fu lei a combattere per la parità dei sessi nel tennis: E vinse la battaglia a partire dal 1971, anno in cui si giocò il primo circuito professionistico organizzato, con ...

di Enzo Anderloni | 30 ottobre 2015

Fu lei a combattere per la parità dei sessi nel tennis: E vinse la battaglia a partire dal 1971, anno in cui si giocò il primo circuito professionistico organizzato, con un torneo a Houston che si può considerare la prova d’orchestra del primo Masters ufficiale, datato 1972 come la neonata associazione che lo promosse, la Wta

di Alessandro Mastroluca – Foto Getty Images

Chi vince le WTA Finals si aggiudica il Billie Jean King Trophy. E non è un caso. È una scelta simbolica quanto doverosa per chi ha riscritto la storia del tennis e dello sport; per una delle sette donne, come scrive la CNN, che hanno cambiato il mondo.

Le Original Nine del Virginia Slims

Mai come quest'anno, nell'ultimo torneo in carriera di Flavia Pennetta, le otto candidate al titolo di Maestra, con il fantasma di Serena Williams che aleggia sopra Singapore, ricordano, almeno numericamente, le Original Nine che guidate da Billie Jean hanno creato il primo circuito professionistico solo femminile.

“You've come a long way baby” è lo slogan scelto per lanciare il torneo. È il payoff delle Virginia Slims, le sigarette prodotte dalla Philip Morris che Grace Lichtenstein userà come titolo del suo libro sul tennis femminile nei primi anni Settanta. Piace molto anche a Gladys Heldman, direttrice della rivista World Tennis e amica di vecchia data di Joe Cullman, CEO della Philip Morris. Lo convince perciò a investire parecchio in una serie di tornei pro di tennis femminile. È nato il Virginia Slims Tour. Il primo torneo si gioca a Houston. Oltre a King, ci sono la sua compagna di doppio e di battaglie Rosemary Casals, che si aggiudicherà il titolo, Judy Tegart Dalton, Nancy Richey, Peaches Bartkowicz, Kristy Pigeon, Valerie Ziegenfuss, Julie Heldman, e Kerry Melville Reid. L'anno successivo, in quello che si potrebbe considerare in via non ufficiale il prodromo del Masters attuale, sempre a Houston, l'australiana Reid sarebbe stata sconfitta proprio da Billie Jean King.

Houston, un luogo simbolo

E qui la geografia diventa storia. Perché, sempre Houston, avrebbe attirato il 20 settembre 1973, il più numeroso pubblico nella storia del tennis: 30.472 spettatori all’Astrodome, dove il biglietto meno caro costava 100 dollari, e cinquanta milioni d’americani davanti alla tv, in prima serata sulla ABC, tutti riuniti per vedere Billie Jean vincere la Battaglia dei Sessi contro lo sciovinista, e incallito scommettitore, Bobby Riggs, allora 55enne, già vincitore dei Wimbledon e Us Open nel 1939. Mentre in quell'agosto 1971, prima di battere Melville Reid, la King aveva giocato e perso una simile esibizione, all'Hofheinz Pavilion contro un maestro di tennis locale, Jim Rombeau, che anni dopo avrebbe vinto i campionati USTA over 45 su erba e over 50 sul duro.

1971, l'anno che cambia tutto

Il 1971 non è un anno come gli altri, è l'anno che crea l'atmosfera. Billie Jean King diventa la prima donna a superare i 100 mila dollari di montepremi stagionali. Il presidente Nixon le telefona per congratularsi. La WTA comincia a nascere quel giorno. Anche se per l'atto ufficiale bisogna aspettare il 20 giugno 1973. Pochi mesi dopo, lo Us Open diventerà il primo Slam a garantire prize money uguali a uomini e donne. “Le donne mi ringraziano ancora oggi per quello che ho fatto” ha detto durante la celebrazione per i 40 anni dell'associazione. “Molte trovarono il coraggio di chiedere quello che non avevano mai chiesto prima”.

Le prime volte di Billie Jean

1971 – E' protagonista con Rosemary Casals del primo doppio ritiro (per protesta) nel tennis femminile, nella finale del Pacific Southwest Open di Los Angeles

1973 – Vincitrice anche a Wimbledon, diventa la prima donna eletta “sportivo dell'anno” da Sports Illustrated

2013 – E' nella prima classe di atleti a entrare nella National Gay and Lesbian Sports Hall of Fame.