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Ecco gli attrezzi delle otto campionesse alleWta Finals di Singapore. Uno sguardo alle particolarità tecnologiche e le personalizzazioni dell’incordatura per scoprire che hanno diversi tratti in comune

di Mauro Simoncini - Foto Getty Images

Capita una volta all’anno un evento del genere. Un po’ il riassunto della stagione, in questo caso in gonnella. Le Wta Finals, per tutti Masters femminile, che si stanno svolgendo a Singapore riunisce le migliori otto giocatrici del 2015, fatta eccezione per Serenona Williams.

E anche a livello di attrezzi e materiali scelti, è interessante indagare – come campione rilevante – tra le racchette (e anche le corde) di queste otto campionesse, per scoprire differenze e similitudini in base a tipologia di gioco, struttura fisica o quant’altro. E riportarle magari ai nostri livelli di gioco più “terreni”.

GIRONE ROSSOil girone degli Ibridi

SIMONA HALEP Wilson Burn 100 (100” – 300 g)

La rumena numero 2 al mondo, giocatrice moderna tipica, destra bimane che spinge da dietro colpendo con poca rotazione (in top) usa un modello nuovo, presentato nel 2015, di Wilson. E’ la nero arancione Burn 100, un attrezzo profilato (dai 23 ai 25 millimetri), con tipica combinazione peso-ovale 300-100 e schema ormai classico di incordatura 16x19. Il bilanciamento è appena spostato in avanti (32,5 cm senza corde) proprio per regalare spinta. E Simona fa montare il monofilamento più diffuso sui circuiti Pro, l’argenteo Luxilon Alu Power (1,25 mm), mixato con il budello naturale di Wilson (calibro 1,30 mm) in un ibrido molto diffuso anche a livello maschile. Tensione abituale 25/24 kg.

MARIA SHARAPOVA – Head Instinct Graphene XT MP(100” – 300 g)

La russa sul gradino numero 3 del ranking Wta, grande star di questo Masters a Singapore, è storica testimonial di Head e oramai da qualche anno la sua fida compagna è Head Instinct Mp (che sta per Midplus), quest’anno rinnovata con l’innesto di un nuovo materiale, il Graphene XT. Lo stesso attrezzo, in campo maschile, fa riferimento al ceco Tomas Berdych. Una racchetta agonistica ma accessibile, tre etti di peso e ovale da 100”, ma profilo (sempre variabile) ma più sottile rispetto alla Eilson della Halep (in alcuni punti 21-22 mm). Considerato anche il bilanciamento indietro (31,5 cm), è anche un attrezzo di controllo. L’ibrido di corde montato dalla russa dovrebbe sempre essere budello VS Touch di Babolat incrociato con Babolat Rpm Blast, il monofilo nero in poliestere a sezione ottagonale. Tensione abituale: 28 kg.

FLAVIA PENNETTA – Wilson Blade 98 (98” - 304 g)

Flavia Pennetta sono anni che si affida alla stessa racchetta: Wilson Blade 98, una delle best seller del mercato tennistico mondiale. Un attrezzo agonistico con ovale da 98 pollici quadrati e peso appena superiore ai tre etti; è anche discretamente selettivo per il profilo costante e sottile da 21,5 millimetri. La brindisina usa la versione con schema corde meno fitto (16x19) anche se il bumper del modello 2015 dovrebbe essere verde mentre il suo è nero. Un telaio di grande controllo sul quale Flavia aggiunge potenza con un’incordatura ibrida, con budello (verticali) e Luxilon Alu Power (orizzontali), montato al contrario (ibrido reverse) proprio come fa Roger Federer. Tensione abituale: 24/23 kg

RADWANSKA AGNIESZKA – Babolay Pure Drive Lite (100” – 270 g)

La polacca numero 6 della classifica è una giocatrice molto talentuosa e dotata tecnicamente forse delle soluzioni più varie delle otto presenti al Master. Usa la più leggera delle racchette portate a Singapore: Babolat Pure Drive Lite pesa 270 grammi e ha un bilanciamento spostato in avanti (33 cm); profilata fino ai 25 millimetri è un telaio facile e sicuro, buonissimo anche per i giocatori di club. La polacca ci ricama spesso (ultimamente un po’ meno) anche tagli in back o smorzate letali. Ibrido con budello sulle orizzontali e monofilo Babolat Rpm Blast sulle corde verticali come da prassi. Tensione abituale: 23 kg

GIRONEBIANCO – Le tre mancine

LUCIE SAFAROVA – Wilson Juice 100 (100” – 300 g)

La ventottenne ceca entrate grazie all’assenza di Serena Williams è una mancina cui piace picchiare da fondo e comandare quando possibile. Usa una racchetta Wilson, la Juice 100, agonistica ma agevole, comoda e potente. Un tipico attrezzo moderno 300-100 con schema corde 16x19, molto stabile e profilato (spessore fino ai 26 mm) dunque molto potente. Lucie utilizza sulla sua racchetta una corda in monofilamento, molto sottile Luxilon Big Banger Timo da 1,17 millimetri di calibro, per feeling e controllo assoluti. Un abbinamento interessante.

GARBINE MUGURUZA – Babolat Pure Drive (100” – 300 g)

Forse la vera sorpresa della stagione, la spagnola si è spinta fino al quarto posto, a ridosso della Sharapova al n°3 con l’ultima vittoria al torneo di Pechino. Garbine utilizza la racchetta più venduta dell’ultimo decennio, Babolat Pure Drive che quest’anno si è rinnovata con l’edizione 2015. Una agonistica tuttofare, che aiuta in difficoltà con sweetspot ampio e incide quando si spinge per il comando del gioco. Bilanciamento equilibrato (32 cm) e profilo marcato ne incrementano la solidità. Tutto in monofilamento (Luxilon Alu Power) il piatto corde, disponibile in argento ma anche in blu/azzurro, pensando agli abbinamenti cromatici con la sua racchetta. Tensione abituale: 21 kg

ANGELIQUE KERBER – Yonex VCore Si (100” – 300 g)

La potente mancina tedesca di Brema è forse quella che tocca con i colpi da fondo velocità di punta maggiori; picchia senza mezze misure piedi sulla riga e spesse volte anche da posizioni strane (in ginocchio col rovescio bimane). Tutto ciò con una Yonex VCore Si 100, telaio made in Japan completo e versatile, con profilo abbastanza sottile (23-24 mm) e bilanciamento contenuto a 32 centimetri oltre allo sweetspot ampliato dall’ovale Isometric dei giapponesi. La Kerber ci fa montare un armeggio tutto in monofilo rosso sempre del brand giapponese, Poly Tour Spin G, sezione pentagonale e calibro 1,25 millimetri: discreta potenza ma soprattutto controllo e aiuto nella resa degli spin. Tensione abituale: 25 kg

PETRA KVITOVA – Wilson Pro Staff 97 (97” – 315 g)

Ceca e mancina come la connazionale Safarova, si affida anche lei agli americani di Wilson, ma il telaio è decisamente più agonistico e selettivo. Kvitova difatti maneggia la più difficile delle otto racchette di Singapore, Wilson Pro Staff 97. E’ l’attrezzo di Roger Federer ma meno pesante (315 grammi): ovale midplus (97”) e profilo costante e stretto da 21,5 mm ne chiariscono le “difficoltà”; solo una giocatrice tecnica può far rendere al meglio quest’arma, ottima per colpire piatto o con rotazioni appena accennate. Sul pattern con 16 corde verticali e 19 orizzontali l’attuale numero 5 Wta (che nel 2014 aveva vinto Wimbledon con la Wilson Steam tra le mani) fa installare Luxilon Alu Power da 1,25 millimetri di calibro, il monofilo che la fa da padrone non solo al Master Wta di Singapore. Tensione abituale: 25,5/24 kg